Le ferite del nostro passato emotivo

21 luglio 2015 in Emozioni 466 Condivisi

È sempre bene sapere quando si conclude una tappa della vita. Se insistete nel rimanervi aggrappati più del tempo necessario, perderete l’allegria e il senso di tutto ciò che vi circonda. Chiudete i capitoli passato, e lasciate andare i momenti della vita che non ci sono più.  

Non possiamo vivere nel presente rimpiangendo il passato, e nemmeno continuando a chiederci perché. Quello che è successo è successo, e bisogna lasciarlo andare, liberarsi. Non possiamo essere sempre bambini, né adolescenti troppo cresciuti, né impiegati di aziende inesistenti, né rimanere legati a chi non vuole esserlo a noi. 

Le cose succedono e bisogna lasciare andare. 

Paulo Coelho

Un giorno, vi invade quella sensazione che vi fa ripensare a tutto il tempo perso, minuti che non recupererete mai…ed è proprio in quei momenti che ci rendiamo conto che il nostro tempo è la cosa più preziosa. Perché il tempo è la vita. L’unica cosa che non torna indietro. 

È normale ricordare il passato, ciò che è dannoso è vivere con le ferite emotive aperte. Sono queste ferite che ci impediscono di camminare, che non ci lasciano godere il presente e quello che abbiamo.

Le vertigini emotive

Rimanere dell’idea che qualsiasi momento passato è stato migliore ci fa star male e ci assicura la sofferenza emotiva nel presente. Ci impedisce di andare avanti, di liberarci. Ci facciamo prendere dal panico e i nostri occhi si appannano.

E così appaiono le vertigini. Ma non vertigini qualsiasi: quelle emotive. Quelle che ci impediscono di guardarci indietro e di chiudere delle tappe, cicatrizzare le ferite e smettere di metter il dito nella piaga. 

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Ripulire il passato

Ci sono persone che pensano che guardarsi indietro sia una perdita di tempo, che non sia necessaria una “pulizia interiore” e che la cosa più importante è vivere il presente. In questo modo, i resti del nostro passato emotivo si accumulano sempre di più, creando una montagna di dolore sempre maggiore.

Per farvi un’idea, è come se una persona allergica alla polvere mettesse sotto il suo cuscino tutta la polvere di casa sua, pensando che in questo modo smetterà di essere allergica. 
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È bene liberarsi delle catene che ci tengono legati e non che non fanno altro che allargare le nostre ferite. Ad ogni modo, quello che siete e avete oggi, lo dovete al vostro passato. Sia le cose positive che quelle negative.

E ricordate che anche se cercate di ignorare il vostro passato, non potete sfuggirli. Ignorandolo, non fate altro che permettere alle esperienze negative del passato di dominare il vostro presente. Questo toglie spazio alle esperienze positive e, inoltre, fa male. Molto male.

Cicatrizzare le ferite presenti del nostro passato emotivo

Superare le nostre paure e lasciar andare il passato è l’unico modo per chiudere la porta e fare in modo che quel mostro non entri più nelle nostre case.  
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Vale la pena provare a curare le ferite del passato, liberarsi di quel macigno che ci pesa ed essere coscienti di ciò che ci fa male. 

Liberatevi dalle catene e lasciate andare il passato, come se fosse una mongolfiera; guardatelo mentre  si dirige verso il cielo e lo perdete di vista, sorridendo e sentendo una grande pace interiore.  

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Lasciatelo andare!

Se non vi rende felici…LASCIATELO ANDARE

Se non vi illumina né vi fa crescere…LASCIATELO ANDARE

Se rimane, ma non vi rende migliori…LASCIATELO ANDARE

Se vi fa sentire sicuri e vi evita lo sforzo di migliorare…LASCIATELO ANDARE

Se vi impedisce di riconoscere i vostri successi….LASCIATELO ANDARE

Se non ha a che vedere con ciò che siete ora… LASCIATELO ANDARE

Se non vi spinge a fare di meglio…LASCIATELO ANDARE

Se dice, ma non fa… LASCIATELO ANDARE

Se non c’è spazio nella sua vita per voi…LASCIATELO ANDARE

Se prova a cambiarvi…LASCIATELO ANDARE

Se impone il suo “io”… LASCIATELO ANDARE

Se sono più i disaccordi che gli accordi..LASCIATELO ANDARE

Se semplicemente non rende migliore la vostra vita…LASCIATELO ANDARE

LASCIATEVI ANDARE…la caduta sarà molto meno dolorosa rispetto al dolore di rimanere aggrappati a quello che È STATO, MA NON È PIÙ. 

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