La scrittura terapeutica

19 aprile 2015 in Psicologia 0 Condivisi

Sin dall’infanzia, è un’abitudine comune quella di scrivere i nostri segreti in un diario. Il bisogno di mettere per iscritto i nostri pensieri nasce molto presto ed è estremamente positivo. I benefici di quest’attività sono molteplici: dà un ordine alle idee aiutandoci a prendere decisioni e minimizza lo stress, visto che scrivere è simile a parlare, e serve come valvola di sfogo.

La cosa migliore quando dobbiamo affrontare sentimenti ed esperienze negative è parlare e tirare tutto fuori, ma non sempre è possibile. Il silenzio può essere dovuto al fatto di non poter contare su persone di fiducia che possano capirci oppure all’indecisione di fronte all’idea di andare da uno psicologo professionista. In questi momenti, scrivere può diventare una vera e propria terapia.

La scrittura non dovrebbe mai sostituire il dialogo, ma se non vi è possibile affrontare certi argomenti a voce, può essere una buona opzione. Essa, inoltre, aiuta a far uscire la negatività che, se non viene espressa né per scritto né a voce, potrebbe danneggiarvi interiormente e uscire nei momenti più inaspettati sotto forma di stress o malattie.

In molti casi, infatti, le tensioni interne si trasformano in dolori fisici, come mal di testa, emicranie, problemi alla vista, mal di schiena, mal di stomaco, sbalzi di pressione, tachicardia, nausee, ecc. Per questo motivo è importante poter parlare dei problemi che ci troviamo ad affrontare e tirare fuori ciò che abbiamo dentro. Se non lo facciamo, infatti, alla lunga queste negatività si tradurranno in un malessere fisico.

Come sfruttare la scrittura terapeutica

La scrittura terapeutica consiste nello scrivere senza pensare allo stile, alla grammatica o alla forma di ciò che stiamo esprimendo. Se ci concentriamo sulla “correttezza” della scrittura, non funzionerà. Pensate che non dovrete far vedere a nessuno quel testo, né pubblicarlo, per cui l’importante è lasciare che scorra in modo naturale.

Mentre scrivete, passate attraverso diversi stati emotivi. Dovete lasciare libere le vostre emozioni ed esprimerle senza paure. Deve essere una scrittura più o meno continua e, se lo state facendo bene, il ritmo non diminuirà perché sarete concentrati sul buttare fuori tutto.

Se vi capitano dei momenti in cui non sapete come continuare, può significare che siete di fronte a un blocco. Spesso questo è dovuto alla situazione che abbiamo dovuto affrontare: in alcuni casi la mente cerca di proteggerci dal dolore dei ricordi impedendoci di esprimerli. In questi casi bisogna avere pazienza e insistere per diversi giorni di fila, finché non avrete completato lo scritto.

La cosa bella della scrittura è che non ci sono restrizioni. Molte volte, quando dobbiamo raccontare un problema a una persona di fiducia, omettiamo alcuni dettagli, per vergogna o per paura. Quando scriviamo, siamo da soli con noi stessi e sappiamo che quando avremo finito nessuno lo leggerà, perché cancelleremo tutto o stracceremo il foglio.

È meglio non conservare ciò che scriviamo per rileggerlo. Vi consigliamo di disfarvi del testo quando l’avete finito, perché rileggerlo potrebbe confondervi invece di aiutarvi. Ogni sentimento espresso appartiene al momento esatto in cui l’abbiamo scritto, e potrebbe non essere valido in un altro giorno. Quando scrivete, è bene anche analizzare quali sono state le ripercussioni immediate della situazione che abbiamo vissuto e come ci sentiamo invece ora. In questo modo capiremo che sono due fasi diverse e vedremo se ci sono stati dei miglioramenti.

Pensieri nuovi dopo la scrittura

Dopo esservi sfogati e aver messo per iscritto tutto ciò che sentite, passerete attraverso la fase di ricerca di soluzioni e voglia di superare quel momento. Di solito, dopo aver trascorso qualche giorno di sfogo del conflitto e del malessere che sentiamo, avanziamo verso una nuova fase in cui compaiono nuovi pensieri.

Visto che abbiamo già sfogato tutta la negatività, iniziamo a ripulirci dal passato e a guardare avanti, alla ricerca di soluzioni. Se avremo tirato fuori tutto, non ci sarà più spazio per lamentele e frustrazioni: è arrivato il momento di accettare la realtà e iniziare a pensare a nuove esperienze.

Come tutto, ha i suoi aspetti negativi

Non sempre la scrittura può essere d’aiuto. Come per ogni cura, dipende da come viene messa in pratice e dalla vostra capacità di aiutarvi da soli. Ci sono stati casi di persone molto negative che hanno usato la scrittura soltanto per alimentare i sentimenti di negatività e continuare a lamentarsi di ciò che era successo loro, colpevolizzandosi, perdendo la speranza e sprofondando sempre di più.

In questi casi la scrittura è sconsigliata, perché non vi aiuta ad andare avanti né a imparare dagli errori. Se ci si limita a descrivere le cose negative che ci sono successe, non c’è possibilità di crescita né di speranza. Per capire se la scrittura sta avendo degli effetti terapeutici positivi su di noi, è importante analizzare come ci sentivamo quando abbiamo iniziato a scrivere e come ci sentiamo dopo un po’ di giorni. I nostri sentimenti sono migliorati? Ci sentiamo speranzosi? Guardiamo al futuro con più positività? In caso negativo, è evidente che abbiamo bisogno di un aiuto esterno per lasciarci alle spalle la negatività e iniziare a camminare verso il futuro con speranza.

Immagine per gentile concessione di xapaburu

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