Parlare con gli sconosciuti fa bene e rende felici

· 18 Maggio 2019
Diversi studi dimostrano che parlare con gli sconosciuti rende le persone felici più di quando lo fanno con conoscenti e familiari. Vi spieghiamo il perché.

Seneca disse che “una delle qualità più belle della vera amicizia è capire ed essere capiti”. Ma cosa succede quando non ci sentiamo capiti né dagli amici né dalle persone care? In questi casi, parlare con gli sconosciuti produce una sensazione di assoluta piacevolezza. Ma come mai? Per quale motivo, spesso, ci sentiamo più a nostro agio con chi non ci conosce? Quali meccanismi entrano in gioco in questo curioso fenomeno?

Sebbene possa sorprendere, la verità è che parlare con gli sconosciuti offre diversi benefici che sono stati verificati persino scientificamente. Da una parte, c’è chi ha difficoltà a relazionarsi con le persone care. Dall’altra, chi ci conosce, indirettamente, ci porta a rispettare ed assumere comportamenti socialmente opportuni e adeguati. Un fatto che diventa una vera e propria stigma se, magari, si è insicuri o timidi.

Veniamo dunque indotti ad allontanarci da ogni possibile valutazione negativa e, pertanto, scegliamo di interagire con persone che non possono giudicarci. Perché, appunto, non sanno nulla di noi. Ciò ci consente di essere più liberi, più sinceri, più felici.

Perché parlare con gli sconosciuti rende più felici?

Parlare con gli sconosciuti può essere estremamente positivo e gratificante. In particolare, non ci riferiamo solo al fatto di dialogare, ma anche allo stabilire diverse relazioni sociali. Parlare con un collega di un’altra sede o scambiare un punto di vista con qualcuno che si allena con noi in palestra, per esempio.

Tuttavia, quando siamo in presenza di un amico o di un familiare con il quale esiste un legame più stretto, potremmo sperimentare sentimenti di vergogna o paura. In altre parole, un malessere generalizzato. Molte persone temono ciò che gli altri possono pensare di loro, che possano crearsi un’immagine negativa o che scoprano i loro difetti. Questo accompagna, generalmente, una scarsa considerazione di sé.

In un certo modo, ci si vergogna del proprio fisico, delle proprie abilità sociali o del proprio modo di parlare e persino del proprio livello d’istruzione, tanto per fare qualche esempio.

Parlare con gli sconosciuti rende felici

È interessante notare che la paura che possiamo provare non si riferisce solo a una valutazione negativa. Si può persino arrivare a temere una considerazione troppo positiva, dato che potrebbe essere fonte di imbarazzo. Se ci riconosciamo in quanto analizzato finora, evidentemente esiste un’evidente insicurezza personale.

Il problema è che quando ci ritroviamo a parlare con gli sconosciuti, gli argomenti sono di solito più inconsistenti, di routine: in parole povere, meno profondi. È come se seguissimo una sceneggiatura non scritta, ma a cui siamo abituati e in cui ci sentiamo a nostro agio. Anche in questa situazione possiamo interpretare un ruolo, ovvero mostrarci come desideriamo, poiché la durata dei dialoghi sarà probabilmente breve ed è molto improbabile che non vedremo più questa persona sconosciuta.

Persino gli psicologi pensano che interagire con gli estranei offra diversi benefici rispetto a quelli che derivano dall’interagire con persone vicine o familiari. Secondo uno studio condotto da Elizabeth Dunn, professoressa di psicologia presso l’Università della British Columbia, parlare con gli sconosciuti rende più allegri perché ci si comporta con maggiore serenità e ciò favorisce la sensazione di appartenenza alla comunità.

Cosa ci spinge a parlare con gli estranei?

La banalità della conversazione. Se lavoriamo a contatto con il pubblico, non avremo mai problemi a mostrarci simpatici e allegri con chi non conosciamo. Generalmente, si parla del tempo, dei problemi del traffico, della disoccupazione… Tutti argomenti affrontati in modo superficiale e conditi da un’infinità di luoghi comuni.

Tuttavia, quando la conversazione acquisisce un certo livello di intimità, dovremo necessariamente iniziare a mostrarci per come siamo. Proprio in questo punto affiorerà la paura del giudizio altrui. Parliamo semplicemente dell’imbarazzo, della vergogna a mostrarci per chi siamo davvero.

A questo punto, sorge un fenomeno molto curioso: non ci preoccupa ciò che una persona sconosciuta pensa di noi. Al contrario, il fastidio appare solo quando conosciamo bene il nostro interlocutore.

È evidente che più intimità abbiamo con una persona, più questa si concentrerà sui nostri attributi positivi, ma vedrà anche i nostri fallimenti e difetti. E, forse, l’effetto che causeremo su quella persona sarà difficile da accettare.

Come parlare con chi ci conosce

La psicologa clinica Encarni Muñoz Silva ci offre una serie di trucchi che possiamo mettere in pratica quando parliamo con persone conosciute. Vediamoli assieme, uno per uno:

  • Mentre parliamo con un amico o familiare, pensiamo a cosa ci fa davvero paura e cosa può succedere. Sicuramente ci accorgeremo che non sarà così terribile.
  • Dobbiamo accettare il fatto che non possiamo vivere indossando sempre una maschera né uno scudo. Non saremo mai in grado di accontentare tutti, che ci piaccia o no. A volte verremo respinti, altre volte giudicati e fraintesi. Fa parte del gioco e succederà, continuamente. Meglio farci l’abitudine.
  • Assicuriamoci che il nostro segreto non sia così importante. È davvero così vergognoso? Cosa dobbiamo nascondere?
  • Forse abbiamo paura di essere feriti. Tuttavia, se continueremo a indossare la nostra armatura, finiremo col diffidare di tutti, perdendo quelle abilità sociali necessarie per vivere in mezzo agli altri.
  • Non dovremo mai aver paura di mostrarci, con tutti i nostri difetti, errori e fallimenti. Il nostro obiettivo non è nasconderli o coprirli. Sforziamoci di correggere quelli che non ci piacciono, ma non dobbiamo temere di mostrarli a chi ci vuole bene, poiché anche loro ci mostreranno i loro. Solo così sarà possibile creare delle relazioni davvero sincere e stabili.

“Il più grande dono della vita è l’amicizia. E io l’ho ricevuto”.

-Hubert H. Humphrey-

Parlare con gli sconosciuti fa bene

Se preferiamo parlare con gli sconosciuti, piuttosto che con un membro della famiglia o un amico, non dovremmo sentirci in colpa. L’ideale è sentirsi a proprio agio quando si interagisce con chi si conosce. A tale scopo, dobbiamo allontanare le false preoccupazioni ed evitate di creare tensioni, perché aumenteranno solo la nostra ansia.