La sindrome del cuore infranto: una malattia femminile

· 16 novembre 2016

Perdere una persona cara o soffrire per una grande delusione sono fenomeni in grado, letteralmente, di spezzarci il cuore. Stiamo parlando della cardiomiopatia di Tokotsubo, una patologia che più che fratturare questo organo, lo deforma. Una deformazione che ha poco di poetico e che colpisce in particolare un genere: quello femminile.

La sindrome del cuore infranto non è molto nota e non è ancora chiaro perché quasi il 95% dei casi diagnosticati riguardi le donne. Eppure, questi numeri non possono farci chiudere un occhio su una realtà che appare evidente. Il mondo emotivo, a volte, colpisce il cuore con lo stesso effetto di un colpo di frusta. Senza pietà. Ci fa credere che finiremo col morire, anche se fortunatamente, questo non accade.

Si stima che tra l’1 e il 2% delle donne a cui sia stato diagnosticato un attacco cardiaco stia in realtà soffrendo della sindrome del cuore infranto. È una sindrome facilmente individuabile durante i controlli diagnostici, perché il cuore tende a deformarsi temporaneamente sul lato destro. È un chiaro segnale dell’istante in cui lo stress si è riversato nel nostro organismo come veleno ammuffendo i nostri organi e imprimendovi, da buon artigiano, un marchio di dolore.

È importante conoscere i suoi antidoti e approfondire quanto più possibile il concetto di cardiomiopatia di Takotsubo. Oggi vi aiutiamo a conoscerlo.

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La sindrome del cuore infranto, quando la metafora diventa realtà

Se al momento di rompersi, il cuore emettesse un suono, probabilmente sarebbe simile ad una di quelle band malinconiche che tanto vanno di moda al giorno d’oggi.

Anche se tutti abbiamo provato nella nostra vita almeno una volta questa sensazione, l’origine della cardiomiopatia di Takotsubo è più delicata, profonda e complessa.

Quando parliamo di problemi cardiaci, siamo soliti associarli automaticamente agli uomini. Questo per un motivo molto semplice. Gli ormoni proteggono – in una certa misura – il cuore delle donne per gran parte della loro vita, rendendole più resistenti, ma non meno vulnerabili. Eppure, a partire dal periodo della menopausa questa piccola barriera difensiva crolla ed il cuore comincia ad essere meno resistente allo stress, all’ansia, ecc.

Molti di questi “nemici silenziosi” che si installano nella nostra mente e nel nostro corpo finiscono per debilitare ed indebolire il tessuto emotivo, fin quando un giorno basta una piccola delusione o una brutta notizia per far squarciare del tutto questa tela.

Viene liberata una grande quantità di catecolamine, che non sono altro che sostanze molto simili all’adrenalina. Questo provoca un’anomalia nella frequenza cardiaca, fino a produrre un piccolo strappo nel muscolo cardiaco. Una deformazione.

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Non ci si è rotto il cuore, ma poco ci manca. La metafora diventa realtà, e la sensazione che proviamo è quella di morire. I sintomi sono simili a quelli di un infarto del miocardio, eppure le pazienti vengono dimesse nel giro di 3 o 4 giorni.

Il cuore si comprime, grida in silenzio, ma alla fine si ristabilisce. Il trattamento tramite betabloccanti è sempre efficace e privo di conseguenze. Ma anche se trattato, niente può garantirci che non soffriremo mai più della sindrome del cuore infranto…

Prendersi cura del cuore vuol dire prendersi cura anche delle emozioni

Come vi abbiamo segnalato all’inizio, la sindrome del cuore infranto non ha una grossa documentazione. È stata nominata per la prima volta in Giappone, negli anni 90. Il suo nome fa riferimento ad un tipo di recipienti rigonfi e dal collo stretto chiamati “Tako-Tsubo”, che i giapponesi usavano per cacciare i polpi.

Si sa anche che le probabilità di soffrirne sono più alte nel periodo primaverile o estivo, e per le donne che hanno raggiunto la menopausa.

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Sintomi della sindrome del cuore infranto

I sintomi della sindrome del cuore infranto sono i seguenti:

  • La cardiomiopatia di Takotsubo è asintomatica. Si presenta come un infarto, con la stessa intensità e lo stesso dolore.
  • Arriva sempre in un contesto di intenso stress, quando si riceve una brutta notizia o quando la persona si sente, letteralmente, fuori di sé.
  • Si noteranno aritmie, insufficienza cardiaca, vertigini ed una forte ed intensa pressione al petto.

Gestire le emozioni per prendersi cura del cuore

La mente femminile è solita avere un piccolo difetto: troppo spesso dà la priorità alle emozioni estranee che alle proprie. Nel suo affannoso tentativo di protezione e attenzione, focalizzerà tutte le sue energie sulla famiglia, sui figli, sula coppia… Un po’ alla volta le sue preoccupazioni e questo delicato mondo emotivo si trasformeranno in un buco nero che, per forza di cose, finirà per implodere.

È necessario prendersi un istante per riflettere sui seguenti aspetti:

  • Non lasciate al domani quello che vi preoccupa oggi. Fate scivolare le emozioni, giorno dopo giorno. Pochi, ma pratici, esercizi sono molto utili per liberarvi da ciò che vi opprime lasciando uscire ciò che vi sta bruciando dentro.
  • Non potete né dovete trovare una soluzione a tutto quello che vi vede coinvolte. Cercare di far felice chiunque è un grosso fattore di stress.
  • La sindrome del cuore infranto si manifesta molte volte a seguito di un evento dal forte impatto emotivo. È ovvio che non è possibile essere preparati ad affrontare una perdita, una separazione, una grossa delusione, perché non sono eventi che possiamo prevedere.
  • Quello che possiamo fare è instaurare nel nostro interiore solide “fondamenta”, così che l’eventuale impatto “non ci rompa”. Si tratta di saper costruire il nostro mondo interiore con la stessa flessibilità di quei materiali che dapprima ricevono l’impatto, ma poi recuperano la loro forma originale.

Regalatevi del tempo, fate esercizio, praticate yoga e date priorità a chi li merita: voi stessi, la persona più importante nel palcoscenico della vostra vita. Fate del vostro cuore la vostra miglior arma in questi tempi difficili, in questo ambiente che ci richiede una cosa fondamentale: unire le forze per conquistare la nostra felicità, la nostra calma interiore.