La solitudine è una buona amica

· 8 gennaio 2016

È difficile delegittimare la credenza secondo cui stare o sentirsi soli sia un avvenimento drammatico. Gli esseri umani sono sociali per natura: amiamo stare in compagnia e sentire di essere importanti per qualcuno.

Sin dai tempi delle caverne, abbiamo imparato che tutto diventava più semplice se venivamo accettati in un gruppo sociale, collaborando e affrontando insieme le minacce; da soli, infatti, c’erano molte meno possibilità di sopravvivere.

“Perché, in generale, fuggiamo dalla solitudine? Perché sono pochi coloro che trovano in se stessi una buona compagnia”

(Carlo Dossi)

Perché stare da soli ci fa paura?

Abbiamo paura di stare da soli perché portiamo sulle spalle questo carico di informazioni da milioni di anni, nonostante nella realtà non esistano più i pericoli di cui si è appena parlato.

La società, l’educazione e la cultura hanno contribuito a rafforzare alcune credenze irrazionali sulla solitudine.

Chi non ha mai sentito la frase “quella lì morirà zitella” o “se ha 40 anni ed è single, deve avere qualcosa che non va”.

È essenziale capire che il problema centrale è ciò che voi dite a voi stessi. In altre parole, il problema non è la solitudine in sé, ma ciò che voi vi dite al riguardo: come la vivete, come la interpretate e che significato le date.

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Se riflettete in modo razionale, vedrete che la solitudine non è nemmeno reale. Oggigiorno, viviamo in luoghi stracolmi di gente e siamo incredibilmente connessi tra di noi grazie ai social network.

Forse questo non vi basta e vi sentite soli perché vivete per conto vostro o perché siete single. Ma il problema non è questo, bensì il vostro modo di vedere la situazione, il dialogo che state tenendo con voi stessi a questo proposito. È questo che vi mette ansia, che vi deprime o che vi fa sentire vuoti dentro.

“Il grande tormento che proviamo nella nostra vita deriva dal fatto che siamo da soli, e tutti i nostri sforzi e i nostri gesti sono volti a fuggire da questa solitudine”.

È chiaro che, se vi ripetete cento volte al giorno che stare da soli è terribile, che nessuno vi ama e che morirete soli, le vostre emozioni saranno molto intense e soffrirete a causa di idee e pensieri che non corrispondono nemmeno alla realtà.

Siete voi la vostra migliore compagnia

Le persone che temono la solitudine sentono di non essere in grado di affrontare da sole il mondo; hanno bisogno di qualcuno al loro fianco per poter vivere felici. Anche questo è falso: la realtà dimostra che nessuno ha bisogno di qualcun altro per niente al mondo.

Questa mancanza di sicurezza e fiducia in loro stesse le angoscia. Spesso capita che degli individui rimangano per anni assieme a qualcuno che fa loro più male che bene, semplicemente per la paura intensa di restare da soli. Preferiscono soffrire piuttosto che fare un passo avanti e ritrovarsi con loro stessi.

Comportarsi così è un grave errore: imparare a stare da soli è strettamente necessario per poter crescere e maturare psicologicamente.

Saper stare da soli significa rendersi conto che, in realtà, siete voi la vostra miglior compagnia e che, grazie a ciò, potete entrare in connessione con il vostro essere, avere fiducia nelle vostre capacità e capire che siete capaci di affrontare la vita da soli.

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Come gestire la solitudine?

Prestate attenzione al vostro dialogo interiore

Il primo passo è controllare lo stato del vostro dialogo interiore: cosa significa per voi “solitudine”?

Se vi state dicendo che la solitudine è una cosa terribile, che stare da soli è pericoloso e che, senza qualcuno, non sapete affrontare la vita, allora avete un problema. Dovete cambiare queste idee irrazionali con altre più razionali e realiste.

Osate dibattere con voi stessi, cercate prove a favore e contro questi pensieri, analizzate le vostre paure, verificate di avere le risorse necessarie per affrontarle e capite se sono così scarse come credete.

Quest’analisi vi sorprenderà e vedrete che le vostre paure non hanno nessun fondamento.

Passate del tempo con voi stessi

Obbligatevi a passare del tempo da soli. Per poter cambiare, non è sufficiente agire a livello mentale o cognitivo, bisogna farlo anche concretamente, con il comportamento.

Programmate interi fine settimana in solitudine, solo in compagnia di voi stessi e, se volete, di un libro o di un film, ma non avvaletevi dei social network. Andate al cinema, in spiaggia, in montagna, e fatelo da soli. Fate un viaggio senza accompagnatori.

Quando vi sarete “allenati” per un tempo sufficiente, noterete di essere sopravvissuti tranquillamente, che i vostri timori non erano reali e che, ora che avete incontrato il vostro Io, vi conoscete meglio.

Relazionatevi con gli altri

Gestite il vostro tempo in modo da potervi anche attorniare di gente. La solitudine non è positiva se trasformata in uno stile di vita perenne. Apritevi al mondo e conoscete nuove persone senza pregiudizi.

Spesso siete soli perché fate in modo che sia così: pronunciate mentalmente un “ma …” ogni volta che una persona attraversa la vostra vita; questo accade perché non capite che le persone non sono perfette e che non esiste nessuno che vi completerà o vi soddisferà al 100%.

Un altro passo da fare è rendervi conto che là fuori ci sono milioni di persone che desiderano conoscervi e con cui fareste bene a comunicare; per fare ciò, però, avete bisogno di aprirvi.

Saper stare da soli è fondamentale per conoscere se stessi e relazionarsi con gli altri, non dimenticatelo mai. Trovare in voi stessi una buona compagnia è la base per il vostro benessere.