Pet therapy e disturbo borderline di personalità

29 Agosto 2019
Per le persone che soffrono di disturbo borderline di personalità, i cani possono essere un valido aiuto. Possono essere lo strumento per instaurare relazioni sociali che, in loro assenza, sarebbero fortemente limitate.

Le persone affette dal disturbo borderline di personalità provano una sensazione di grande vuoto interiore che, in molti casi, è frutto di esperienze disfunzionali nell’infanzia. Quando si chiede ai pazienti di raccontare la loro storia, la maggior parte descrive uno schema simile: genitori assenti, mancanza di affetto o attenzione, invalidazione emotiva, ecc. Le relazioni sociali rappresentano uno dei limiti principali di queste persone. La pet therapy si è dimostrata particolarmente utile in questi casi.

L’ambiente in cui si è cresciuti non è l’unico fattore responsabile della comparsa di un disturbo borderline. Anche la genetica gioca un ruolo importante. È chiaro, però, che a prescindere dall’origine, il paziente si sente perso, rotto e affonda nella disperazione.

La paura dell’abbandono è talmente forte da indurre il soggetto ad avere tendenze autodistruttive e, pertanto, ad allontanare le persone care.

Bisogna tenere in considerazione che le persone che soffrono di questo disturbo sono estremamente sensibili e provano un profondo dolore emotivo quando vengono contraddette o si sentono frustrati.

I cani, o altri animali di compagnia, sono esseri viventi ai quali le persone con questo disturbo possono avvicinarsi e volere bene, senza avere paura di essere giudicati o abbandonati. Per questo motivo, la pet therapy è particolarmente utile come mezzo per provare amore senza essere feriti, come spesso accade nelle relazioni interpersonali.

A causa di queste mancanze, si è visto che molti pazienti che soffrono di disturbo borderline di personalità sviluppano un forte attaccamento agli animali da compagnia, e in particolar modo ai cani. È come se questi animali colmassero in gran parte il profondo vuoto interiore che devono sopportare giorno dopo giorno.

Pet therapy per le persone con disturbo borderline

Disturbo borderline e pet therapy: i benefici del legame con il cane

Vediamo quanti e quali sono i benefici più importanti per capire come funziona la relazione tra una persona affetta da un disturbo borderline e i cani:

1. Pet therapy: uno strumento di validazione emotiva

Al contrario di quanto può accadere con le relazioni interpersonali, gli animali non possono invalidare emotivamente il paziente borderline. L’invalidazione emotiva avviene attraverso la negazione delle sue emozioni. In genere, il soggetto ha subito quest’invalidazione nel suo ambiente familiare con frasi del tipo: «Non dovresti avere sete, hai appena bevuto» oppure «Non capisco perché piangi se hai di tutto».

Un cane, al contrario, non può parlare in questo modo. Per questo motivo, la pet therapy genera una sensazione di accettazione e validazione totale che produce benessere.

2. Assenza di giudizio

Un animale di compagnia non può giudicare il suo padrone. Innanzitutto, perché non possiede un linguaggio per esprimerlo e poi perché non ha le sovrastrutture culturali e sociali degli esseri umani. Sono spesso le nostre convinzioni, gli stereotipi o i pregiudizi i responsabili dei giudizi che imponiamo agli altri.

I pazienti borderline provano un dolore emotivo insopportabile quando vengono giudicati per un determinato comportamento e questa è la ragione principale che determina il fallimento delle loro relazioni. Un cane, o l’animale che scelgono come compagno, riesce a infondere loro una grande calma, perché si instaura una relazione d’affetto priva di qualsiasi giudizio.

3. Compagnia

Il cane è un perfetto compagno di vita per il paziente borderline. Anche quando la persona affonda nella disperazione, piange o attraversa un momento di instabilità, il cane resterà al suo fianco, come abbiamo già detto, senza giudicare.

La compagnia di un cane si traduce in affetto e calore. Talvolta, queste persone hanno bisogno proprio di ciò per ritrovare l’equilibrio. In questo senso, la pet therapy può essere di grande aiuto per la regolazione e la stabilità emotiva dei pazienti.

4. Amore incondizionato

I cani donano amore senza volere niente in cambio. Dal momento che i pazienti borderline hanno una scarsa autostima, i cani possono riempire questa mancanza di affetto per se stessi, aiutando il soggetto a sentirsi meglio. Molti dei comportamenti dei pazienti con disturbo borderline di personalità sono rivolti proprio alla ricerca di affetto e comprensione.

Il problema è che, in molti casi, producono l’effetto contrario e le persone vicine finiscono per ripudiarle e allontanarsi. Di fronte a questa dinamica, la pet therapy è un mezzo perfetto per ricevere amore incondizionato, anche quando il paziente non si trova nel suo momento migliore.

Cane che consola padrona che piange

Svantaggi della pet therapy con cani per i pazienti borderline

1. La pet therapy non deve trasformarsi in una “scusa” per evitare il contatto con le persone

Anche se i pazienti borderline dimostrano un attaccamento particolare ai cani, è anche vero che questa relazione non è priva di svantaggi. Il cane può trasformarsi in un “ammortizzatore”emotivo, un filtro che ripara il paziente dalle emozioni negative.

La missione del cane è proprio quella di nascondere le emozioni disfunzionali e il dolore del paziente. Questo è positivo in una fase iniziale, perché aiuta la persona a regolarsi e a sentirsi emotivamente più stabile, obiettivo prioritario di qualsiasi trattamento psicologico.

Il problema insorge quando la relazione cane-paziente diventa una relazione di dipendenza, impedendo alla persona di confrontarsi con altre situazioni di tipo interpersonale. La persona corre il rischio di chiudersi nella relazione con il proprio animale.

È dunque importante ricorrere alla pet therapy e alla relazione che ne deriva in modo prudente. L’idea è quella di massimizzare i benefici che possono derivare dall’animale di compagnia, senza permettere che si trasformi in dipendenza. La persona borderline dovrà definire obiettivi relazionali con le persone del suo ambiente circostante, essere disposta a provare frustrazione o a ricevere critiche e imparare a gestirle e affrontarle.

2. Il dramma della morte dell’animale da compagnia

Un altro svantaggio di queste relazioni è dover affrontare la morte del cane. Eventi di questo tipo possono scatenare una crisi profonda nel paziente borderline, che possono provocare la comparsa di idee autolesioniste, azioni impulsive, aggressività, disforia intensa, ecc.

Come in tutto, pertanto, bisognerà trovare un equilibrio. È chiaro che questi pazienti possono trarre grande beneficio dalla compagnia di un animale. Tuttavia, bisogna anche fare attenzione affinché la relazione non si trasformi in un attaccamento tossico, che sostituisca una regolazione emotiva efficace.

Il disturbo borderline di personalità e la relazione con i cani è un argomento molto interessante del quale restano ancora molti aspetti da approfondire. Se, tuttavia, questo vincolo è equilibrato, può essere di grande aiuto per la persona.

  • Frías, A. (2017). Vivir con trastorno límite de la personalidad. Una guía clínica para pacientes. Serendipity. Desvele de Brouwer.