Resilienza: la forza sta nella vulnerabilità

1, ottobre 2015 in Psicologia 6613 Condivisi

“Sono vulnerabile, lo ammetto”. Ma chi non lo è? Ognuno di noi soffre a causa di determinate cose. Ci sono aspetti della nostra vita quotidiana che ci influenzano significativamente e, a volte, ci rendono più fragili. Nessuno di noi nasce con una corazza inespugnabile che ci impedisce di piangere ininterrottamente quando qualcosa ci fa soffrire.

Molti hanno paura della solitudine quando si accorgono che nessuno li tiene per mano o nel vedere le stanze vuote di una casa prima rallegrata dalle risate. La tranquillità. Le nostre paure sono nostre e nessuno può far nulla per dissimularle o nasconderle nelle tasche come se fossero dei sassolini.

Tutti ripensiamo ad un fallimento che forse ha cambiato le nostre vite. Quella strada che non abbiamo potuto percorrere perché siamo stati ingannati o non siamo stati abbastanza coraggiosi. C’è chi nasconde le cicatrici di un’infanzia difficile o i tradimenti da parte della famiglia che non era presente nel momento del bisogno. Chi non si è mai sentito vulnerabile nella vita?

Tutti, nessuno escluso. Ma come si suol dire, la forza sta anche nella vulnerabilità. Quella forza che può darci una spinta in più e la volontà di rialzarci, di raccogliere le nostre ceneri e di usarle per scrivere il libro della nostra vita, ricco di tanti insegnamenti. Quel libro che sfogliamo versando qualche lacrima.

La mia vulnerabilità, la mia forza

Viviamo in una società in cui sembrano sopravvivere solo i più forti, i più adatti. Viene valorizzata la ragione al di sopra dei sentimenti. Si prendono come riferimento le persone che sanno nascondere e mettere da parte le proprie emozioni per raggiungere gli obiettivi prefissati. A volte, educhiamo i nostri figli con l’idea che è sempre meglio nascondere le lacrime, stare in silenzio ed aspettare invece di esprimere quello che hanno dentro.

Sono molti i bambini che crescono cercando degli spazi privati in cui nascondersi. Persone che diventano adulte dominando molti dei loro sentimenti, cercando di mostrare una forza che non hanno, una stabilità che non appartiene loro. Guardare, assimilare e stare zitte, fingendo che niente possa ferirle, che sono inespugnabili.

Ma niente di tutto ciò è reale. Le persone che sono state educate a nascondere le loro emozioni hanno una grave carenza che, a lungo andare, comporterà una serie di problemi. Sono incapaci di gestire tutta la complessità del loro io interiore: la paura, la rabbia, l’ira, l’incertezza. Come possono farlo se fin dall’infanzia hanno imparato a nascondere quello che avevano dentro?

Non saper “riconoscere” la propria vulnerabilità ha delle conseguenze che possono anche peggiorare nel tempo:

1. Quando entra in gioco il fattore paura, timore o insicurezza, la persona ha solo due opzioni tra cui scegliere: restare paralizzata senza possibilità di reagire oppure scappare dalla situazione in questione.

2. Se non riconosciamo di essere fragili dentro, costruiamo una falsa corazza che, prima o poi, finirà per crollare.

3. È necessario riconoscere la propria vulnerabilità. Ci sono cose che ci fanno star male e, di conseguenza, le riconosciamo, le capiamo e, solo in seguito, cercheremo di superarle.

Vulnerabilità e resilienza

Tutti, ma proprio tutti, abbiamo la meravigliosa capacità di imporci sulle avversità, sulle difficoltà, sull’oscurità e sulla paura. La resilienza è un seme che tutti abbiamo nel profondo del nostro essere, dobbiamo solo farlo crescere quando più ne abbiamo bisogno.

È necessario essere consapevoli di tutti questi aspetti:

1. Non siamo forti come pensiamo di essere. Non possiamo farci carico di tante difficoltà come invece pensiamo di poter fare. Non siamo super-uomini o super-donne. Abbiamo tutti dei limiti e, se non ne siamo consapevoli, arriverà il giorno in cui crolleremo. Dobbiamo proteggerci, darci dei limiti e capire fino a dove possiamo arrivare. Dobbiamo riconoscere la nostra vulnerabilità e proteggerla.

2. È possibile che qualcuno di noi sia già consapevole della propria vulnerabilità. Attenzione, però. Essere vulnerabili non è una condizione permanente. Significa saper riconoscere la possibilità di essere feriti e che ci sono cose che possono farci soffrire. Innanzitutto bisogna riconoscerlo, poi bisogna ricorrere a misure e strategie per andare avanti per mantenere l’integrità e imporsi sulle avversità.

3. La vita, a volte, ci mostra il suo lato più crudele e ci conduce verso le strade più difficili da percorrere. La vita può avere effetti collaterali molto gravi, come ben sappiamo. Se, però, sviluppiamo la resilienza, riusciremo a proteggere la nostra integrità e uscire vincitori e forti dai momenti difficili. Non è una semplice frase che trova spunto nei manuali di auto-aiuto, ma è una realtà. Una speranza che dobbiamo trovare dentro di noi per poter uscire da una situazione difficile. Siamo molto più coraggiosi di quanto pensiamo, perché, anche se sembra strano, la nostra vulnerabilità è anche la nostra forza.

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