Smettere di incolparsi per tutto


Revisionato e approvato da lo psicologo Sergio De Dios González
Thomas Harris, il creatore del temuto Hannibal Lecter, afferma che “dare la colpa dei tuoi errori alla tua natura non cambia la natura dei tuoi errori”. Frase che ci invita a riflettere sull’utilità della colpa e che ci rende consapevoli dell’importanza di smettere di incolparsi per tutto.
Essere perfezionisti è positivo, ma è necessario saper trovare un termine medio. In caso contrario, la perfezione può diventare un vero e proprio castigo mediante il senso di colpa. Difficilmente ci accontenteremo di quello che facciamo, poiché la maggior parte delle volte troveremo una ragione o un motivo per migliorarlo.
Dunque, possiamo cercare di migliorare i nostri punti deboli, ma non fino al punto di ossessionarci con essi. Se arriviamo a questo pericoloso limite, potremmo ritrovarci consumati dalla colpa e dalla frustrazione.
Thomas Harris, il creatore del temuto Hannibal Lecter, afferma che “dare la colpa dei tuoi errori alla tua natura non cambia la natura dei tuoi errori”. Frase che ci invita a riflettere sull’utilità della colpa e che ci rende consapevoli dell’importanza di smettere di incolparsi per tutto.
Essere perfezionisti è positivo, ma è necessario saper trovare un termine medio. In caso contrario, la perfezione può diventare un vero e proprio castigo mediante il senso di colpa. Difficilmente ci accontenteremo di quello che facciamo, poiché la maggior parte delle volte troveremo una ragione o un motivo per migliorarlo.
Dunque, possiamo cercare di migliorare i nostri punti deboli, ma non fino al punto di ossessionarci con essi. Se arriviamo a questo pericoloso limite, potremmo ritrovarci consumati dalla colpa e dalla frustrazione.
“Nessun carico di sensi di colpa può cambiare il passato e nessun carico di preoccupazioni può cambiare il futuro.”
Come smettere di incolparsi per tutto
Smettere di incolparsi per tutto è una pratica che dobbiamo tenere in considerazione. Tutto quello che ci accade e che consideriamo negativo non sempre vede noi stessi come origine. Occorre saper studiare nel dettaglio la situazione, in modo da poter migliorare il nostro benessere personale. Tuttavia, serve a poco perdere il nostro tempo ricordando a noi stessi che siamo i colpevoli dell’accaduto.
Se non usciamo dal circolo vizioso dell’autocolpevolizzazione costante, entreremo in un vortice da cui sarà difficile uscire. Questo è quanto afferma lo psicologo spagnolo Arturo Torres, che ci offre una serie di strategie grazie alle quali smettere di incolparsi per tutto quello che succede.

Se riusciamo a smettere di sentirci in colpa per tutto quello che ci accade, potremo affrontare la vita con un atteggiamento positivo e costruttivo. Questo non significa che non si debba essere coscienti delle conseguenze dei propri atti, semplicemente che ci si assuma le proprie responsabilità per agire in modo costruttivo, cercando soluzioni invece di concentrarsi sul problema. A tal proposito, oltre ad adottare queste strategie, è importante modificare le proprie condotte e il modo in cui ci si relazione con l’ambiente circostante.
Relativizzare l’importanza che la colpa
Possiamo essere responsabili di un evento negativo, ma questo non significa che dobbiamo sentirci eternamente in colpa. È probabile che il senso di colpa perduri nel tempo, ma non dobbiamo assolutamente martirizzarci all’infinito. L’ideale è adottare una prospettiva di apprendimento dell’accaduto ed evitare di commettere nuovamente lo stesso errore.
Se riusciamo a imparare dall’errore, dunque, interiorizziamo la lezione e relativizziamo la colpa. Non serva a niente colpevolizzarci in modo costante, non abbiamo alcun motivo di farlo e non è neanche logico. Invece, possiamo chiederci cos’è successo, qual è stato l’agente scatenante del peggioramento della situazione e cosa possiamo fare per migliorarla.
Dobbiamo considerare la colpa come un fattore di apprendimento, mai come una condanna eterna. Per un po’ di tempo è normale stare male, ma questa sensazione non deve durare per tutta la vita.
Analisi dei punti forti e deboli
Nessuno è perfetto. Può sembrare un luogo comune, ma è così. È conveniente conoscere i propri punti di forza, in cosa si è bravi, ma anche le proprie debolezze, in cosa si può fallire con maggiore facilità.
A quanto pare, e per ricorrere un altro stereotipo, non possiamo fare tutto bene, tutto alla perfezione. Questa è una realtà che dobbiamo accettare quanto prima. Se ce ne ricordiamo e sappiamo cosa facciamo bene e cosa no, sapremo cos’è nostra responsabilità e in quali occasioni dovremmo fare uno sforzo maggiore.
Se abbiamo davanti un ostacolo complicato e ne siamo consapevoli, sapremo evitarlo o almeno prenderemo in considerazione le possibilità di azione a disposizione. Se per orgoglio o testardaggine non lo facciamo, dovremo assumerci le responsabilità di aver preso la decisione di non fare nulla.

Riflettere sul proprio comportamento con gli altri
In presenza degli altri è comune che le persone che si sentono sempre in colpa adottino atteggiamenti di disprezzo e svalutazione di se stesse. Tendono ad assumersi la colpa in modo frequente, anche se non hanno niente a che vedere con quanto successo. In questo modo, accetteranno qualsiasi attribuzione di colpa e accusa che provenga dagli altri e si comporteranno in modo sommesso per le loro scarse abilità assertive.
È importante riflettere sull’accaduto e sul grado di responsabilità di ciascun presente. Così come è fondamentale mettere in discussione le accuse rivolte, dato che è molto facile cadere nella trappola di attribuirci la colpa se abbiamo un’autostima bassa e che anche gli altri lo facciano se esiste un possibile colpevole.
“Porti ciascuno la sua colpa e non ci saranno colpevoli”.
Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.

Revisionato e approvato da lo psicologo Sergio De Dios González







