Serie thriller: perché ci piacciono?

La serie thriller cerca di suscitare diverse emozioni, invitando lo spettatore a vedere i successivi episodi. Quali risorse sfrutta questo genere per raggiungere il suo scopo? È perché ci risultano così attraenti?
Serie thriller: perché ci piacciono?

Ultimo aggiornamento: 26 novembre, 2021

I registi delle serie thriller cercano di creare una trama che susciti la curiosità dello spettatore. Quando riescono nell’intento, apprezziamo positivamente il risultato del loro sforzo. Ma perché ci piacciono così tanto le serie thriller?

Alcune storie sviluppano una storia che solleva interrogativi volti ad attirare la nostra attenzione. L’idea è darvi risposta nei successivi episodi o suscitarne altri mano a mano che la trama procede.

Perché ci piacciono le serie thriller

Invitano lo spettatore a saperne di più

Lo scopo principale del genere thriller è che lo spettatore senta il bisogno di continuare a guardare gli episodi per arrivare alla risoluzione del quesito.

In altre parole, la trama inizia con una presentazione di personaggi, la successione di diversi eventi, uno sviluppo, infine un esito.

In sostanza, lo spettatore si disconnette dalla sua vita reale per entrare in quella dei personaggi. In fondo, queste serie giocano proprio su questo aspetto: rendere lo spettatore partecipe di quanto sta accadendo, pur consapevole che si tratta di finzione.

“Cosa c’è nel presente, in fondo, se non mentire? E cosa significa agire bene se non mentire in modo convincente?”

-Laurence Olivier-

Amici incuriositi che guardano una serie thriller.

Ulteriori motivi

I seguenti aspetti spiegano ampiamente la nostra passione per le serie thriller:

  • Sullo schermo vengono diversi eventi molto diversi da quelli che solitamente accadono nella nostra vita. Pensiamo, “Cosa accadrà ora?”, “Come verrà risolto il conflitto?”.
  • Gli sceneggiatori cercano di connettersi con il nostro lato più emotivo. Sicuramente vogliamo che il protagonista esca indenne da alcune situazioni, sappia risolvere il conflitto o vincere il bene sul male. Ci conforta e ci identifichiamo in ciò, secondo lo psicologo Daniel Goleman.
  • Durante la serie compaiono emozioni di ogni tipo che possono stimolare il nostro sistema limbico dopo una noiosa giornata in ufficio: stupore, shock o motivazione. Si verificano in un breve lasso di tempo, sapendo che siamo al sicuro da quello che accade sullo schermo.

Tuttavia, queste emozioni possono comparire anche nella nostra vita, sono tipiche dell’essere umano e, secondo lo psicologo Rafael Bisquerra, sono presenti quotidianamente.

  • La sensazione di piacere acquista forza, soprattutto nell’episodio finale in cui la trama viene solitamente risolta. In questo modo contempliamo un iter in cui il regista sprigiona la sua creatività, tenendo conto della psicologia dei personaggi e dello spettatore.
Uomo che guarda una serie al computer.

Il filo conduttore durante la serie thriller

Le serie thriller di successo presentano un filo conduttore che unisce storie diverse che, a prima vista, possono sembrare parallele. Un quartiere povero e un quartiere ricco, due città molto distanti, un fatto che accomuna due sconosciuti.

In altre parole, si consolida un viaggio attraverso gli episodi in cui si attira l’attenzione dello spettatore, il quale vuole trovare risposte alle domande che si pone.

Questo genere di solito prevede un evento iniziale che cambia la vita dei personaggi e che mette alla prova le loro strategie di adattamento.

A partire da ciò, tendono a prendere certe decisioni e affrontarne le conseguenze, dando vita a nuove situazioni in cui, inevitabilmente, lo spettatore proverà empatia, tristezza, benessere, tensione, amarezza, gioia, ecc.

La psicoterapeuta Ana Livier Govea afferma che le serie thriller provocano forti emozioni a seguito di intrigo, mistero e pericolo; senza dimenticare la suspense che si raggiunge in ogni episodio e che ci spinge a volerne sapere di più.

Conclusioni

Lo scopo dei produttori di serie thriller è quello di farci vedere tutti gli episodi per soddisfare il nostro bisogno di saperne di più, la curiosità di sapere il prima possibile cosa potrebbe accadere e porre fine all’intrigo.

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