Intelligenza collaborativa: pensare insieme

19 Gennaio 2020
In un mondo sempre più competitivo e individualista, saper applicare una mentalità collaborativa ci aiuterebbe molto di più come società. Di fronte alle sfide che ci attendono, è essenziale imparare a pensare insieme per plasmare un futuro migliore.

L’intelligenza collaborativa offre un potere di trasformazione all’essere umano. Questa competenza si manifesta quando le persone sono in grado di condividere idee, pensieri e approcci con un solo scopo: il bene comune. Molti ritengono che questo genere di investimento mentale sia ciò di cui le aziende, le istituzioni e qualsiasi scenario sociale del nostro presente abbiano più bisogno.

Lavorare e pensare insieme per obiettivi comuni è fonte di ispirazione, tuttavia, ammettiamolo, raggiungerlo non è sempre facile. Lavorare in gruppo, ad esempio, presenta già difficoltà e disaccordi. Allo stesso modo, nessuno ci ha insegnato a sviluppare una mentalità collaborativa, in che modo le nostre risorse interiori, come la creatività, la motivazione e l’entusiasmo, possono essere trasferite e condivise con gli altri, raggiungendo un’armonia comune dove vinciamo tutti.

Nonostante ciò, che lo si voglia o no, è proprio un futuro migliore dipende proprio da questa dimensione. Abbiamo bisogno non solo di aziende più efficienti, ma anche di gruppi di persone in grado di lavorare insieme senza ego, senza attriti e disattivando quel pensiero rigido che erige muri davanti al progresso e al benessere.

Il presente e il futuro appaiono sempre più complessi, dobbiamo sintonizzare gli sforzi e le risorse verso la stessa direzione. Come riuscirci? L’intelligenza collaborativa potrebbe essere l’ingrediente migliore.

«Nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa, la totalità del sapere risiede nell’umanità.»

-Pierre Lévy-

Come funziona una mente colalborativa

I pilastri dell’intelligenza collaborativa

L’intelligenza collaborativa, o mentalità collaborativa, è da sempre oggetto di interessa della psicologia, la sociologia e il mondo degli affari. Ma anche il campo della biologia ha studiato questo concetto per secoli osservandolo nel micro-universo dei batteri e, naturalmente, a scale che potrebbero essere più vicine e visibili a tutti noi.

Il comportamento collettivo degli animali è l’esempio più sorprendente di tutti. Pensate agli stormi di uccelli che volano nella stessa direzione e sempre perfettamente sincronizzati. Visualizzate un banco di pesci, di krill, un gruppo di delfini e, naturalmente, la comunità di formiche che vive una vita parallela alla nostra, in qualsiasi giardino, terrazza e parco delle nostre città.

Cosa rende simbiotiche tutte queste specie? Si tratta di pura sopravvivenza? È possibile; tuttavia, famosi autori come la dott.ssa Dawna Marcova, esperta in processi di apprendimento, leadership e talento presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT), sottolinea nel suo libro Collective Intelligence aspetti di grande rilevanza che dovremmo considerare.

Imparare a pensare con persone che la pensano diversamente

Uno dei principi dell’intelligenza collettiva è saper stare e saper dare il proprio contributo in un ambiente in cui gli altri la pensano diversamente. Ora, ottenerlo non è mai facile, perché secondo la dott.ssa Marcova siamo abituati a vivere nel profondo della nostra individualità.

Ci è stato insegnato a essere più competitivi che collaborativi e a ciò si deve la difficoltà ad accettare le opinioni altrui; si tende a vedere l’altro come un nemico che bisogna superare nelle gare e che va calpestato per raggiungere un obiettivo. Dove possiamo arrivare agendo in modo individualista e competitivo? Ovviamente da nessuna parte.

Se invece sfruttiamo il nostro talento creando una mentalità collaborativa, le cose cambiano. Perché due pensano meglio di uno; perché, a volte, quando pensiamo diversamente, combiniamo le nostre particolari visioni in qualcosa di più grande, più prodigioso e stimolante. La diversità intellettuale, quindi, consente ai nostri punti di forza di emergere in uno scenario collettivo, lì dove tutti i punti di forza individuali lavorano in armonia.

Allineare le proprie intenzioni con quelle degli altri

Condividere un obiettivo comune permette di andare avanti. Allineare le nostre intenzioni con quelle degli altri dovrebbe essere un processo di ispirazione costante e quotidiana, da cui trarre la motivazione per andare avanti e progredire.

Tuttavia, siamo consapevoli che è ancora molto difficile raggiungere uno scenario simile, perché in molti desiderano essere essere “i più intelligenti della classe”, ·quelli che pensano di più, che fanno di più, che aspirano a raggiungere un livello superiore a gli altri”, calpestandoli.

Una delle basi dell’intelligenza collettiva è incoraggiarci a innescare un cambiamento. È tempo di stabilire le condizioni più idonee in cui poter sviluppare questa competenza. Vediamo come.

“I problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati.”

-Albert Einstein-

Intelligenza collaborativa tra colleghi

Gli strumenti dell’intelligenza collaborativa

Diceva José Ortega y Gasset che “una civiltà può essere sopportata solo se molti contribuiscono collaborando allo sforzo. Se tutti preferiscono godersi il frutto, la civiltà affonda”. Queste parole giuste sono oggi più pertinenti che mai, perché di fronte alle sfide che ci vengono presentate abbiamo bisogno proprio di menti brillanti che sappiano collaborare.

Ognuno deve apportare al gruppo la propria eccellenza, la propria creatività, la propria esperienza e la propria particolare visione, al fine di creare un’entità molto più ampia, orientata verso un unico obiettivo, quello del progresso e del benessere comune. Ma quali sono i meccanismi per raggiungerlo?

  • Disponibilità, volontà e motivazione a condividere conoscenze e risorse.
  • Creare spazi collaborativi sia fisici che virtuali.
  • Sapere instaurare un rapporto di fiducia con gli altri, che sia privo di competizione, orgoglio o controllo.
  • Devono essere gruppi basati sull’orizzontalità e non sulla verticalità.
  • È essenziale comprendere le dinamiche di un gruppo (saper comunicare, risolvere problemi, ecc.)
  • Essere sempre aperti a nuove idee.
  • Avere gli strumenti giusti (spazi fisici, formazione e anche spazi virtuali in cui la comunicazione è costante).

Un altro elemento richiesto dall’intelligenza collaborativa è l’atteggiamento. Un atteggiamento impegnato nei confronti del cambiamento, in cui l’individualismo e la visione di gruppo pesano molto meno, di una comunità che sa come muoversi progredendo.

  • Markova, Dawna (2015) Collaborative Intelligence: Thinking with People Who Think Differently. Spiegel & Grau 
  • Tapscott, D. y Williams, AD (2008). Cómo la colaboración masiva lo cambia todo EEUU. Penguin Group