L’isola dei gatti

14, giugno 2015 in Curiosità 53 Condivisi

Lo sappiamo bene: i gatti hanno qualcosa di misterioso, un tocco “divino”, si sentono spesso superiori e amano essere ammirati e riempiti di attenzione. Forse ne avrete qualcuno a casa, un compagno fedele che riposa tranquillo sul divano o sotto il sole, che vi fa compagnia e che vi cerca sempre per alleviare le vostre preoccupazioni… a modo suo.

In Giappone i gatti suscitano un’ammirazione ancora maggiore rispetto alla nostra cultura. Le credenze popolari nipponiche considerano i felini gli animali della buona sorte. Per questo motivo, sono rispettati, amati e ammirati. Se consideriamo ciò, non dovrebbe sorprenderci che esista addirittura un’isola dedicata esclusivamente a loro.

Simbolo di buona fortuna

I gatti sono la rappresentazione della buona ventura, della felicità e dell’abbondanza. Per i giapponesi, sono esseri davvero speciali. Per questo motivo, per esempio, in molte città si trovano alcuni spazi dedicati proprio ai gatti. Centri di cura e ricreativi in cui le persone possono recarsi quando vogliono passare del tempo con questi animali tanto ammirati. In Giappone, infatti, le giornate lavorative sono spesso molto intense e non lasciano spazio per il tempo libero. Molte case, poi, sono troppo piccole per avere animali domestici e dedicare loro le cure necessarie.

Questi centri, quindi, hanno il fine di diventare un momento di sfogo personale. Un luogo in cui prendersi del tempo per accarezzare, giocare e dare da mangiare ai piccoli felini. Può sembrare un po’ triste, è vero, ma ogni società e cultura è diversa e organizza la vita in un certo modo, e in ognuna vi sono carenze e necessità. Accarezzare un gatto e passare del tempo con questo animale può rappresentare per i giapponesi un momento per cui vale la pena pagare, per dimenticare le proprie preoccupazioni.

Tashiro: l’isola dei gatti

Tashirojima è una piccola isola della prefettura di Miyagi. Su questo territorio vivono soltanto 100 persone che si prendono cura dei gatti come se fossero vere e proprie divinità.

In passato quest’isola era dedicata esclusivamente all’allevamento dei bachi da seta, un fatto che, poco a poco, portò a un’invasione di topi. Per risolvere il problema, gli abitanti dell’isola iniziarono a portarvi dei gatti. Prima due, poi cinque, poi dieci… La piaga dei topi scomparve e l’isola diventò il paradiso dei gatti. A nessuno dava fastidio, al contrario: era segno di buona fortuna.

Gli abitanti di Tashirojima alimentavano e curavano i gatti con una totale devozione, tanto che la notizia dell’esistenza di un’isola piena di gatti attirò subito l’attenzione del resto del paese, e presto iniziarono ad arrivare i turisti, barche piene di persone che non vedevano l’ora di osservare con i loro occhi tutti quei felini, ed esserne circondati.

L’ammirazione fu tale che tutti furono d’accordo: bisognava costruire un santuario dedicato al loro culto. E fu così che l’isola dei gatti diventò una delle mete preferite dei giapponesi. Un luogo in cui rilassarsi, passeggiare e lasciarsi avvolgere dalla tranquilla serenità e dalla complicità dei gatti dell’isola di Tashirojima.

Forse vi sembrerà una cosa strana, ma ogni cultura vive le proprie credenze in modo diverso e unico. Se ci pensate, alcune usanze che possono sembrarci bizzarre si stanno diffondendo pian piano anche in occidente. Persino in Europa negli ultimi anni sono stati aperti dei locali in cui si può bere un caffè con un gatto in grembo. In fondo, si tratta di un gesto semplice, ma davvero confortante per molte persone. Anche voi siete tra queste?

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