Luce solare durante l'isolamento: perché è importante

30 aprile, 2020
Vivere in un appartamento con scarsa luce solare durante l'isolamento può rivelarsi fatale. Tra le conseguenze di questa circostanza possiamo sentirci scoraggiati, soffrire di disturbi del sonno e presentare un deficit di vitamina D. Vediamo come affrontare questa situazione.

La mancanza di luce solare durante l’isolamento è un problema che riguarda moltissime case. L’attuale pandemia è arrivata in primavera, costringendoci a privarci di questa meravigliosa stagione. Sebbene le giornate siano più lunghe e il sole più caldo, milioni di persone stanno vivendo la quarantena senza alcun contatto con questa essenziale fonte di vita per l’essere umano.

Vivere in piccoli appartamenti il cui orientamento non favorisce l’entrata della luce solare è piuttosto comune. Lo stesso problema riguarda le case al primo piano ubicate in piccole strade di città dove è difficile persino stabilire se è mattina o pomeriggio. Questi fattori possono avere un certo impatto sulla salute e sul benessere psicologico.

L’essere umano è omeotermo, ovvero dipende dalla luce del sole, non soltanto per regolare la propria temperatura. La luce solare è infatti fondamentale anche per favorire l’equilibrio dei cicli del sonno e per un adeguato metabolismo. Oltre, naturalmente, al potente effetto che il calore dei raggi ha sulla nostra salute mentale.

Luce solare tra le nuvole

La luce solare durante l’isolamento è essenziale per il benessere

Michael Terman, noto psichiatra esperto in cronoterapia, è stato testimone durante la sua carriera di come il cambiamento della luce nelle varie fasi dell’anno o il variare dell’illuminazione all’interno degli edifici possano influire sul comportamento umano. In mancanza di luce solare, le persone soffrono di disturbi del sonno, dello stato d’animo e persino del peso corporeo.

Molti di noi non sono davvero consapevoli dell’importanza di questo fattore nella nostra vita. Siamo una società abituata a svolgere gran parte delle nostre attività al chiuso, sotto fasci di luce artificiale. La maggior parte di noi lavora in uffici al chiuso, alzandosi all’alba e tornando a casa nelle ore serali.

Una volta rincasati, continua il nostro contatto con i dispositivi elettronici, con i computer, i telefonini, la TV… La cosiddetta luce blu della tecnologia contribuisce ad alterare i nostri ritmi circadiani, riducendo la produzione di melatonina.

Nell’attuale contesto di emergenza sanitaria e con il divieto di uscire di casa come misura preventiva, emerge un nuovo problema. La mancanza di luce solare durante l’isolamento può essere fatale in molti casi. Analizziamo le conseguenze e le misure preventive da adoperare.

Deficit di vitamina D

Secondo quanto riportato in uno studio realizzato dal Dott. Robert Nair dell’Università della California, quasi il 50% della popolazione mondiale soffrirà di un deficit di vitamina D. Una delle principali cause è la poca attività all’aria aperta e il mancato contatto con il sole.

La mancanza di un’adeguata illuminazione naturale in casa durante la quarantena può aggravare questo fatto. Possono emergere problemi legati al metabolismo del calcio e all’indebolimento del sistema immunitario.

È fondamentale, pertanto, dove possibile, stare al sole almeno 20 minuti al giorno. Sfruttate le vostre terrazze, finestre o gli angoli da cui entra la luce del sole. D’altra parte, non dimentichiamo che esistono altre fonti di vitamina D come i latticini, le uova o il pesce azzurro.

Fonti alimentari di vitamina D

Disturbi del sonno dovuti alla mancanza di luce solare in isolamento

Vivere in una casa o in un appartamento con poca luce influisce sulla qualità del sonno. Queste alterazioni possono tradursi in insonnia o ipersonnia oppure incidere sulle nostre abitudini, portandoci a fare lunghi sonnellini pomeridiano e ad andare a letto la sera senza sonno. Per quanto possibile, sarebbe necessario seguire questi consigli:

  • Stabiliamo delle routine per gestire al meglio il tempo. Seguendo delle abitudini giornaliere con disciplina, potremo notare meglio i cambiamenti in noi. Le attività più intense come il telelavoro, pulire casa o fare sport vanno svolte al mattino. Di pomeriggio dedichiamoci a compiti più distensivi, come un hobby, leggere, guardare una serie TV…
  • È fondamentale svegliarsi e andare a letto sempre alla stessa ora. Se vogliamo fare un pisolino pomeridiano, dovrebbe durare soltanto 20 o 25 minuti.
  • Un altro obiettivo è che il nostro cervello distingua il giorno dalla notte. Cercare una fonte di luce e sfruttarla per 20 minuti può farci davvero bene.

Salute mentale e stato d’animo negli spazi con poca luce

C’è un aspetto su cui non possiamo sorvolare: la nostra salute mentale può risentire dello stare chiusi in casa a lungo senza luce solare.

Bisogna attivare le nostre difese psicologiche e, se necessario, chiedere aiuto. Un appartamento nella penombra aumenterà lo sconforto. Teniamo a mente i seguenti punti chiave:

  • Indispensabile (lo ribadiamo) stare al sole almeno 20 minuti al giorno.
  • Evitiamo di lasciare la casa in semi-penombra. Procuriamoci delle luci a basso costo per creare un’atmosfera piacevole.
  • Concentriamoci sulla routine per organizzare il nostro tempo.
  • Svolgiamo attività creative affinché la nostra mente si mantenga attiva, si liberi e trovi spazi per creare connessioni con il presente.
  • Anche l’esercizio fisico ci aiuterà a produrre endorfina, serotonina, dopamina… Neurotrasmettitori indispensabili per migliorare lo stato d’animo.
  • Prefissiamoci delle mete. Accettiamo le nostre emozioni negative, lasciamo che fluiscano di tanto in tanto ma senza mai dimenticarci dei nostri propositi e della speranza. Non lasciamo che venga meno.
Ragazza che prende la luce solare durante lo isolamento

Infine, sebbene l’isolamento non sia facile per nessuno, ci sono persone che si trovano in situazioni che le rendono più vulnerabili. Teniamolo a mente, troviamo strategie per migliorare la qualità della loro vita in queste circostanze e chiediamo aiuto se necessario.