Nulla finisce, tutto si trasforma

· 10 novembre 2015

“Un inizio non scompare mai, nemmeno con il finale.”

-Harry Mulisch-

Fu Lavoisier a scoprire per primo la legge universale che dice che la materia non si crea né si distrugge, ma si trasforma. È possibile applicare questo principio della chimica anche a cose immateriali come i sentimenti, le emozioni o i pensieri?

Siamo soliti porci questa domanda quando dobbiamo superare una perdita o una rottura.

Non si è mai preparati per la fine di una relazione di coppia, quando muore qualcuno che amiamo e che desideriamo ardentemente di poter rivedere, quando spariscono dal nostro mondo persone o situazioni a noi care…

È possibile dire che qualcosa è davvero finito per sempre? La morte o la distanza sono la fine di tutto?

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I finali della vita

È risaputo da tutti che ciò che ha un principio ha anche una fine. Effettivamente, riflettendoci, si passa la maggior parte della propria vita dicendo “addio”. Si inaugurano di continuo nuove situazioni e se ne seppelliscono formalmente tante altre.

Quando nasciamo, finisce il periodo di gestazione. Dobbiamo dire addio a quel ventre che ci accoglieva nel suo calore, dove non dovevamo fare nulla per vedere soddisfatte le nostre necessità di base.

A partire da questo momento si entra in un circolo di inizi e conclusioni che si susseguono senza mai fermarsi.

Diciamo addio all’infanzia quando fiorisce in noi la gioventù. Ci allontaniamo da quella gioventù per diventare anziani. E in ultimo ci prepariamo a dire addio alla vita.


 

Viviamo una moltitudine di “finali” intermedi.


 

Cambiamo scuola e dobbiamo abbandonare tutta una serie di vincoli ed aspettative che popolavano la nostra mente. Cambiamo quartiere e scopriamo che tutto è finito, ma che tutto sta per ricominciare. Troviamo un nuovo lavoro o ci trasferiamo in un altro stato o semplicemente ci rendiamo conto che ogni giorno ha un termine e che non si ripeterà più.

Siamo continuamente esposti ai finali, anche se spesso non ce ne rendiamo conto.

I finali che realmente ci scuotono sono quelli che ci mettono faccia a faccia con l’eterno, l’infinito. Sono quelli che ci rimandano a concetti quali “per sempre” o “mai più”. Guardare in faccia il nulla è un’esperienza che può sconvolgere.

Il finale senza finale

Qualcuno che amavamo se ne è andato per sempre. È morto o magari si è solo allontanato da noi in maniera irreversibile…

La causa della nostra sofferenza nasce dalla consapevolezza che quella persona non sarà mai più al nostro fianco oppure nel sapere che il vincolo che c’era fra di noi non sarà più lo stesso.

Anche se ne siamo consapevoli, continuiamo a provare amore per quella persona, a sentire il bisogno che ritorni da noi. Qui sta il dramma: finisce un vincolo, ma non cessa il sentimento che lo generava. Qualcuno non è più con noi fisicamente, eppure l’affetto che proviamo per lui o lei continua ad essere vivo.

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A nessuno piace l’idea di lasciar andare qualcuno che amiamo. Non sono rinunce a cui si possa far fronte dall’oggi al domani, sono legate a meccanismi routinari e incantevoli che ci facevano sentire felici, sicuri e in pace soltanto vedendo o ascoltando quella persona.

Alle volte, se anche il legame non era perfetto, sapere che quella persona era lì ci dava la sensazione che tutto l’universo fosse in ordine. Ma adesso non c’è più, e si è creato un abisso oscuro in cui non vogliamo stare.

Tutto ciò che comincia, finisce; e, al tempo stesso, tutto ciò che finisce ricomincia in un altro modo.

Questo accade sia nel mondo della fisica e della chimica, ma anche nel mondo umano. Nessuna delle profonde realtà che abbiamo vissuto sparisce per sempre. Nessuno dei profondi sentimenti che abbiamo sperimentato si può estinguere.

Subito dopo la perdita, l’assenza e il vuoto rappresentano realtà durissime da sopportare. Con il tempo, lì dove c’era un grande amore, fiorirà un giardino di ricordi fantastici in cui troveremo conforto per tutto il resto della nostra vita.

Lì dove stava quella persona a noi cara, germoglierà un profondo sentimento di gratitudine che ci aiuterà ad apprezzare al meglio la vita.

Coloro che se ne sono andati rimangono con noi per sempre, in un modo o nell’altro. Persino quando non pensiamo a loro: la forza che grazie a loro è sbocciata nel nostro cuore ci permette di essere ciò che siamo. Ci completa, ci caratterizza, ci definisce.

Il dolore si prolunga e diventa insostenibile solo quando non riusciamo ad accettare i finali sui quali non abbiamo controllo alcuno, oltre a quegli inizi che non possono, e non devono, essere la ripetizione di ciò che è stato.

Immagine gentilmente offerta da Tomasz Sienicki