La relazione psicologico-clinica

La diagnosi psicologica comprende la comunicazione dell'esito attraverso la relazione psicologico-clinica. Vi invitiamo a saperne di più su questo importante documento.
La relazione psicologico-clinica

Ultimo aggiornamento: 14 novembre, 2021

La diagnosi psicologica comprende la comunicazione dell’esito attraverso la relazione psicologico-clinica. Il contenuto della stessa deve pertanto essere veritiero, oggettivo e trasparente, in quanto ne deriva un trattamento scientifico e rigoroso.

Di seguito illustreremo un modello di relazione psicologico-clinica come guida per sapere così come procedere e dove inserire le informazioni ottenute nelle interviste, nei test e nei questionari.

Caratteristiche della relazione psicologico-clinica

  • Deve essere un documento scientifico. Quindi le sue variabili devono essere ben definite e non bisogna lasciare niente, o quasi, al caso.
  • È un veicolo di comunicazioneIl linguaggio utilizzato, la sua estensione e il suo contenuto devono adeguarsi alla situazione specifica. Deve essere tecnico, ma anche comprensibile per i colleghi e per le altre persone.
  • Documento utile e pertinente alla situazione; deve apportare un valore aggiunto alla valutazione.
Medico che redige la relazione psicologico clinica.

Basandoci sulla proposta di referto di Fernández-Ballesteros (2014), proponiamo il modello di relazione psicologico-clinica che presentiamo a seguire.

1. Dati iniziali

Dati del soggetto valutatore e del soggetto valutato

Del soggetto valutato bisogna registrare: nome, sesso, età, indirizzo, telefono, professione e livello di istruzione. Mentre per il soggetto valutatore bisogna specificare: nome, studi, certificato di iscrizione all’ordine degli psicologi e data dell’intervista.

Obiettivi e riferimenti personali

Bisogna spiegare il motivo per cui si effettua la visita e/o le ragioni della presente valutazione. Non bisogna dimenticare gli obiettivi da perseguire per il caso specifico.

Biografia

Bisogna aggiungere una breve biografia del paziente che includa i fatti più significativi della sua vita:

  • Nascita.
  • Studi.
  • Famiglia.
  • Professione.
  • Situazione attuale.
  • Altro.

In ogni caso, bisogna studiare l’origine e lo sviluppo della situazione o del problema che hanno portato il paziente alla visita.

2. Procedimento e tecniche da impiegare

Stilare una lista delle tecniche, dei test, dei questionari, ecc. utilizzati per ottenere tali informazioni. Bisogna inoltre indicare i dati grossolani che si sono ottenuti nei test (soprattutto se la relazione sarà diretta ad un altro/a psicologo/a).

La valutazione psicologica è un processo scientifico, quindi i dati raccolti possono essere utili ad altri professionisti e devono essere presentati in un formato che favorisca questa utilità.

Infine, se si è usato qualche strumento per la registrazione dell’intervista su un supporto audiovisivo, bisognerebbe consegnarla qui. Ma attenzione: ricordate che secondo la Legge sulla protezione dei dati questo materiale è riservato.

3. Comportamento durante la visita

Osservare e registrare i comportamenti motori e verbali notati durante la valutazione. Bisogna anche registrare il grado di collaborazione e di compromesso del paziente (se collabora o no, se oppone resistenza).

4. Risultati

In questo paragrafo si annoteranno i risultati ottenuti nella valutazione, sui quali si baseranno i giudizi e le affermazioni del professionista. Il paragrafo è composto dalle seguenti sezioni:

Comportamenti studiati

Specificare i comportamenti più salienti osservati durante la visita e annotarli in riferimento ai livelli comportamentale, cognitivo, fisiologico e verbale.

Personalità e repertori comportamentali

In questa sezione bisogna specificare tutto quello che fa riferimento alle caratteristiche cognitive, comportamentali, e fisiologico-emotive stabili nell’individuo.

Si possono anche includere dati che si riferiscono all’intelligenza, alla memoria e alle capacità, se il caso specifico lo esige.

Oltre a ciò, si può fare riferimento ad attitudini, motivazioni, aspettative e anche a funzioni senso motorie come la lateralità, la coordinazione, l’organizzazione visuo-spaziale, ecc.

Condizioni ambientali nella relazione psicologico-clinica

Include tutto ciò che fa riferimento al contesto nel quale si muove il paziente e che può influire sul suo comportamento problematico.

Aspetti biologici

Qui vanno segnate le visite di altri professionisti degne di nota, e che possono essere correlate alla situazione attuale del paziente.

psicologo relazione paziente

5. Terapia

Bisognerà selezionare le variabili su cui si interverrà per via terapeutica, così come le terapie specifiche che si utilizzeranno.

L’ideale è poter calcolare il risultato della terapia mediante la quantificazione delle valutazioni, per fare così un confronto fra il livello iniziale e la fase finale dopo la terapia.

Se l’obiettivo iniziale della relazione era la diagnosi, qui finisce la sua elaborazione. Ma se la finalità è la terapia, bisognerà continuare con il processo e passare al paragrafo seguente.

6. Valutazione della terapia

Bisogna analizzare i cambiamenti che sono avvenuti nelle variabili che sono state scelte per l’intervento –verificare di avere raggiunto gli obiettivi prefissati-.

In conclusione, bisogna notare l’impatto che la terapia ha avuto sul paziente e sul suo ambiente. Inoltre, è consigliabile continuarla dopo tre mesi, sei mesi e un anno.

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  • Fernández-Ballesteros, Rocío. Evaluación conductual hoy: un enfoque para el cambio en psicología clínica y de la salud. Pirámide, 1994.
  • Fernández-Ballesteros, R. (2014). Introducción a la evaluación psicológica. Madrid: Pirámide.
  • Labrador, F. J., Echeburúa, E., & Becoña, E. (2000). Guía para la elección de tratamientos psicológicos efectivos. Madrid: Dykinson.
  • Pérez Alvarez, M., Fernández Rodríguez, C., Amigo Vázquez, I., & Fernández Hermida, J. R. (2003). Guía de tratamientos psicológicos eficaces. Ediciones Pirámide.