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Le paure ataviche più comuni

L'elenco delle paure ataviche non è molto lungo, ma le loro cause sono numerose. Gran parte dei nostri timori quotidiani provengono da paure ancestrali che abbiamo ereditato e che ancora oggi aiutano a proteggerci dalle minacce.

Le paure ataviche più comuni

Ultimo aggiornamento: 30 novembre, 2020

Le paure ataviche sono quei timori che condividiamo con gli altri esseri umani e con i nostri antenati. Le avvertiamo già quasi alla nascita, perché sono strettamente legate alla nostra esistenza. Sono state mantenute di generazione in generazione e, nonostante i progressi della specie umana, molto probabilmente sono destinate a restare.

La parola “atavico” fa riferimento a un passato ancestrale o arcaico. Quando si parla di paure ataviche, si parla dunque di un passato remoto, molto remoto. Inutile dire quanto sia interessante esplorare queste paure antichissime, così come le strategie che da sempre utilizziamo per gestirle.

In linea di principio, la paura è una risposta adattiva al rischio o al pericolo. Si tratta di un campanello d’allarme che ci invita a essere cauti. Svolge pertanto un ruolo molto importante perché ci permette di conservare la vita e l’integrità. Le paure ataviche sono un adattamento collettivo alle minacce più gravi.

“L’emozione più antica e forte dell’umanità è la paura, e la paura più antica e più forte è quella dell’ignoto.”

– H.P. Lovercraft –

Donna che corre spaventata nel bosco.

Le 5 grandi paure ataviche

Alcune paure sono universali, ma ve ne sono cinque che sono avvertite in ogni epoca e luogo: sono trasversali nel tempo e nello spazio. Non sono pochi i poteri che le hanno sfruttate per mantenersi in piedi o per rafforzarsi.

Essere sepolti vivi o di perdere l’autonomia

Una delle grandi paure ataviche, definita genericamente come paura di essere sepolti vivi. Per estensione, si associa a qualunque forma di intrappolamento, paralisi o limitazione delle nostre azioni mentre siamo coscienti. È questo l’aspetto terrificante: essere consapevoli, ma impotenti, di fronte a una minaccia di morte. 

Paura di essere aggrediti quando si è soli

Per quanto solitari o indipendenti possiamo essere, una parte di noi, evidentemente più sociale, si sente rassicurata nel sapere che nelle vicinanze è presente un’altra persona.

L’uomo è un mammifero debole che è riuscito a sopravvivere soprattutto grazie al gruppo. Continua a ricevere benefici da gruppi ormai scomparsi e costruisce realtà per i gruppi a venire. Se ci troviamo soli in un bosco, ad esempio, riemerge atavica la paura di essere attaccati da un animale.

Le paure ataviche: i cattivi odori

Si tratta di una paura atavica che si esprime soprattutto nel rifiuto. Un cattivo odore in situazioni normali provoca repulsione perché ricorda ciò che è in decomposizione e, quindi, pericoloso per la salute. Quando avvertiamo un odore insolito, è facile che sorga una sensazione di paura in quanto lo associamo al rischio e alla minaccia.

Paura della mutilazione o della perdita dell’integrità

Non è una paura spesso presente nei nostri pensieri, eppure rientra tra le paura ataviche più frequenti. La mutilazione non è solo riferita alla perdita di una parte del corpo, ma anche di una sua funzione.

Rientra in questa categoria, quindi, anche la malattia. Questo timore è il tentativo di preservare il nostro corpo così come lo conosciamo e lo intendiamo.

Violenza sessuale

È una delle paure ataviche più evidenti tra le donne. Le donne temono la violenza sessuale perché sanno che il desiderio è presente in molti uomini. L’uomo, invece, ha paura che la donna amata venga aggredita sessualmente o, in misura minore, molestata.

Donna in edifico poco frequentato.

Gli antidoti alle paure ataviche

L’architettura degli edifici, delle città, dei sistemi sociali e culturali è in gran parte stata progettata per allontanare le nostre paure ataviche. La religione e la scienza sono un’altra risposta alle paure universali.

Un modo per reagire è non pensare a questi timori, creare situazioni che tengano lontani questi pensieri o che ci distraggano dalla paura. La società odierna insiste su questa strada ed è per questo che l’universo delle distrazioni e dell’intrattenimento è così ampio.

Ma per quanto cercheremo di allontanarle dalla nostra mente, le paure ataviche esistono e resteranno lì. Ci ricordano che siamo mammiferi curiosi e pieni di risorse, ma anche fragili e mortali, uno dei paradossi più grandi dell’essere umano.

L’assenza di paura porta alla felicità?

L’assenza di paura porta alla felicità?

L'assenza di paura ci fa sentire in pace con noi stessi. In effetti, se ci pensiamo bene, la maggior parte delle paure che proviamo sono immaginarie.



  • Padilla, I. (2013). El legado de los monstruos. Tratado sobre el miedo y lo terrible. Taurus.