Teoria della preparazione di Seligman

Siamo filogeneticamente progettati per temere alcuni stimoli più di altri? Secondo Seligman, sì. Scopriamo cosa dice la sua teoria.
Teoria della preparazione di Seligman

Ultimo aggiornamento: 24 luglio, 2021

Le fobie sono reazioni di paura spropositata dinnanzi a stimoli inoffensivi oppure a stimoli non del tutto inoffensivi, ma comunque gestibili. Riguardo al modo in cui sviluppiamo e manteniamo nel tempo le fobie, esiste un’ampia varietà di teorie, tutte in parte comprovate. Perché alcune fobie sono più comuni di altre? Lo spiega la teoria della preparazione.

Secondo la teoria della preparazione di Seligman siamo programmati per temere alcuni stimoli più di altri. Questo postulato si basa su due concetti principali: la preparazione e la predisposizione all’acquisizione di fobie, concetti che approfondiremo nel corso dell’articolo.

La teoria della preparazione: caratteristiche generali

Seligman elabora la sua teoria della preparazione in risposta alla teoria dell’equipotenzialità, secondo cui tutti gli stimoli sono equamente influenzabili. A questo proposito, Seligman afferma che siamo filogeneticamente programmati per temere alcuni stimoli più di altri.

Ciò significa che siamo preparati a condizionare determinati stimoli molto più facilmente di altri. E questo grazie a un processo evolutivo, risultato dell’esigenza degli organismi di adattarsi all’ambiente.

Ecco perché è più facile per noi temere stimoli pericolosi, che minacciano la sopravvivenza della specie anziché stimoli inoffensivi.

La teoria della preparazione.

Caratteristiche delle fobie

Seligman affermava che le fobie si distinguono per quattro caratteristiche principali:

  • Selettività: le fobie sono limitate a un determinato tipo di stimoli (determinate situazioni o stimoli che spaventano più di altri). Questo aspetto sembra sia correlato alla sopravvivenza della specie.
  • Facile acquisizione: le fobie possono essere acquisite in una sola volta.
  • Resistenza all’estinzione. Uno degli aspetti più caratteristici delle fobie fa riferimento alla resistenza all’estinzione propria delle risposte condizionate da stimoli che in genere etichettiamo velocemente come pericoli, rispetto a quegli stimoli che richiedono di essere testati più volte.
  • Irrazionalità. Una delle caratteristiche delle fobie è la sproporzione o mancanza di armonia tra pericolo reale dello stimolo e la risposta all’ansia.

Concetti principali: preparazione e predisposizione

Da una parte c’è la preparazione, che si concentra sui processi evolutivi della specie. A seconda del grado di preparazione degli stimoli ai condizionamenti, possiamo individuare tre tipi di stimoli:

  • Preparati. Si tratta di quelli biologicamente disegnati per essere acquisiti in quanto pericolosi e nocivi. Questa forma di apprendimento può avvenire in automatico oppure è sufficiente un solo episodio.
  • Impreparati o non preparati: si tratta di quegli stimoli che non vengono acquisiti automaticamente in quanto pericolo, ma che per diventare tali richiedono diverse prove di associazione o di condizionamento.
  • Contrapposti. Parliamo di quegli stimoli che è impossibile apprendere come nocivi, nonostante i continui test di associazione.

E poi c’è la predisposizione, che indica tratti propri dell’individuo e del suo sviluppo ontogenetico e che la rendono più predisposta a un determinato tipo di fobia.

L’estensione della teoria della preparazione del gruppo Öhman

Il gruppo di Ohman ha esteso la teoria della preparazione, facendo una distinzione tra le fobie, a secondo che la loro origine fosse filogenetica o evolutiva. Inoltre, si fa una distinzione tra paure comunicative e paure non comunicative.

Le paure non comunicative sono quelle che non hanno né una funzione sociale né una comunicativa. Le paure comunicative, invece, sono quelle che svolgono una funzione sociale tra specie, che trasmettono un messaggio tra specie.

Nel gruppo delle paure comunicative possiamo trovare le fobie animali o interspecifiche -comuni tra le diverse specie- e le fobie sociali, o intraspecifiche.

Le paure animali (interspecie) hanno origine dal sistema comportamentale di difesa contro i predatori e generano risposte di evitamento o di fuga, scatenando processi automatici. Questa risposta genera un forte attivazione del sistema nervoso autonomo simpatico.

Le paure sociali (intraspecie) sono quelle che nascono da processi di dominanza-sottomissione, nel contesto della specie stessa. Visto che sono coinvolte in processi meno automatici, più riflessivi, danno origine a risposte che dipendono da processi controllati, e non sempre producono risposte di attivazione simpatica.

Aracnofobia attacco.

Un ottimo esempio di teoria della preparazione: l’effetto Garcia

Saligman visse sulla propria pelle l’effetto Garcia e spiega per quale motivo rifiutiamo un alimento che a un certo punto della nostra vita non ci è piaciuto. Questa avversione condizionata verso un sapore si attiva a seguito di un singolo evento o di una sola prova (facile acquisizione) ed è sufficiente ad alimentare l’evitamento in risposta. Inoltre, si protrae nel tempo (la resistenza all’estinzione di cui parlava Seligman).

Nel corso delle loro ricerche, Garcia e Koelling scoprirono che non tutti gli stimoli si lasciavano condizionare con la stessa facilità. Ad esempio, un mal di stomaco può essere facilmente associato a un alimento o a una bevanda, ma è molto difficile associarlo a uno stimolo di altra natura, come ad esempio un tipo di luce o un suono.

Oltre a dare un nome a questa scoperta, Seligman subì l’effetto Garcia sulla sua stessa pelle. La sua esperienza, in effetti, dimostra che questa associazione tra cibo e mal di stomaco è talmente forte e resistente all’estinzione che neppure la ragione può avere la meglio su questa e su altre fobie (irrazionali).

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