Psicologo forense: che funzioni svolge?

7 Maggio 2019
Lo psicologo forense dovrà stilare un rapporto ogni volta che gli si chiede un parere in merito a un caso giudiziario.

La psicologia forense è un ramo della psicologia e lo psicologo forense ne è il rappresentante. Questo ramo si occupa dei processi mentali che si nascondono dietro un individuo e che finiscono per indirizzarne la condotta. Possiamo dunque affermare che la prima delle materie che orientano la valutazione delle abilità mentali di un individuo è l’ambito giudiziario.

Lo psicologo forense sarà il professionista incaricato della consulenza tecnica a procuratori, giudici, avvocati, e così via, in merito all’aspetto psicologico e alla relazione di questo aspetto con la giustizia. Il suo lavoro consiste nello studio della mente dei soggetti in merito al sistema e all’amministrazione della giustizia.

Funzioni dello psicologo forense

Lo psicologo forense partecipa ai diversi processi giudiziari in cui è richiesta la sua presenza. Avrà il compito di raccogliere le informazioni necessarie, esaminare il soggetto, elaborare sondaggi e così via; infine, presenterà le prove e i risultati ottenuti. Tutto questo al fine di rispondere alle domande poste dal giudice.

Psicologo forense e cliente

Il compito principale è cercare di risolvere i dubbi che sorgono ai professionisti della giustizia. I diversi attori che partecipano a un processo non possiedono competenze su tutte le materie sociali, relazionali, scientifiche, etc. Per questo motivo, si richiedono esperti in qualunque area, in modo da chiarire importanti elementi per risolvere correttamente il caso.

Non possiamo dimenticare che viviamo in una società organica: esiste una forte suddivisione del lavoro. Gli individui si specializzano in un determinato ambito, ma hanno bisogno della conoscenze del resto della società. Si stabilisce un sistema di relazioni funzionali tra i diversi professionisti. La cooperazione si basa sul contributo che ognuno può apportare per aiutare a compensare le lacune dell’altro.

Contesti a cui partecipa

Lo psicologo forense, come avevamo già annunciato, collabora con il sistema giudiziario. Di solito lo si associa ai processi penali, focalizzando la sua azione nell’ambito criminale. Tuttavia, ci sono molte altre discipline in cui è richiesta la sua presenza:

  • Diritto della famiglia: determinare cioè se i genitori si trovano nella condizione di prendersi cura del figlio durante la procedura di divorzio; dare delle linee guida nel diritto di visita; analizzare le disfunzioni esistenti che possono influenzare il minore a causa della separazione ecc.
  • Diritto civile: incapacità legali rispetto alla libera disposizione, soprattutto, dei beni patrimoniali.
  • Diritto penale: imputabilità penale (se il soggetto era cosciente di ciò che faceva e ha agito volontariamente e sulla base di tale consapevolezza); effetti della violenza sulla vittima; esistenza di un possibile disturbo, e così via.
  • Diritto del lavoro: inabilità al lavoro; situazioni di mobbing (con possibili conseguenze sulle attività quotidiane del soggetto), ecc.

Elaborazione dei rapporti da parte dello psicologo forense

I rapporti sono documenti stilati dai periti, in cui si risponde alla domande formulate dal giudice. Servono come prova periziale. Lo psicologo forense dovrà stilare un rapporto ogni volta che gli si chiede un parere in merito a un caso giudiziario.

Il contenuto della relazione deve essere accurato e conciso, e deve omettere qualunque dettaglio possa risultare superfluo. Deve andare dritto al cuore del caso. Allo stesso tempo, la sua stesura deve essere chiara, cercando di evitare un gergo molto specialistico.

Non possiamo dimenticare che questo documento viene consegnato a persone che non fanno parte del mondo della psicologia né del settore specifico. Proprio per questo, non dobbiamo essere troppo tecnici, altrimenti non si capirebbe quello che vogliamo comunicare.

Psicologo forense stila un rapporto

Allo stesso tempo, non possiamo uscire dai parametri di obiettività e rigore scientifico. Qualunque esame psicologico eseguito dovrà essere debitamente riportato. Se ne sottolineeranno l’utilità, le modalità di procedura, i risultati ottenuti, l’attendibilità dello stesso, etc.

Profilo professionale

Come risulta evidente, lo psicologo forense deve ricevere una formazione universitaria presso la facoltà di Psicologia. Inoltre, dovrà essere specializzato in questa branca. Ma non è tutto. Dovrà anche poter contare su una formazione continua e aggiornarsi sulle novità del settore, riportate da vari articoli scientifici.

D’altra parte, non è sufficiente che abbia competenze in materia psicologica, bensì anche di Diritto. Ovviamente, lavorerà all’interno delle amministrazioni, pertanto dovrà conoscere le fasi del processo così come le varie leggi che lo regolano e che determinano le sanzioni imponibili per negligenza.

Tuttavia, non tutto si base sulla formazione accademica. Lo psicologo forense non può lasciarsi coinvolgere emotivamente dal caso che sta affrontando, in quanto il suo compito di perito ne risulterebbe inficiato. Anche l’empatia è un valore da considerare, insieme alla tolleranza e alla frustrazione. L’assertività, una buona oratoria, saranno altre caratteristiche che aggiungeranno punti alla sua professione.

In conclusione, lo psicologo forense rompe con l’idea che abbiamo della professione di psicologo standardizzata, mostrata dalle serie o dai film. La psicologia giuridica e forense è un campo a volte sconosciuto, ma necessario per risolvere questioni che richiedono un punto di vista più scientifico.