Stabilire confini salutari: 4 modi per riuscirci

21 Maggio 2020
Stabilire confini salutari con le persone che ci circondano è sinonimo di salute mentale. Un modo per sentirci più assertivi di fronte ai ricatti emotivi e qualunque forma di manipolazione psicologica.

Stabilire confini salutari, ben chiari e precisi, equivale a mantenere una buona salute mentale. Non solo: i nostri rapporti interpersonali miglioreranno, mettendo bene in chiaro cosa è e cosa non è per noi ammissibile. Questo esercizio quotidiano permette inoltre di mettere in chiaro la propria identità, i propri valori e di esercitare un’assertività altamente efficace, con la quale sentirsi sicuri in qualunque situazione.

Ora, bisogna ricordare che i limiti personali sono una strada a doppio senso. Nel momento in cui gli altri identificano e hanno ben chiaro la nostra direzione, il resto seguirà il suo cammino con rispetto millimetrico. Tuttavia, come ben sappiamo, questo non sempre si verifica.

Che ci piaccia o no, esisterà sempre quel profilo abile a invadere gli spazi altrui e a mettere in dubbio le frontiere psicologiche ed emotive. Per questo motivo non basta solo delimitare quelle barriere personali, bisogna anche saperle tenere in piedi, fondamentale affinché il resto degli investimenti nella nostra salute mentale dia i suoi frutti.

Proprio questo è quanto spiegato da Edward T. Hall e Robert Sommer. Questi antropologi e psichiatri sono stati tra i pionieri dello studio dello spazio personale. Le loro ricerche, iniziate nel 1969, ci parlano già di quei limiti entro cui si muove una persona e in cui abita qualcosa di più di un territorio fisico.

È un luogo in cui ci sentiamo protetti dal punto di vista fisico, mentale ed emotivo, un rifugio in cui nessuno può ferirci con i suoi commenti o con i suoi comportamenti. Eppure, per quanto ci sembri importante, questi esperti hanno svelato che nella nostra quotidianità spesso vengono disegnate frontiere, barriere che non sempre proteggiamo con l’attenzione e le risorse necessarie per non cadere. Vediamo a seguire come riuscirci.

Buone recinzioni fanno buoni vicini.

-Robert Frost-

Stabilire confini salutari

4 strategie per stabilire confini salutari

1. L’onestà: l’ossigeno dei confini salutari

L’onestà è un atteggiamento spinto dall’intenzione di verità e di trasparenza. Niente è così necessario per giungere a limiti personali solidi e sicuri da includere nel nostro cassetto personale di condotte o disposizioni. Per riuscirci, dobbiamo tenere conto dei seguenti punti:

  • L’impossibilità di stabilire confini salutari se non mettiamo in chiaro in anticipo che violarvi avrà delle conseguenze. Per esempio, nell’ambito di una relazione affettiva, il partner deve capire che se minerà la nostra autostima, i nostri valori e la nostra dignità, quel legame verrà meno.
  • Cerchiamo di essere coerenti. È difficile pretendere che gli altri non violino i nostri confini quando noi per primi non lo facciamo oppure che non si perdano quando le sanzioni che imponiamo non sono proporzionate alle azioni da loro perpetrate.
  • Essere onesti implica, inoltre, la capacità di mantenere un equilibrio tra ciò che si dice e ciò che si fa, tra quello che si chiede e quello che si offre.

Al tempo stesso, i confini salutari richiedono un lavoro di esecuzione e di tutela. Non vale cedere, non vale lasciare aperta una fessura attraverso cui possa penetrare un ricatto e intrufolarsi quella richiesta alla quale diremo “sì” piuttosto che un secco “no”.

2. Stabilire dei confini salutari a prova di microaggressioni

Le microaggressioni sono come gocce di cianuro in cui finiamo per diluire la nostra quotidianità quasi senza accorgercene. Ci riferiamo alla frase sarcastica di un amico, a un commento maschilista, ma “divertente”, con cui si finisce per ridere; è quello scherzo camuffato da affetto che facciamo al partner o persino quel commento di nostra madre che non fa altro che giudicarci…

Tutti questi esempi sono in realtà i sottili pungiglioni delle microaggressioni quotidiane. Se vogliamo passare in rassegna una dopo l’altra quelle piccole scosse, quelle piccole spine che ci pungono un giorno sì e l’altro pure, arriverà anche un momento in cui il dolore farà la sua comparsa e così la ferita.

Non dobbiamo permetterlo: è necessario stabilire dei confini salutari e solidi, attraverso i quali le aggressioni non possono penetrare, a prescindere dalla portata delle stesse.

Bambino attraversa confini

3. Siamo responsabili di noi stessi: rispettiamoci ogni giorno

Tutti noi pretendiamo rispetto dagli altri, ma rispettiamo noi stessi? Per quanto possa sorprenderci, la risposta è chiara: non sempre.

  • Gli psicologi dell’Università della Virginia, Timothy D. Wilson ed Elizabeth W. Dunn, nel 2004 hanno condotto uno studio in cui hanno evidenziato che uno dei principali errori della popolazione in campo psicologico è non lavorare sull’autoconoscenza.
  • Se non siamo in grado di approfondire questa architettura privata di bisogni, desideri, fragilità, paure e identità, difficilmente potremo stabilire dei limiti solidi per proteggerci dagli altri. Perché cosa devo proteggere se non so quali sono le caratteristiche che mi definiscono, cosa è per me ammissibile o cosa mi ferisce o mi fa indignare?

Questo compito, quello dell’autoconoscenza, compete solo noi stessi. Se pretendiamo rispetto dagli altri, dobbiamo iniziare rispettando noi stessi, ascoltando la nostra voce interiore per sapere di cosa abbiamo bisogno. 

4. Il distacco per esercitare il proprio spazio psichico

Spesso facciamo fatica a dire “no” a quella persona a noi cara, perché abbiamo con lei un legame affettivo. Dimensioni come la vicinanza, l’amicizia, l’affetto o persino il semplice rispetto nei confronti di qualcuno ci impediscono di stabilire confini salutari e solidi con facilità. Quasi senza sapere come, finiamo per cedere, dicendo di sì, quando avremmo voluto dire “no”, e scopriamo che certe persone finiscono per minare le nostre barriere.

Dobbiamo avere ben chiara una cosa: il modo migliore per creare uno spazio psicologico sicuro è il distacco. Stabilire una distanza tra i sentimenti o la lealtà affettiva rispetto alla nostra identità e alle nostre reali esigenze. Al tempo stesso, non possiamo mettere da parte un aspetto evidente: chi ci rispetta davvero non invaderà mai né minerà le nostre barriere emotive e psicologiche.

Stabilire confini salutari e affetti

Come possiamo vedere, una volta fissati dei confini salutari, dobbiamo concentrarci prima di tutto sul lavoro su noi stessi. L’autoconoscenza, l’esercizio dell’autostima, dell’autoresponsabilità e il distacco sono gli ingredienti fondamentali con cui possiamo creare un rifugio sicuro a prova di intrusione.

  • Wilson, T. D., & Dunn, E. W. (2004). Self-Knowledge: Its Limits, Value, and Potential for Improvement. Annual Review of Psychology55(1), 493–518. https://doi.org/10.1146/annurev.psych.55.090902.141954
  • Katherine, A. (2000). Where To Draw The Line: How To Set Healthy Boundaries Every Day. New York: Fireside.