Rifiuto: imparare ad accettarlo e superarlo

· 9 giugno 2015

La vita può lasciarci molti insegnamenti, ma a volte ci causa anche dolore. Il rifiuto è considerato uno dei maggiori danni emotivi che una persona possa soffrire ed è uno dei traumi che ha maggiori conseguenze negative quando ne soffriamo durante l’infanzia.

Un esempio è il caso dei bambini che, per diversi motivi, devono convivere con l’esperienza di un padre o una madre che li abbandona e che, a un certo punto della loro vita, li rifiuta. Questi bambini possono crescere e diventare persone di successo, brillanti e amate, ma spesso faranno fatica a raggiungere la maturità emotiva. Si sentiranno sempre insicuri quando dovranno creare rapporti interpersonali, perché la sfiducia e il timore influenzeranno molte delle loro azioni. Come affrontare questa paura del rifiuto?

Non dobbiamo nemmeno dimenticare la sofferenza emotiva con cui dobbiamo fare i conti quando veniamo rifiutati da una persona che ci piace. È chiaro che nella vita non tutto può andare come vogliamo, ma ci sono persone che fanno più fatica di altre ad accettare un rifiuto. Quando si sentono dire “no” o, ancora peggio, quando fanno loro un torto che non possono dimenticare, sembra che il tempo si fermi.

Costruite un muro protettivo

Dobbiamo averlo ben chiaro in testa: una cosa è ciò che gli altri pensano di noi e un’altra, molto diversa, è ciò che siamo realmente. Possiamo soffrire un rifiuto in alcuni ambiti della nostra vita: al lavoro, in amore, ecc. Ma il rifiuto non rappresenta una dimostrazione dei nostri limiti. Non dobbiamo credere che ciò che ci è accaduto dimostri che meritiamo di stare da soli, che siamo persone con poco risorse, poco attraenti o cose simili. Questo è assolutamente sbagliato.

Non è la stessa cosa dire “ho perso” e “sono un perdente“. Dobbiamo evitare di attribuirci etichette negative. Dobbiamo auto-proteggerci. Senz’altro la vita ci darà molte altre possibilità e occasioni di successo, opportunità per essere più felici.

Il rifiuto come un momento di crisi da superare

Abbiamo tutto il diritto di vivere il momento del rifiuto come un momento di crisi personale. Essere rifiutati o abbandonati dal partner ci farà attraversare un periodo di “lutto” emotivo. Allo stesso modo, essere licenziati dal lavoro o essere allontanati da un amico o familiare costituisce un momento di dolore che, in quanto tale, dobbiamo attraversare. Bisogna riconoscerlo per quello che è: una perdita, un istante di sofferenza. Ma questa sofferenza deve essere momentanea e passeggera. Un breve periodo che ci consenta di considerare ciò che è successo, ripensarci e imparare dai nostri errori.

Ogni esperienza deve lasciarci un insegnamento, anche se è vero che alle volte è difficile trovare un perché. Siamo stati rifiutati da qualcuno, e non ci sono molti modi di addolcire la situazione. Ma ciò che dobbiamo evitare di fare è colpevolizzarci: “Mi ha rifiutato perché non sono abbastanza bello, simpatico, brillante, interessante, ecc.”. Questo è un errore che vi può fare molto male. Ciò che dovete fare, invece, è trarre una conclusione dall’esperienza: “Devo cercare di interessarmi a persone meno orgogliose, più semplici e umili”; “Devo cercare un lavoro in cui riconoscano le mie capacità e i miei meriti”.

È quindi accettabile sperimentare il dolore del rifiuto per un tempo delimitato, che ci permetta di realizzare un’analisi introspettiva da cui uscire rafforzati e a testa alta, per ricominciare a percorrere la vita con ottimismo.

Evitate di interiorizzare o personalizzare

Non dobbiamo fuggire da ciò che sentiamo, ma dare forma alle nostre emozioni ed essere in grado di descriverle. Parlatene: è necessario se volete riuscire a lasciarle andare. Siamo stati rifiutati, lo sappiamo. Ma non lasciate che quella sconfitta diventi una ferita che vi impedisca di respirare e di andare avanti.

Quella persona che, in un momento della vostra vita, vi ha detto di no, rappresenta semplicemente il passato. Avete tutto il diritto, e il dovere, di andare avanti pieni di nuove forze, nuovi progetti e nuove speranze. Non dobbiamo diventare vittime di chi ci ha fatto male, che l’abbia fatto apposta o meno. Dobbiamo essere gli eroi di noi stessi, persone capaci di imparare dalla loro stessa sofferenza, capaci di trasformare il dolore in una guida, un insegnamento, un modo di guardare l’orizzonte e ritrovare la speranza.

Non permettete che il dolore emotivo causato da un rifiuto vi lasci sospesi in un momento del passato. La vita va avanti e noi dobbiamo fare lo stesso. La felicità potrebbe avvolgerci di nuovo nel momento più inaspettato.

Immagine per gentile concessione di K. Melrose.