Jim Jones e la suggestione collettiva

Chi ha conosciuto Jim Jones lo definisce come un leader le cui parole commuovevano profondamente chiunque lo ascoltasse. Vi raccontiamo nelle prossime righe il tragico epilogo di una tale concentrazione di carisma.
Jim Jones e la suggestione collettiva

Ultimo aggiornamento: 12 marzo, 2021

Il nome di Jim Jones è sinonimo di strage: nel 1978 a Jonestown, nella Guyana, indusse 918 persone a togliersi la vita. Ma com’è possibile che un solo individuo possa esercitare un così forte potere di suggestione su tante persone?

L’aspetto peggiore di questo terribile evento è che prima di compiere il suicidio di massa, le persone suicide tolsero la vita a 300 bambini e a 5 adulti che non facevano parte della setta del Tempio del popolo, guidata da Jim Jones.

Il caso Jones è il più eclatante, ma non è l’unico nel suo genere. Al giorno d’oggi, sono tante le sette che spingono i loro adepti ad adottare comportamenti irrazionali e del tutto dannosi per se stessi e per gli altri. Ciò accade anche all’interno di alcuni gruppi cattolici, musulmani e di altre importanti fedi religiose.

“Era questa, la sottigliezza estrema: essere pienamente consapevoli nell’indurre l’inconsapevolezza e diventare poi inconsapevoli della pratica ipnotica che avevate appena posto in atto”.

-George Orwell-

Jones che passeggia.

Jim Jones il mistico

Jim Jones nacque il 13 maggio 1931 nello stato dell’Indiana (Stati Uniti). Figlio di contadini di origine britannica, nel corso della sua vita affermò spesso di discendere dai nativi americani, ma non era vero. Fin dalla tenera età iniziò a interessarsi alla religione.

Nel 1949 terminò gli studi universitari e sposò Madelene Baldwin. In seguito, abbracciò il culto metodista, formandosi come pastore. Nel 1952, a Indianapolis, fondò la sua chiesa denominata Tempio del popolo, caratterizzata da un bizzarro sincretismo di idee cristiane, comuniste e fasciste.

Jim Jones divenne un influente predicatore. Un leader carismatico che prendeva posizione contro il razzismo e che affermava di voler salvare i più deboli. Nel corso del tempo, però, i suoi contenuti si fecero più radicali con l’introduzione di idee bizzarre, tra cui quella di essere un profeta dello stesso livello di Gesù Cristo.

Il tempio del popolo

Jim Jones ordinò alla sua comunità di trasferirsi con lui in California, in una fattoria collettiva di stampo socialista dedicata alla “spiritualità“. Lo seguirono in 140. Successivamente si stabilirono a San Francisco, dove il pastore acquisì grande notorietà.

Jones ottenne anche il sostegno di alcune personalità politiche per via delle sue posizioni contro il razzismo e le sue idee di solidarietà verso i più svantaggiati. All’interno della comunità, iniziarono anche a verificarsi “guarigioni di fede”, attirando nuovi seguaci affamati di speranze.

Nel frattempo, però, all’interno del tempio del popolo iniziarono a circolare voci di abusi sessuali e sfruttamento lavorativo. Jim Jones, parlava di apocalisse e di una possibile guerra nucleare. Si trasferì pertanto nella Guyana, in America del Sud, seguito da molti dei suoi adepti.

Una comunità suggestionata

Nella Guyana, Jim Jones acquistò un grande appezzamento di terreno che battezzò Jonestown. Le persone che vi abitarono si dedicavano dalle 12 alle 14 ore al giorno ai lavori agricoli. La retribuzione era di due dollari a settimana.

Si dice anche che molte donne erano costrette ad avere rapporti sessuali con il leader e che i bambini erano vittime di torture. Jones avviò anche rituali denominati “Notti bianche”, che consistevano in simulazioni di suicidi collettivi.

Le voci su quanto accadeva a Jonestown giunsero a un membro del Congresso degli Stati Uniti, Leo Ryan, il quale vi si recò personalmente per verificarne l’attendibilità. Venne accolto con grandi festeggiamenti.

Jones aveva anche un corpo di guardia privato denominato angels. Le sue guardie affermarono che tale luogo era un vero paradiso terrestre.

Jones seduto.

Ryan decise di tornare negli Stati Uniti il giorno dopo il suo arrivo, invitando chiunque lo volesse ad andare con lui. Era vicino all’aeroplano quando subì l’attaccato degli angels. Uno di loro lo pugnalò, mentre gli altri spararono al suo staff.

Successivamente Jones riunì tutta la comunità, chiedendo di assumere del cianuro. In verità, non era una richiesta, ma un obbligo. Si narra che abbia affermato: “Abbiamo ottenuto da questo mondo tutto quello che desideravamo. Abbiamo avuto una bella vita e siamo stati amati. Facciamola finita. Mettiamo fine a questa agonia”.

A coloro i quali rifiutavano di assumere il cianuro, veniva direttamente iniettato. Soltanto 80 persone riuscirono a scappare, nascondendosi nella giungla. Gli altri morirono, neonati compresi. Jones a quanto pare, si suicido con un colpo di pistola alla tempia. Eventi simili sono poi stati definiti “suicidi di massa”.

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  • Rodríguez-Carballeira, Á., Martín-Peña, J., Almendros, C., Escartín, J., Porrúa, C., & Bertacco, M. (2009). Un análisis psicosocial del grupo terrorista como secta. Revista de Psicología Social, 24(2), 183-195.