Come riconoscere le persone negative?

23 luglio 2016 in Psicologia 185 Condivisi

Come possiamo riconoscere le persone negative? Come possiamo renderci conto del loro comportamento? A volte cadiamo in facili luoghi comuni ed errori che consistono nell’attribuire agli altri comportamenti negativi, tossici e disfunzionali, sicuri che il nostro modo di essere sia privo di ogni negatività.

Evidentemente non è così, è vero che esistono persone che fanno della negatività la loro bandiera e non indugiano nel condividerla con i loro comportamenti e con le parole, tutti possiamo essere persone negative se abbiamo una brutta giornata.

Per questo motivo, in questo articolo ci chiediamo perché le persone negative si comportano in questo modo se sanno che questi comportamenti incidono soprattutto in funzione alla loro frequenza e alla loro intensità e che la negatività non è un fattore assoluto e ha sempre dei livelli. Di sicuro, però, siete voi gli unici a decidere di evitare queste condotte negative una volta consci della loro natura.  

Come agiscono le persone negative

Parlare male degli altri

Per insicurezza, invidia o semplicemente perché mancano di argomenti di conversazione. Di continuo e in modo costante le persone negative non smettono mai di analizzare i comportamenti altrui in modo distruttivo: svelano segreti, giudicano gli altri su scale di valori che contemplano solo poli opposti (buono/cattivo, pazzo/noioso, inutile/fantastico) e non affrontano mai questi aspetti con il fine di trovare una soluzione, ma solo per sentirsi dire che hanno ragione.

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La differenza fondamentale tra la negatività accompagnata dalla falsità e l’affrontare i conflitti interpersonali sta nel fatto che le prime sono tossiche per le persone che vi circondano dal momento che non avete mai agito con sincerità nei loro confronti. Se per voi non sono importanti, continuate per la vostra strada senza distruggere.

Seguire abitudini poco stimolanti

Sono molte le persone che sognano un lavoro che porti stabilità e comodità, ma queste due qualità in un lavoro possono generare rigidità se si protraggono per un periodo illimitato: mancanza di empatia, comunicazione, conversazioni frivole e giudizi sociali frettolosi e stereotipati.

Questa stessa comodità si può applicare alle relazioni personali: poter avere una certa stabilità nelle proprie relazioni non vuol dire arricchirle. Le persone rilassate in una perenne zona di comfort finiscono per diventare insensibili ad altre quotidianità a loro estranee. Non abusiamo dell’ormai trito concetto di “zona di comfort”, cerchiamo di essere coscienti del fatto che “qualità della vita” non è sinonimo di conformismo.

Le persone che proiettano negatività tendono a sviluppare abitudini poco stimolanti.
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Cercare opinioni, invece di informazioni

Quando una persona cerca solo opinioni che confermino il suo punto di vista senza pensare alla possibilità di un altro confronto con la realtà finisce con il consumarsi nella sua visione ridotta del mondo e dei suoi meccanismi.

Stabilire estremi non solo è caratteristico di ignoranza o di mancanza di un’identità definita: è il preludio a una progressiva negatività, che censura tutto quello che non risulta conveniente. Si tratta del meccanismo base delle persone repressive che mancano di una coscienza individuale e collettiva a favore dell’ambiente in cui vivono…È l’autodeterminazione attraverso l’annullamento morale, sociale ed economico del resto del mondo.

Isolarsi o non disporre di relazione sociali significative

Gli esseri umani sono esseri sociali e quando cercano di proteggersi dal mondo, si avvolgono nel proprio mantello protettivo. Il fatto che alcune relazioni sociali abbiano smesso di apportarvi positività non impedisce che possiate rivitalizzare la vostra rete sociale: potete conoscere gente in nuovi contesti mantenendo le relazioni significative.

La chiave del benessere sociale sta nell’ancorare e nel regolare: ancorare il benessere alle relazioni significative e regolare la vostra traiettoria verso nuovi circoli sociali affini ai vostri valori ed obiettivi. L’armonia è sempre una fonte di felicità.

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Manifestare un eccesso di ego

L’eccesso di ego ha diverse conseguenze evidenti: la mancanza di autocritica, la rigidità nelle relazioni intime e la ricerca del riconoscimento al di sopra delle proprie capacità.

Il risultato evidente è una negatività basata sul non conoscere se stessi e sul sospetto nei confronti dei comportamenti altrui se percepiamo che non ci supportano in maniera adeguata. Questo riempie di negatività le persone, quelle che danno un grandissimo valore al lavoro che fanno e sperano di ottenere dagli altri la stessa valutazione che si danno da soli.

L’eccesso di ego è l’antitesi della vera autostima: si nutre solo degli elogi altrui, che a loro volta hanno un carattere sottomesso e influenzabile. Entrambi i tipi di personalità si alimentano a vicenda e si fomentano.
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Nascondersi dietro la famiglia e gli amici

Molti nascondo le proprie carenze dietro le proprie situazioni famigliari: la non puntualità, l’essere informali e la mancanza di empatia vengono spiegate come il risultato di una situazione familiare difficile; questa non è sempre reale, ma anche se lo fosse, non giustificherebbe alcun tipo di comportamento.

Nessuno mette in discussione che nell’infanzia si siano patite circostanze sfavorevoli, ma queste non giustificano il fatto che non ci si assuma la responsabilità delle proprie azioni e che si ignori l’opportunità di correggere comportamenti scorretti.

Concentrarsi su aspetti che non possono cambiare

Le persone negative si fissano su obiettivi irraggiungibili e non considerano mete più realistiche e accessibili che, implicitamente, possono servire da ponte per obiettivi più importanti.

In molte occasioni questo denota la necessità di giustificarsi per l’impossibilità di raggiungere obiettivi difficili, che li farebbero risultare più validi ad occhi altrui, serbando l’immagine che hanno di sé.

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Lavorare troppo

Lavorare troppo non indica una maggiore capacità o senso della responsabilità: in genere mette in rilievo l’incapacità di mettere un filtro alle sfide che ci poniamo o alla nostra capacità di organizzare il tempo. Questo non si ripercuote solo sull’ambito lavorativo, ma anche sul tempo libero, e genera persone negative.

Una persona con poco tempo libero, che riempe la sua giornata di attività obbligatorie e che non le piacciono, è propensa a caricarsi di negatività. Per questo motivo, è molto importante avere un’agenda strutturata, in modo da avere dei tempi morti in cui riprendere fiato e ritrovare le forze.

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