Qual è l’influenza del sonno sulla nostra vita?

7 maggio 2015 in Curiosità 1 Condivisi

È risaputo che, all’interno della psicologia e della medicina, una delle aree di studio che ancora oggi è in parte avvolta nel mistero e suscita grande curiosità è quella del sonno. Anche se dormire e sognare sono attività utili e imprescindibili, ed esistono numerose teorie che cercano di spiegare perché siamo costretti a farlo, non sono ancora state trovate delle risposte certe e definitive sul motivo più profondo del sonno e su che cosa succederebbe se non sognassimo.

Gli effetti del sonno sul nostro benessere quotidiano

La mancanza di sonno ha delle serie ripercussioni negative sul nostro corpo e sulla nostra mente. Basti pensare che una delle torture più utilizzate nell’antichità era proprio la privazione del sonno, che provocava allucinazioni, deliri e serie alterazioni a livello cognitivo. Tuttavia, la vera utilità del sonno non è ancora stata del tutto svelata, anche se la teoria più accreditata è quella secondo cui il sonno ci permette di organizzare i ricordi e sistematizzare l’apprendimento quotidiano. Ciò che ancora non è del tutto chiaro, però, è come si ottiene questo effetto e attraverso quali meccanismi.

Anche l’attività onirica è fondamentale per il nostro benessere, ma non sappiamo ancora quali siano i segreti nascosti dietro questo misterioso processo. Ciò che è certo, però, è che senza sogni non riusciremmo a ottenere quella sensazione di riposo e di sollievo data dal sonno, a prescindere dal fatto di ricordarli o meno al risveglio. In poche parole: le nostre sofferenze quotidiane trovano sollievo nel sonno.

Che cosa ci dicono le ricerche scientifiche?

Uno studio dell’Università di Berkeley, negli Stati uniti, ha rivelato nuovi dati sugli effetti positivi relazionati con la conciliazione del sogno. Un gruppo di 35 volontari, divisi in due gruppi, sono stati sottoposti a 150 immagini dal forte impatto emotivo. Successivamente, a uno dei due gruppi è stato concesso di dormire, mentre le persone dell’altro gruppo sono rimaste sveglie per 12 ore. Una volta trascorso questo tempo, a tutti sono state mostrate di nuovo le stesse immagini, registrando l’attività della loro amigdala (la regione del cervello incaricata di processare le emozioni) attraverso una risonanza magnetica.

Proprio come si sospettava, si è scoperto che il gruppo che aveva dormito presentava una significativa riduzione dell’attività dell’amigdala cerebrale. Tutto ciò ha provocato anche un abbassamento dei livelli emotivi di queste persone, che sono state in grado di riguardare le immagini con una sensazione di ansia nettamente minore rispetto a chi non aveva dormito. Durante la fase REM del sonno, infatti, i livelli di attività emotiva erano diminuiti in modo sensibile. A quanto pare, questo significa che la fase REM svolge una sorta di ruolo “terapeutico” su di noi, visto che contribuisce ad attenuare i ricordi e le ansie del giorno prima, attraverso un’attività chimica che lenisce la forza emotiva.

Adesso sapete che cosa fare: quando vi sentite angosciati per colpa dei problemi e le mille responsabilità, fate particolare attenzione alla qualità del vostro sonno e al numero di ore in cui dormite. Molte volte, infatti, facciamo esattamente il contrario. Quando ci sentiamo poco bene, sommiamo alle nostre emozioni negative l’abitudine poco sana di dormire meno di quanto dovremmo, ma questo non fa altro che peggiorare la situazione.

Dormire bene e riuscire a sognare non risolverà i vostri problemi dall’oggi al domani, ma, senz’altro, vi aiuterà a sentirvi meno ansiosi e ad affrontare le sfide del nuovo giorno con una marcia in più.

Immagine per gentile concessione di Taylor Dawn Fortune

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