Raggiungere il silenzio mentale: perché e come


Revisionato e approvato da lo psicologo Sergio De Dios González
Raggiungere il silenzio mentale significa fare una “pausa critica” nei momenti di confusione, disordine o angoscia. È una risorsa semplice e pratica che può aiutarti quando non riusciamo a pensare chiaramente o quando una preoccupazione o un’ossessione prende il sopravvento.
Si tratta anche di un modo per proteggere il cervello. Quando una persona è stressata, l’intero corpo, compreso il cervello, reagisce in modo simile a quando è presente un agente patogeno. Le risorse fisiologiche si concentrano sulla difesa e ciò comporta un’usura significativa.
Se questa situazione si verifica molto spesso, l’usura risulta persino maggiore e finisce per generare importanti conseguenze sulla salute fisica e cognitiva. Raggiungere il silenzio mentale è un antidoto semplice ed efficace per combattere lo stress e recuperare l’equilibrio.
“Più una persona è vicina alla pace della mente, più è vicina alla forza.”
-Marco Aurelio-

Danni da stress al cervello
Lo stress è la risposta del corpo a una minaccia o a qualcosa che viene percepito come una minaccia, che lo sia o meno. Questa percezione scatena uno stato fisiologico di allerta che produce cambiamenti in vari organi e sistemi. Come è noto, in questi casi il corpo si prepara all’attacco o alla fuga.
A seguito di ciò, le facoltà cognitive si concentrano sull’affrontare la minaccia. Il resto resta sullo sfondo. I sensi si concentrano sulla minaccia al punto da smettere di vedere o sentire alcuni stimoli ambientali.
Se lo stato di stress persiste, anche se non così intenso, il risultato è una persona dispersa, con ridotta capacità di concentrazione, irascibile, nervosa, scarsa memoria e scarso rendimento in attività che richiedono un certo impegno.
Lo stress può essere causa di molti errori, inefficienze e decisioni sbagliate. Fermare la mente è uno dei mezzi per contrastare questi effetti.
Fermare la mente
Fermare la mente significa intervenire attivamente nel flusso dei nostri pensieri. Sarebbe come mettere in pausa un video. È una tecnica di emergenza per ritrovare l’equilibrio e l’autocontrollo. Come raggiungere un simile stato?
In realtà, è molto semplice. Si tratta di svolgere attività di routine molto elementari. Serve quasi tutto, dall’ordinare i giornali al lavare i piatti. Anche fare una passeggiata, spazzare una zona della casa o dell’ufficio, o svolgere qualsiasi attività che comporti un dispendio di energie fisiche, ma non un grande coinvolgimento mentale o emotivo.
Il segreto è concentrarsi sull’attività, per quanto basilare. Se si riordinano i documenti, bisogna prestare attenzione al modo in cui lo si fa. Se si fa una passeggiata, bisogna percepire le sensazioni del corpo e ammirare il panorama.
Quando si sceglie di lavare i piatti, conviene non indossare i guanti e fare attenzione ai dettagli. Grazie a queste semplici attività è possibile raggiungere il silenzio mentale.

I vantaggi del silenzio mentale
Chiunque riesca a raggiungere il silenzio mentale ne noterà immediatamente i benefici. Bisogna solo attenersi rigorosamente ai due principi di base: svolgere un’attività meccanica e concentrarsi su di essa. Non bisogna fare altro. Il problema è che la mente stressata di solito oppone molta resistenza.
Lo stress induce la mente ad avviare una dinamica di difesa, come abbiamo già spiegato, e non è facile dire al cervello: “fermati, distraiti un attimo”. In questi stati si pensa che indirizzare i propri pensieri altrove o svolgere una semplice attività sia un rischio. Questa convinzione è la principale barriera da superare.
Come in tante altre situazioni della vita, a volte si tratta solo di darsi l’opportunità di sperimentare qualcosa di nuovo e trarre le dovute conclusioni. Concediti di raggiungere il silenzio mentale la prossima volta che vi sentite stressati.
Raggiungere il silenzio mentale significa fare una “pausa critica” nei momenti di confusione, disordine o angoscia. È una risorsa semplice e pratica che può aiutarti quando non riusciamo a pensare chiaramente o quando una preoccupazione o un’ossessione prende il sopravvento.
Si tratta anche di un modo per proteggere il cervello. Quando una persona è stressata, l’intero corpo, compreso il cervello, reagisce in modo simile a quando è presente un agente patogeno. Le risorse fisiologiche si concentrano sulla difesa e ciò comporta un’usura significativa.
Se questa situazione si verifica molto spesso, l’usura risulta persino maggiore e finisce per generare importanti conseguenze sulla salute fisica e cognitiva. Raggiungere il silenzio mentale è un antidoto semplice ed efficace per combattere lo stress e recuperare l’equilibrio.
“Più una persona è vicina alla pace della mente, più è vicina alla forza.”
-Marco Aurelio-

