Quando sentite che non è più il vostro posto… Volate via

17 gennaio 2017 in Psicologia 35619 Condivisi

Quando sentite di non essere più amati, volate via. Quando notate che la vostra mente non viene più stimolata o che la vostra anima non è più luminosa, volate via. Quando recepite parole false e tesi disprezzi, uscite dalla porta principale a testa alta. Ricordate sempre che niente cresce nei luoghi marci e che voi avete bisogno di fiorire e di volare alto.

Se ci pensate bene, vivete in una cultura in cui vi è stato insegnato che resistere è da coraggiosi, che ci sono cose che è meglio sopportare e non commentare, perché la vita, le relazioni affettive e persino il lavoro stesso sono duri. Tuttavia, dovete avere ben chiaro che il masochismo non è sinonimo di coraggio. Tant’è che quasi nessuno prova piacere quando viene ferito, disprezzato o ingannato. I veri eroi sono quelli che osano dire “basta”.

Ciononostante, un altro grande problema dell’essere umano è che dispone di una mente conservatrice per natura. I neurologi, ad esempio, ci parlano di un concetto tanto interessante quanto complesso. Si tratta dell’economia dell’informazione, che significa che, quando le persone assimilano un valore o una credenza, si attaccano ad essa in modo ossessivo e permanente; per questo motivo, la resistenza ai cambiamenti è così complessa.

Nessuno può spiccare il volo dopo aver mantenuto una relazione affettiva con qualcuno che è stato il centro del suo mondo. Non possiamo strappare via le nostre radici da uno scenario che, fino a poco fa, ci ha dato valori e una determinata visione di noi stessi. Tuttavia, niente è peggio per la nostra salute fisica e mentale che continuare ad alimentare l’autoinganno.

Vi proponiamo di rifletterci su.

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Quando girare in tondo ci impedisce di volare

Anthony de Mello è stato uno psicoterapeuta e ci ha lasciato libri davvero interessanti in cui si può cogliere la magia tipica dei grandi narratori. Uno degli aspetti su cui ha lavorato maggiormente è stato senz’altro la resistenza al cambiamento. Secondo lui, molte persone vivono sommerse fino al collo in “piscine piene di sostanze tossiche e nauseabonde”.

Invece di fuggire quanto prima da un contesto così spiacevole, l’essere umano si preoccupa solo di “non far alzare le onde”. Si tratta di un’immagine molto grafica che ci invita a chiederci perché fatichiamo così tanto ad adottare un atteggiamento più audace e coraggioso per emergere da questi scenari. In qualche modo ci proviamo, ma non sempre lo facciamo nel migliore dei modi.

Con un interessante studio pubblicato sulla rivista Current Biology è stato dimostrato un dato curioso che deve invitarci a riflettere. Quando le persone si perdono, invece di camminare in linea retta per trovare una via d’uscita, girano in tondo. Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, la nostra mente è conservatrice e questo perché al cervello non piacciono i rischi, i salti nel vuoto o le strategie azzardate. Prima di trovare un’uscita, ci costringerà a girare in tondo.

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Questo dato, però, non deve scoraggiarci. Si tratta di una cosa normale. In presenza di determinate caratteristiche o situazioni che dovremmo cambiare, diamo inizio ad una serie di tentativi in cui alimentiamo costantemente la medesima circostanza, senza rendercene conto. Tuttavia, siamo “in movimento” e, prima o poi, attiveremo un navigatore interiore che ci indicherà la via d’uscita corretta.

Tant’è che a volte basta guardare verso l’alto, lassù dove c’è solo calma. Lassù dove l’equilibrio di una serena immensità può darci le risposte di cui abbiamo bisogno per volare.

Spiegate le vostre a li e spiccate il volo

Siamo certi che nemmeno voi siete amanti della staticità. Vivere in spazi marci in cui l’amore non è autentico, in cui da tempo non vi valorizzano significa alimentare la fiamma del masochismo e del dolore. Perché ravvivare queste fiamme? Perché praticare il culto dell’infelicità e della sottomissione? Spiegate le vostre ali e spiccate il volo.

Alimentare questi comportamenti vi trasformerà gradualmente in tristi mendicanti del disamore, in tetre marionette che altre persone si diletteranno a manipolare a loro piacimento. Non vale la pena perdere la propria dignità in questo modo; per questo, è conveniente riflettere per un attimo sulle seguenti strategie proposte.

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Strategie per favorire il cambiamento e spiegare le ali

La vostra sopravvivenza emotiva passa obbligatoriamente dal dover affrontare gli attaccamenti. Sapete che nessuno vi ha educati al linguaggio dell’addio; tuttavia, saper chiudere certe tappe fa parte della vita e, per avanzare, bisogna saper rinunciare a ciò che fa male, a ciò che non serve più, a ciò che non vi fa crescere.

  • Imparate ad essere responsabili della vostra vita. Prendete le redini senza aspettare un salvatore. Nessuno può amarvi più di voi stessi, nessuno ha il diritto di separarvi da ciò che vi fa male se non quell’essere formidabile che si riflette nei vostri specchi.
  • Piangete la perdita. Avete il pieno diritto di sfogare il vostro dolore, perché il disamore fa male, ma il sapere che non siete più utili nel vostro lavoro o in un’altra qualsiasi situazione o che non siete più apprezzati in quel legame ferisce. Sfogatevi.
  • Fate un piano per il vostro futuro prossimo. Non commettete l’errore di fare solo pensieri come “che ne sarà di me” o “è tutto perduto”. Controllate le idee fataliste ed interrate semi nel presente, pensando solo al futuro prossimo. Non alzatevi mai senza avere un obiettivo concreto, definito, soddisfacente e facile da compiere.
  • Create rituali semplici. Quando la frustrazione o la disperazione si fanno sentire, affidatevi a rituali adeguati, quelli che possono aiutarvi. Uscite a fare una passeggiata, datevi appuntamento con qualcuno, disegnate, scrivete, leggete, correte. Gli esercizi di questo tipo hanno lo scopo di rompere il ciclo dei pensieri ossessivi per mezzo di attività catartiche e curatrici. Rituali del cuore per liberare la mente.

A volte basta fare semplici visualizzazioni. Immaginate voi stessi come vi piacerebbe essere: liberi, rilassati, con l’anima tranquilla e ricettivi a tutto ciò che il domani ha in serbo per voi, alla felicità che vi meritate. Per questo, volate via.

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