La decrescita è una soluzione per il mondo attuale?

· 11 Febbraio 2019
La teoria della decrescita propone di diminuire il ritmo frenetico del capitalismo moderno sostituendolo a un sistema di produzione più rispettoso dell'ambiente e della felicità collettiva.

La decrescita è una corrente di pensiero formulata da Georgescu-Roegen, brillante matematico ed economista di origini rumene. Il principio alla base di questa teoria è quello di ridurre progressivamente la produzione per migliorare l’equilibrio tra l’uomo e la natura. A sua volta, questo contribuirebbe a rendere più sostenibili le dinamiche sociali, che controllano il modo di agire di ogni persona.

La crescita è forse l’obiettivo centrale di tutte le economie del mondo, uno dei mantra più importanti del capitalismo. L’idea è probabilmente una produzione in crescita seguita da un consumo altrettanto in crescita. Logico. Tuttavia, questo schema ha dato vita a fenomeni indesiderati. Il primo: un attacco sistematico alla natura e ai suoi processi. Il secondo: una notevole riduzione della qualità della vita, umana e no.

Secondo Georgescu-Roegen, il fenomeno inverso, ovvero la decrescita, permetterebbe agli esseri umani di lavorare di meno e avere più tempo libero. Questa sarebbe la base per un nuovo modello in cui la produzione viene regolata, in modo tale da riuscire a soddisfare i bisogni della società senza distruggere l’ambiente né trasformare l’uomo in un robot.

“La parola d’ordine della decrescita ha come oggetto soprattutto quello di sottolineare con forza l’abbandono dell’obiettivo della crescita per la crescita.”

-Serge Latouche-

La decrescita del consumo

Al giorno d’oggi, quasi tutte le persone passano la maggior parte del tempo a lavorare. A differenza di quanto accadeva in passato, questo lavoro spesso non ha come scopo principale la soddisfazione dei bisogni primari. L’essere umano ha sviluppato via via nuovi bisogni, tutti associati al consumo.

Molte persone cercano con il lavoro di aumentare le loro capacità di consumo. Guadagnare di più per comprare di più, non importa se utile o meno. Non molto tempo fa si aveva a malapena bisogno di un sapone per lavarsi, ora sono necessari cinque tipi di saponi o più: quello per le mani (con crema idratante), il bagnoschiuma per il corpo, lo shampoo per capelli, il sapone intimo, il balsamo, ecc.

La capacità di consumo è cresciuta notevolmente in molte società. Tuttavia, questo non vuol dire che le persone siano più felici o si sentano più realizzate. In uno studio condotto in Canada venne chiesto a un gruppo di volontari se si sentissero più felici dei genitori. Solo il 44% rispose di sì, anche se la capacità di consumo era aumentata del 60%.

Ragazza al computer la decrescita del lavoro

Le basi della decrescita

Il mondo è giunto a un punto tale che lo squilibrio tra produzione e natura è diventato pericoloso. La disponibilità di alcune risorse per le nuove generazioni è in dubbio. Stiamo facendo qualcosa nel modo sbagliato e la teoria della decrescita sostiene che la carenza è nella produzione incontrollata. La decrescita propone otto misure o soluzioni per il mondo attuale:

  • Rivalutare. Questa soluzione riguarda la necessità di cambiare i valori individualisti e consumistici con altri in cui prevale la cooperazione e il senso umanista della vita.
  • Riconcettualizzare. Ridefinire i concetti di ricchezza e povertà, bisogno e consumismo. Adottare quindi una prospettiva diversa di fronte la mancanza e l’abbondanza.
  • Ristrutturare. Adattare lo strumento di produzione a obiettivi quali la protezione dell’ambiente e la felicità umana. Ad esempio, optare per l’efficienza ecologica e la semplicità.
  • Ricollocare. Recuperare i legami regionali. È una proposta contraria alla produzione multinazionale. Ogni territorio potrebbe trovare il modo di produrre da sé i beni necessari.
  • Ridistribuire. Adottare una visione di cooperazione, in cui i beni primari arrivino a tutti.  Significa ridurre la capacità di acquisto dei grandi consumatori mondiali ed evitare  il consumo eccessivo.
  • Ridurre.  È la decrescita applicata alla produzione e al consumo, quindi alle ore di lavoro. Implica, inoltre, una riduzione del consumo di medicinali e del turismo di massa che depreda.
  • Riutilizzare. Vale a dire aumentare il tempo di vita utile dei vari prodotti. Eliminare la cultura dell’usa e getta.
  • Riciclare. Significa trattare in modo adeguato i rifiuti. Evitare pertanto i composti non riciclabili e occuparci della spazzatura che produciamo.
Uomo felice al lavoro

È chiaro che il sistema economico di oggi non sta creando felicità, bensì nevrosi, alienazione e disuguaglianza. Nel mondo iniziano a farsi strada nuovi paradigmi, come la teoria della decrescita, che propongono un obiettivo più gradevole e umano.

  • Latouche, S. (2010). El decrecimiento como solución a la crisis. Mundo siglo XXI, (21), 48-53.