I bambini soffrono la separazione dei genitori

· 24 febbraio 2015

I bambini possono reagire in modo diverso alla separazione o al divorzio dei genitori e, anche se la risposta dipende da molti fattori, ce ne sono due di grande importanza: l’età dei bambini e il grado di conflitto tra i genitori che può rivelarsi molto stressante per i figli. 

La separazione dei genitori crea sorpresa nei bambini che, in genere, sperimentano molti dei sentimenti che provano gli adulti in un lungo periodo di tempo, e si sentono confusi, preoccupati e insicuri di fronte a questa situazione.

Alcuni bambini possono addirittura sentirsi in colpa, altri invece sono arrabbiati con uno dei due genitori e lo ritengono responsabile, scaricandogli la colpa. Per questo è importante cercare di capire il dramma che i bambini stanno vivendo e tenere conto dei loro sentimenti, anche se è sempre meglio che venga meno l’unità familiare piuttosto che far vivere i figli in un ambiente infelice e pieno di tensioni.

Come si comportano i bambini nelle diverse età

I bambini non sempre comunicano attraverso le parole di fronte alle situazioni, ma i loro comportamenti rivelano molto: alcuni sono molto introversi, non parlano della separazione né del genitore che non c’è, altri, invece, quelli più giovani, possono diventare molto appiccicosi verso il genitore che è rimasto, per paura di perderlo.

Alcuni bambini possono anche retrocedere nel comportamento, utilizzando un linguaggio infantile o facendo la pipì a letto, possono avere incubi, avere un atteggiamento ribelle, aggressivo verso i genitori e difficile da gestire, per questo a volte è necessario l’aiuto di un professionista.

Dalla nascita fino ai 2 anni

In questa fase, i bambini dipendono totalmente dai loro genitori, sia fisicamente sia emotivamente. La separazione prolungata dei genitori genera nei figli un conflitto emotivo intenso. Durante quest’età, i bambini si preoccupano per il genitore assente che hanno bisogno di vedere frequentemente per continuare la relazione.

Il conflitto tra i genitori e i cambiamenti in casa possono generare stress nei bambini di questa età. Per alleviare la sofferenza, si possono mostrare al bambino foto del genitore assente, dargli un gioco o una coperta speciale.

Dai 2 anni e mezzo ai 5 anni

A quest’età, i bambini cominciano ad essere un po’ più indipendenti, ma la separazione dei genitori può comunque metterli in crisi, con conseguente shock o depressione. Possono verificarsi dei cambiamenti nei ritmi del sonno, nelle abitudini igieniche e nelle abilità del linguaggio.

I bambini di quest’età percepiscono il mondo attraverso diversi processi di pensiero, fantasticando su quello che non capiscono e sono propensi a fare le cose a partire da episodi della loro esperienza. D’altra parte, sono molto sensibili alle critiche sui genitori perché le sentono come critiche rivolte a se stessi.

Dai 5 agli 8 anni

In questa fase della vita, i bambini iniziano a parlare dei loro sentimenti perché provano un forte desiderio di restaurare la relazione tra i genitori e vogliono passare la maggior parte del tempo in loro compagnia. Possono esserci problemi nel comportamento, anche a scuola, e manifestano difficoltà nell’esprimere le preoccupazioni perché faticano a capire il loro comportamento.

Dagli 8 ai 12 anni

In questa fase, i bambini sono in grado di parlare dei loro sentimenti e sperimentano un conflitto di lealtà con i loro genitori. Allo stesso tempo, iniziano a sperimentare il mondo fuori dal nucleo familiare e partecipano ad altre attività.

Dai 12 ai 16 anni

Nella fase dell’adolescenza, i figli sono sempre più indipendenti dai genitori ed hanno bisogno di tempo e spazio per affrontare la loro separazione o divorzio. Se vengono messi sotto pressione, reagiscono con ira e rifiuto. Inoltre, hanno bisogno di flessibilità quando devono prendere parte ad attività scolastiche e sociali.

Immagine per gentile concessione di Sidi Guariach.