Quando l’anima si spezza

28 maggio 2015 in Psicologia 1737 Condivisi

Una volta ad un uomo venne fatta la seguente diagnosi: lei è depresso da molto tempo, non c’è rimedio per questo, le suggerisco di non ripresentarsi per lo stesso problema, ma di trovare una soluzione una volta per tutte.

Potete immaginare le conseguenze di queste parole nella mente di una persona che non riusciva a trovare il modo di uscire dal tunnel in cui si era infilato.

Se ci rompessimo una gamba, non ci verrebbe mai in mente di andare dalla nostra vicina di casa a farcela ingessare, a meno che non sia specializzata in traumatologia.

Nessuno ci incolperebbe per essere stati così goffi, per non aver guardato a terra o per non aver sceso le scale con attenzione.

In generale, verrebbe da dire che, visto che già ci siamo rotti una gamba, la cosa logica da fare sarebbe che trovassimo noi una soluzione al problema, essendo i principali responsabili dell’accaduto.

Se, alla fine, andassimo dal dottore, quest’ultimo non ci chiederebbe i motivi per cui abbiamo commesso un errore che ci ha portato a romperci la gamba e non ci rimprovererebbe per la nostra mancanza di attenzione. Egli si limiterebbe a valutare la lesione e a trovare una soluzione, nella maniera più rapida e adeguata possibile.

Ma se ciò che si è rotto, spezzato, è la nostra anima, allora quanto detto finora non ha senso. Potremmo andare da chiunque affinché trovi un rimedio, ci sarebbe sempre chi ci rimprovererebbe per esserci messi in una situazione così scomoda. Noi stessi ci daremmo la colpa di non essere stati abbastanza prudenti, di aver permesso a tanto male di impossessarsi di noi. Ci obbligheremmo ad uscire dal tunnel con i soli mezzi che abbiamo a disposizione, senza chiederci se è possibile uscire senza aiuto da questa condizione.

Di fronte alla malattia fisica, ci preoccupiamo del malato e delle cure di cui ha bisogno. Ma quando il male è psichico, la situazione cambia radicalmente. Ci piace pensare che è perché in realtà non sappiamo bene cosa fare, come agire, come aiutare la persona malata; nessuno ci ha insegnato quali sono le cure adeguate per problemi del genere e questo ci fa stare male.

C’è da dire, poi, che se si tratta di qualcuno che amiamo, vederlo così abbattuto, così triste, così diverso da come si comportava o da come era prima, ci disorienta e aumenta la nostra irrequietezza.

Questo fa sì che, a volte, le persone convivano con questo male senza cercare un aiuto esterno, credendo di dover essere loro ad agire oppure pensano che sia un problema senza soluzione, qualcosa con cui dovranno imparare a convivere.

Ma non è così. Non stiamo dicendo di avere i rimedi per tutti i mali psicologici, ma non li abbiamo nemmeno per quelli fisici, ma questo non ci impedisce di chiedere l’aiuto di esperti e professionisti.

Esiste un buon numero di alternative per aiutare qualcuno a ritrovare la strada. Anche quando è la vostra anima a rompersi, ci sono dei rimedi. Se non li conoscete, chiedete aiuto ad un professionista e se anche questo esperto non dovesse darvi le risposte, allora cercatene un altro. Il fatto che una persona non sappia risolvere un problema, non significa che questo problema non abbia soluzione, ma solamente che è il soggetto in questione a non conoscerla.

Non rinunciate, non abbattetevi fino a quando non troverete la soluzione al vostro problema, perché esiste.

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