Passione e ossessione, che differenza c'è?

Passione e ossessione sono due realtà che richiedono impegno e fatica. Ma mentre la passione ci aiuta a crescere e a migliorare, l'ossessione ha un'influenza negativa sulla nostra vita. 
Passione e ossessione, che differenza c'è?
Gema Sánchez Cuevas

Revisionato e approvato da la psicologa Gema Sánchez Cuevas.

Ultimo aggiornamento: 12 marzo, 2023

Passione e ossessione sono due realtà molto vicine, ma profondamente diverse. La prima corrisponde a un intenso flusso di energia emotiva che ci porta a superare i nostri limiti, a compiere sforzi fuori dall’ordinario; la seconda paralizza la volontà, o meglio, fissa grandi limiti.

Sono, al tempo stesso, due dimensioni contigue. In molti casi si comincia con una passione e ci ritroviamo, senza volerlo, sul terreno dell’ossessione. Si potrebbe dire che l’ossessione è una specie di eccesso di passione.

Insomma, è plausibile che siano le due facce della stessa medaglia. Entrambe le realtà, soggettive, provocano grande coinvolgimento emotivo, massima attenzione e concentrazione. Ciononostante, la prima è costruttiva, la seconda è distruttiva.

“Le passioni sono come i venti, necessari per dare movimento a ogni cosa, benché spesso siano causa degli uragani.”

– Bernard Le Bouvier de Fontenelle –

Ragazzo pensieroso con mani davanti al viso.

Passione e ossessione

In molti casi, passione e ossessione seguono una linea di continuità dettata da fattori esterni. Di solito tutto comincia con un’attività piacevole, che presto ci provoca una gratificazione intensa. Tanto gratificante da appassionarci.

La passione ci spinge a dedicare a questa attività molto tempo e impegno, in modo da soddisfare parametri ed esigenze di perfezione via via crescenti. Arrivano poi i risultati e il riconoscimento per lo sforzo, e qui possono cominciare i problemi.

La convalida esterna può anche funzionare come fattore negativo. Ciò che prima veniva fatto in modo spontaneo e per il semplice gusto di farlo, ora diventa attività di ricerca di una precisa risposta negli altri. Non si gode più del processo, bensì del risultato. A questo punto si entra nei confini dell’ossessione.

I labirinti dell’ossessione

Quando un interesse diventa ossessione –  complice la risposta positiva che otteniamo dai risultati – il piacere si trasforma in ansia. Si comincia a dipendere dagli altri e questo ci preoccupa e ci stressa. Alcuni studi hanno dimostrato che si può sviluppare una dipendenza tale da essere indotti a compiere persino azioni poco etiche.

Poiché il risultato delle azioni e l’approvazione altrui sono elementi che non possiamo controllare, le passioni ossessive sono accompagnate spesso da irrequietezza e frustrazione. La dipendenza dalla convalida non è solo emotiva ma, come è stato dimostrato, diventa anche fisica.

È provato che questa preoccupazione eccessiva per l’approvazione altrui inonda il corpo di dopamina e con ciò si sigilla una sorta di dipendenza. Questa, naturalmente, rafforza l’ossessione e trasporta tutto su un altro piano. Adesso c’è fatica, persino logorio e, al tempo stesso, risultati incerti. Si arriva addirittura al bisogno di barare pur di ottenere il plauso degli altri.

Ragazza preoccupata che non sa cosa fare.

La dipendenza dall’approvazione esterna

Sarebbe illusorio pensare che ci si possa disinteressare completamente dell’opinione degli altri. Forse ci riesce solo chi è spiritualmente molto evoluto. I comuni mortali dipendono, chi più chi meno, dall’approvazione esterna.

A chi non piacerebbe ricevere un premio o un riconoscimento per quello che fa? Anche nella vita di tutti i giorni proviamo una sottile soddisfazione quando riceviamo un Mi piace sui social, arrivano nuove richieste di amicizia o vediamo aumentare il numero dei follower.

Il segreto per non cadere nelle grinfie dell’ossessione, e quindi dell’approvazione altrui, è fermarsi a pensare. Quando riceviamo un Mi piace per qualcosa che abbiamo scritto senza grosse pretese, capiamo che l’importante è aver espresso un pensiero. Il resto è un di più che oggi c’è, domani chissà.

Il vero successo è godere di quello che si fa o essere coerenti senza paura o ansia per il risultato. Non è facile liberarsi dalla motivazione delle risposte esterne, ma dobbiamo lavorare con costanza per non cadere in questa trappola. Lasciamoci guidare dalla passione, non dall’ossessione.

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  • Piola, M. E. (2004). De la pasión por” uno mismo” a la obsesión por el otro. Comentarios sobre la ética de Emmanuel Lévinas. Utopía y Praxis Latinoamericana, 9(25), 121-128.


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