Mancanza d’amore: la storia di Ivan il Terribile

· 13 ottobre 2015

Certe persone, nell’ansia di voler costruire un mondo in cui non possa penetrare alcuna minaccia esterna, aumentano le loro difese contro l’esterno e lasciano sguarnito l’interno.

Paulo Coelho

Cosa può spingere qualcuno a bruciare persone vive o farle a pezzi? Cosa porta ad una tale crudeltà senza provarne rimorso, quanto piuttosto soddisfazione? Questa è la storia di Ivan il Terribile.

L’infanzia è una fase che può segnare una persona per tutta la vita. Le nostre prime esperienze, le relazioni con le persone che ci circondano e gli esempi di insegnamento che abbiamo ricevuto ci accompagneranno per il resto della nostra vita, nel bene o nel male.

Per questo l’amore è così importante, non a caso si dice che “l’amore è il motore del mondo”. Di certo l’amore, e il suo opposto, l’odio, sono responsabili dei migliori successi dell’umanità, ma anche delle peggiori atrocità che sono state commesse nel corso della storia.

Ecco perché oggi vogliamo parlarvi di un esempio significativo di come l’infanzia possa segnare una persona a vita, in questo caso in senso negativo. È la storia di Ivan il Terribile.

Ivan il Terribile è conosciuto nell’immaginario collettivo per l’appellativo “il Terribile”, risultato di una traduzione ambigua dell’aggettivo russo “groznyj”, che ad ogni modo riflette perfettamente le atrocità commesse da quest’uomo.

Tutto cominciò durante la sua infanzia. Quando Ivan aveva appena tre anni, perse il padre e divenne “Principe di Moscovia”, anche se la reggenza spettò alla madre, la quale morì cinque anni più tardi, probabilmente avvelenata dai boiardi che si contendevano il potere.

A partire da quel momento, Ivan fu educato dai boiardi, i quali ricorsero a qualsiasi tipo di umiliazione contro di lui per tutta l’infanzia: lo maltrattavano, lo umiliavano, lo picchiavano per divertimento e lo rinchiusero nel palazzo del Cremlino dove viveva quasi come un mendicante.

Tutto quello che subì Ivan durante l’infanzia lo riversò nel suo primo atto di crudeltà quando, all’età di 13 anni, condannò a morte uno dei suoi nemici scagliandogli contro un branco di cani. La sua impotenza si era trasformata in rabbia e contrattacco. Ivan cominciava ad essere rispettato.

Poco a poco, la personalità e il carattere di Ivan iniziarono a delinearsi. L’infanzia vissuta, la tristezza di avere un fratello con una malattia mentale, che però stimò per tutta la vita, e la morte dell’amata sposa Anastasia furono per Ivan dei duri colpi che non fecero altro che scalfire il suo carattere.

Ivan il Terribile perde la sua amata sposa e scende in campo contro Novgorod

Anche se Ivan il Terribile si sposò 7 volte, solamente la prima moglie, Anastasia, gli rubò davvero il cuore. Si ammalò fino alla morte, che avvenne in poco tempo. Al tempo, nessuno diede ragione a Ivan, convinto che la moglie fosse stata avvelenata, ma poi le ricerche e l’analisi delle ossa confermarono che ad Anastasia erano state somministrate dosi di mercurio che finirono per ucciderla.

Dopo la morte della moglie, il carattere di Ivan divenne ancora più “terribile”, tanto da dimostrarsi diffidente di fronte a tutto e tutti. La moglie era l’unica persona di cui si fidasse e l’avevano uccisa.

Come tutti sappiamo, “è la mente a governare le nostre azioni” e, nonostante le aspirazioni espansionistiche di Ivan il Terribile, i suoi sogni non si realizzarono mai. Il fatto è che a Ivan mancava tutto ciò che aveva l’invidiata città rivale Novgorod. Era conosciuta per l’educazione e le buone maniere di tutti i suoi abitanti, qualità che l’avevano resa davvero famosa.

Era sviluppata dal punto di vista commerciale e i commercianti stessi costruivano chiese per chiedere amorevolmente aiuto a Dio per i loro affari. Poche cose si possono davvero conquistare con la forza, quindi a Ivan non restò che mettere in pratica quello che aveva conosciuto e vissuto durante tutta la vita: la crudeltà. Di nuovo, attaccò e devastò la città, torturando, decapitando e impalando molti dei suoi abitanti. Di fatto, secondo recenti studi, si stima che per mano di Ivan il Terribile morirono tra le 2000 e le 3000 persone.

Ivan uccide il suo stesso figlio

Ivan il Terribile sembrava aver perso completamente la ragione e l’ultimo terribile atto che commise fu quello di assassinare il figlio. Un giorno, Ivan picchiò la nuora perché, secondo la sua opinione, era vestita in maniera poco appropriata. Il figlio arrabbiato lo affrontò e Ivan, preso da una profonda ira e collera, lo colpì fino ad ucciderlo. Solo la furia, l’aggressività e l’odio che sopraffanno una persona in un determinato momento possono indurla a commettere atrocità come questa, uccidere il proprio figlio, o almeno questo dicono gli esperti.

200 anni più tardi, Pietro il Grande ottenne tutto quello che Ivan non riuscì a fare a causa della forza e della pazzia: modernizzare e costruire San Pietroburgo.

Perché, si può costruire qualcosa solo con l’amore… Questa è la morale della storia di Ivan il Terribile.