La distanza influenza la nostra vita in vari modi

19 luglio, 2020
Saper gestire in maniera adeguata la distanza nella nostra vita significa compiere azioni volte ad avvicinarci a ciò che desideriamo e a innalzare barriere lì dove vogliamo mantenere un livello di separazione.

La distanza è un concetto fisico che, nel caso dell’essere umano, ha implicazioni psicologiche. Un esempio di ciò lo troviamo in due espressioni colloquiali di uso quotidiano come “mantenere le distanze” o “avvicinarci” a una persona. Si parla poi anche di “prendere le distanze” da una situazione o una persona. Ma che significato ha la distanza nella nostra vita?

Per l’essere umano, la distanza ha grande rilevanza anche in termini fisici. Ciascuno di noi ha i propri spazi e li delinea in maniera specifica. Ognuno di noi stabilisce un preciso grado di distanza fisica nelle proprie relazioni sociali. Si parla anche di uno spazio vitale individuale, fondamentale nella vita.

“I cellulari aiutano a rimanere in contatto con chi è lontano. I cellulari permettono a chi si collega di… tenersi a distanza.”

-Zygmunt Bauman-

La distanza è un concetto che si applica anche agli oggetti e al loro effetto sulla psiche umana. La sensazione generata da una stanza straripante di oggetti è diversa da quella prodotta da un ambiente in cui gli oggetti sono ben distanti.

La distanza fisica e i suoi effetti

La distanza trova la sua forma di espressione più evidente sul piano fisico. Prendere le distanze o avvicinarsi fisicamente è una manifestazione di vicinanza o allontanamento emotivo. Ciò non si misura soltanto con i centimetri che separano una persona dall’altra, ma anche dai gesti, il tono di voce e la posizione adottata.

I ricercatori Lawrence E. Williams e John A. Bargh, il primo dell’Università del Colorado e il secondo dell’Università di Yale, hanno realizzato uno studio intensivo sull’argomento. Sono così giunti alla seguente conclusione: “Le rappresentazioni percettive e motorie della distanza fisica influiscono sui pensieri e i sentimenti delle persone”.

Ciò significa che la sfera affettiva di una persona dipende anche dalla distanza fisica con gli altri. Durante la loro ricerca, Williams e Bargh hanno spinto alcuni volontari a prendere le distanze da alcune persone a loro molto care. Hanno riscontrato che con il tempo l’attaccamento si affievoliva a causa della separazione.

Ragazza triste alla finestra

Distanziamento e conflitto

Le conclusioni dello studio di Lawrence E. Williams e John A. Bargh mostrano ripercussioni sotto diversi aspetti, tra cui il conflitto. Uno dei risultati dell’esperimento indica che “la distanza può moderare l’intensità emotiva degli stimoli”. In altre parole, più una cosa è distante, minore è il grado in cui ci affligge.

Ciò prova l’efficacia di prendere le distanze fisiche dalle cose che ci influiscono negativamente. Con l’allontanamento, l’influenza negativa di una persona o di una situazione si affievolisce, rendendo i nostri sentimenti meno intensi e riducendo il nostro coinvolgimento. Allontanarsi fisicamente da persone o spazi conflittuali aiuta a moderare il conflitto.

Nell’essere umano e persino negli animali, la prossimità e la distanza agiscono anche sul piano emotivo e mentale. Si può essere fisicamente lontani da qualcosa o qualcuno, ma provare un legame estremamente intenso, come se si fosse attaccati. Oppure il contrario: essere fisicamente accanto a qualcuno, ma sentirsi distanti anni luce.

La distanza nella nostra vita è soggettiva

Se vogliamo tagliare i ponti con qualcosa o qualcuno, la distanza fisica è soltanto il primo passo. Sicuramente servirà a cambiare il vincolo che abbiamo con quella realtà, anche se non definitivamente. Affinché ciò accada, occorre stabilire anche una distanza affettiva.

Al tempo stesso, per instaurare una vicinanza emotiva con qualcuno, è fondamentale essere fisicamente vicini, presenti nella sua vita. Anche attraverso gesti concreti come abbracci, parole, carezze. La vicinanza emotiva, da parte sua, implica avere quella persona in mente e avvicinarci al suo mondo interiore attraverso la conversazione.

Coppia che combatte la distanza

Se l’obiettivo è invece allontanarsi da qualcuno, dovremo per prima cosa distaccarcene fisicamente. Non essere presenti con il corpo, neanche di nascosto, ossia spiando la persona, interessandosi alla sua vita o pensandola di continuo. Soltanto tagliando ogni legame si riuscirà a porre una reale distanza, eliminando così la sua influenza nella nostra vita.

LÓPEZ, R. M. (2009). Cómo utilizar los espacios en nuestro beneficio: el poder de la Proxemia. Manager Business Magazine, (30).