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Sandor Radó, un esperto di dipendenze

Oltre a essere stato uno degli psicoanalisti più importanti, Sandor Radó iniziò a elaborare una propria teoria fondata sull'io e sui processi biologici dell'individuo, prima che sui processi dell'inconscio.

Sandor Radó, un esperto di dipendenze

Ultimo aggiornamento: 14 gennaio, 2021

Sandor Radó viene oggi ricordato come uno dei pionieri della psicoanalisi, ma anche come uno dei suoi riformatori. Da sempre noto in quanto straordinario polemista, era un brillante intellettuale. Ciò, insieme alla sua dote dialettica, gli garantì grande popolarità all’interno della corrente psicoanalitica, ma non solo.

Anche altri aspetti non altrettanto evidenti della sua personalità sono diventati ben noti. Era una buona forchetta e un irrimediabile seduttore, affannato nella conquista delle donne che incrociavano il suo cammino.

Tale condotta, unita ad alcune tesi esacerbate sul fallocentrismo, gli fece ottenere la fama di misogino. Forse un’affermazione esagerata, ma di certo non era un femminista.

Sandor Radó si porta sulle spalle, oltre ai suoi 75 anni, un infinito oceano di tristezza nel cuore; di tristezza e disillusioni.

-Pastor Petit-

Per tutti questi motivi, Sandor Radó intrattenne una lunga e intensa polemica con la psicoanalista Karen Horney. Sebbene in un primo momento fosse tra i più fanatici seguaci di Freud, ben presto intraprese un nuovo cammino, ben lontano dalla psicanalisi classica.

Sandor Radó, uno studente degno di nota

Sandor Radó nacque in Ungheria nel 1890. In un primo momento prediligeva lo studio della giurisprudenza e nel 1911 ottenne la laurea in scienze politiche. In un secondo momento, tuttavia, e contro i desideri del padre, decise di studiare medicina. Questa era infatti la sua grande passione, visto che sin dalla tenera età aveva dimostrato un profondo interesse per le scienze naturali. Si laureò in Medicina nel 1915.

All’epoca era già entrato a contatto con la dottrina psicoanalitica. A 19 anni si imbatté in uno scritto di Sandor Ferenczi che fu per lui illuminante. Da quel momento iniziò a interessarsi alle idee di Sigmund Freud. Si recò personalmente a Vienna per assistere a una conferenza del padre della psicoanalisi e ne rimase affascinato. Da allora nacque un’amicizia tra i due che durò ben 15 anni.

In Ungheria fondò insieme a Ferenczi la Società Ungherese di Psicoanalisi. Si sottopose all’analisi di Erzsebet Revesz, che a sua volta era stato psicoanalizzato da Freud. All’epoca Sandor Radó era sposato, ma nel corso della psicoanalisi si innamorò della sua analista. Divorziò quindi dalla sua prima moglie e si sposò con lei.

Foto di Sandor Radó.

Il movimento della psicoanalisi

Nel 1922 Sandor Radó si trasferì a Berlino e si sottopose a una seconda psicanalisi, questa volta con Karl Abraham. Presto venne invitato a unirsi all’Istituto Psicanalitico di Berlino. Nel 1923 lo stesso Sigmund Freud gli chiese di diventare l’editore della Rivista Internazionale di Psicoanalisi International Zeitschrift Fur Psicoloanalyse. Tre anni più tardi divenne anche editore della famosa rivista Imago.

Durante il periodo Berlinese si occupò anche della formazione dei futuri psicoanalisti. Importanti figure come Wilhelm Reich, Otto Fenichel e Heinz Hartmann si sottoposero a psicanalisi didattica con lui, che all’epoca stava vivendo una situazione familiare molto complessa.

Sua moglie al sesto mese di gravidanza contrasse l’anemia perniciosa. Decise allora di sottoporsi al parto cesareo e ciò la uccise nel giro di due giorni. Il neonato morì una settimana dopo.

Dopo questo evento difficile, Sandor Radó ebbe una relazione tumultuosa e fugace con la psicoanalista Helene Deutsch. Quindi, si innamorò e sposò una delle sue pazienti, Emmy. Si parla di Radó come di uno dei più singolari casi di trasgressione della psicoanalisi, visto che sposò sia la sua psicanalista sia una sua paziente.

Un percorso diverso

Nel 1931 Sandor Radò si trasferì negli Stati Uniti su invito di Abraham Arden Brill, che gli propose la fondazione dell’Istituto della Società Psicoanalitica di New York a immagine e somiglianza dell’istituto già attivo a Berlino. Quando i nazisti giunsero al potere, Radó aiutò i colleghi ebrei a emigrare nel nuovo continente.

Uomo con nuvole al posto della testa.

In questa fase iniziò ad allontanarsi dalla psicoanalisi classica. Si mostrò fautore dell’integrazione della medicina alla psicoanalisi. Iniziò a dare più importanza ai fenomeni biologici rispetto alle esperienze dell’inconscio e si interessò allo studio delle dipendenze, argomento di cui presto divenne una delle figure più autorevoli.

Infine, adottò nuovi principi comportamentali, come la rieducazione emotiva che pose al centro del trattamento. Nel 1942 fondò l’Associazione di Medicina Psicanalitica. Successivamente fondò la Scuola di Psichiatria di New York, istituto che non aveva nulla a che fare con la psicoanalisi. Radó morì nel 1972, dopo essere diventato uno dei più noti psichiatri degli Stati Uniti.

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  • Alexander, F. (1968). Sandor Rado, la teoría adaptativa. Historia del psicoanálisis.