La ragazza afgana di National Geographic

La ragazza afgana di National Geographic

Ultimo aggiornamento: 25 settembre, 2021

Nel 1979 l’Unione Sovietica invase l’Afghanistan, dando inizio a un conflitto che avrebbe diviso in due il Paese e che non si è ancora concluso. Molti cittadini sono stati costretti a emigrare in Pakistan per sfuggire alla guerra e salvarsi la vita. Tra questi la famiglia di Sharbat Gula, la ragazza afgana più famosa al mondo.

Nel 1984 fu fotografata in un campo di Peshawar e nel 1985 divenne una delle copertine più emblematiche del National Geographic. I suoi occhi verdi riflettevano la difficile realtà vissuta dal popolo afgano. La foto è stata scattata da Steve McCurry ed è presto diventata un’immagine iconica dei rifugiati.

Nonostante il clamoroso successo della copertina, sono trascorsi 17 anni prima che si scoprisse il nome della ragazza. Allo stesso modo, Sharbat Gula era ignara del fatto che il suo volto era uno dei più famosi e riconosciuti.

Incontro

A seguito della notorietà raggiunta, nel 2002 il fotografo decise di cercarla e la trovò tra le montagne dell’Afghanistan. Il suo nome non era cambiato, così come non era cambiata la sua espressione.

Non poteva essere da meno, per tutta la vita era stata una vittima di guerra. A 10 anni, inoltre, ha perso la madre a causa di una malattia, mentre una bomba avrebbe tolto la vita al padre.

Il volto della donna afgana.
Foto dal National Geographic.

Per tutta la vita si è spostata tra Afghanistan e Pakistan nel tentativo di evitare il pericolo. Si è sposata a 13 anni, ha avuto 4 figli, ma una delle sue figlie è morta da bambina. Durante i 17 anni trascorsi da quello scatto ha subito le conseguenze indirette del conflitto, tra cui la scarsità di cibo.

Un’altra ombra nella vita della ragazza afgana Sharbat Gula

Dopo quel nuovo incontro con Steve McCurry, avvenuto nel 2002, non si è più sentito parlare di Sharbat Gula fino al 2016. Ancora una volta, le notizie su di lei non erano incoraggianti.

In quell’anno le autorità pachistane l’hanno arrestata in quanto in possesso di documentazione illegale. Sapeva bene il rischio che correva, ma era consapevole che si trattasse dell’unica soluzione per garantire un futuro migliore ai suoi figli.

Sharbat Gula e la sua famiglia.
Foto dal National Geographic.

È stata arrestata per 15 giorni, lasso di tempo durante il quale ha contratto l’epatite C. Proprio questa è stata la motivazione umanitaria fornita dal governo afghano per ottenere il suo rimpatrio.

La situazione attuale della famosa ragazza afgana e del suo paese

Nel 2017 la donna afgana più famosa di tutti i tempi ha fatto rientro nel suo Paese. Tuttavia, ha incontrato un nuovo ostacolo sulla strada: il recente ritorno al potere dei talebani.

Un regime totalitario che condanna le donne a una vita priva di molti diritti e ricca di numerosi obblighi. Una disuguaglianza che sembrava ormai un ricordo e che più fronti sono impegnati a recuperare.

Tutto lascia pensare che alle donne sarà nuovamente vietato accedere a determinati corsi di formazione, determinati studi e costrette a vestirsi in un certo modo.

Non solo le donne, ma una buona parte della popolazione non sarà più libera di esprimere il proprio pensiero. Come molti suoi coetanei, Sharbat sente incombere su di lei il presagio di tempi bui e difficili. 

Una minaccia molto più vicina all’Occidente di quanto pensiamo. Una violazione dei diritti umani che mira ad aumentare il potere di chi già lo detiene, trasformando gli altri in servi.

In definitiva, una situazione molto difficile da capovolgere visti i numerosi interessi convergenti e i pochi che si battono per un futuro dignitoso per il popolo afgano; i cittadini non dovrebbero essere costretti a lasciare la terra che li ha visti crescere e in cui hanno seminato le loro speranze.

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