Danni da stress al cervello
Lo stress è la risposta del corpo a una minaccia o a qualcosa che viene percepito come una minaccia, che lo sia o meno. Questa percezione scatena uno stato fisiologico di allerta che produce cambiamenti in vari organi e sistemi. Come è noto, in questi casi il corpo si prepara all’attacco o alla fuga.
A seguito di ciò, le facoltà cognitive si concentrano sull’affrontare la minaccia. Il resto resta sullo sfondo. I sensi si concentrano sulla minaccia al punto da smettere di vedere o sentire alcuni stimoli ambientali.
Se lo stato di stress persiste, anche se non così intenso, il risultato è una persona dispersa, con ridotta capacità di concentrazione, irascibile, nervosa, scarsa memoria e scarso rendimento in attività che richiedono un certo impegno.
Lo stress può essere causa di molti errori, inefficienze e decisioni sbagliate. Fermare la mente è uno dei mezzi per contrastare questi effetti.
Fermare la mente
Fermare la mente significa intervenire attivamente nel flusso dei nostri pensieri. Sarebbe come mettere in pausa un video. È una tecnica di emergenza per ritrovare l’equilibrio e l’autocontrollo. Come raggiungere un simile stato?
In realtà, è molto semplice. Si tratta di svolgere attività di routine molto elementari. Serve quasi tutto, dall’ordinare i giornali al lavare i piatti. Anche fare una passeggiata, spazzare una zona della casa o dell’ufficio, o svolgere qualsiasi attività che comporti un dispendio di energie fisiche, ma non un grande coinvolgimento mentale o emotivo.
Il segreto è concentrarsi sull’attività, per quanto basilare. Se si riordinano i documenti, bisogna prestare attenzione al modo in cui lo si fa. Se si fa una passeggiata, bisogna percepire le sensazioni del corpo e ammirare il panorama.
Quando si sceglie di lavare i piatti, conviene non indossare i guanti e fare attenzione ai dettagli. Grazie a queste semplici attività è possibile raggiungere il silenzio mentale.

I vantaggi del silenzio mentale
Chiunque riesca a raggiungere il silenzio mentale ne noterà immediatamente i benefici. Bisogna solo attenersi rigorosamente ai due principi di base: svolgere un’attività meccanica e concentrarsi su di essa. Non bisogna fare altro. Il problema è che la mente stressata di solito oppone molta resistenza.
Lo stress induce la mente ad avviare una dinamica di difesa, come abbiamo già spiegato, e non è facile dire al cervello: “fermati, distraiti un attimo”. In questi stati si pensa che indirizzare i propri pensieri altrove o svolgere una semplice attività sia un rischio. Questa convinzione è la principale barriera da superare.
Come in tante altre situazioni della vita, a volte si tratta solo di darsi l’opportunità di sperimentare qualcosa di nuovo e trarre le dovute conclusioni. Concediti di raggiungere il silenzio mentale la prossima volta che vi sentite stressati.
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- Bird, W., & Reynolds, V. (2006). Caminar para la salud: La guía completa paso a paso para ponerse en forma y sentirse bien. INDE.
- Duval, F., González, F., & Rabia, H. (2010). Neurobiología del estrés. Revista chilena de neuro-psiquiatría, 48(4), 307-318.
- Liñán, É. E. No-cosas. La sociedad sin pausa. Revista Académica “Voces y Saberes”, 4(4), 32-37.
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