Teoria dello stress di Lazarus

Parliamo di una delle spiegazioni dello stress più dettagliatae in psicologia: la teoria dello stress di Lazarus.
Teoria dello stress di Lazarus

Ultimo aggiornamento: 13 aprile, 2022

La teoria dello stress di Lazarus è un modello esplicativo della relazione tra stress e pensiero sviluppato da Richard S. Lazarus nel 1966.

Questa proposta teorica analizza i processi cognitivi che sorgono in una situazione stressante. Allo stesso modo, sottolinea che il modo in cui si affrontano queste situazioni dipende principalmente dal contesto.

Il modello proposto dalla teoria dello stress di Lazarus ha come asse l’interazione del soggetto con l’ambiente. La persona deve affrontare le richieste che gli vengono poste dal suo ambiente su base continuativa.

Sarà in grado di farlo in modo adeguato se valuta la situazione in modo tale da non destabilizzarsi.

Richard S. Lazarus suggerisce anche che esistono diverse strategie per affrontare lo stress. Alcune sono più efficaci, mentre altre non risolvono il disagio che si prova.

“Nessuna passione priva con la stessa efficacia della paura la mente del suo potere di agire e di ragionare.”

-Edmund Burke-

Ragazza stressata con gli occhi chiusi.

Teoria e impegno dello stress di Lazarus

Secondo la teoria dello stress di Lazarus, l’ambiente sociale pone richieste all’individuo, che si sente sopraffatto da esse in vari modi.

Tutto dipende dal significato che si dà alla domanda esterna, dalla propria storia, dalle relazioni attuali e dalla posizione sociale.

Ciascuno può far fronte a queste richieste in modo soddisfacente o meno, a seconda della valutazione fatta della situazione, della pianificazione di azioni legate agli obiettivi e della mobilitazione o attuazione di tali comportamenti, sulla base di un piano precedente.

Se la persona giudica irrilevante la domanda esterna, questa non viene vissuta come un impegno e non dà luogo a una risposta emotiva.

Se invece la ritiene rilevante, la vive come un impegno che sconvolge in una certa misura i suoi equilibri.

In questo modo sorge lo stress e il primo effetto di ciò è che l’individuo fissa la sua attenzione sulla domanda esterna a cui dà il senso di impegno.

Ciò porta a un processo di valutazione della situazione e di preparazione per offrire una risposta adattiva.

I processi di valutazione della situazione stressante

Secondo la teoria dello stress di Lazarus, di fronte a una situazione stressante, gli individui formulano due valutazioni.

La prima è la valutazione primaria; il soggetto stabilisce che il suo benessere è compromesso, perché non soddisfare la domanda rappresenta un rischio.

Questo porta poi alla valutazione secondaria. Si tratta di una valutazione che il soggetto fa delle risorse a disposizione per rispondere alla domanda individuata.

In questo modo decide se è in grado di far fronte a quanto gli viene richiesto oppure no. Sulla base di entrambe le valutazioni la situazione può essere interpretata come:

  • Sfida. La persona ritiene di avere le risorse per fornire una risposta soddisfacente alla domanda esterna. Genera sentimenti di efficacia e realizzazione.
  • Minaccia. Il soggetto pensa di non disporre delle risorse per rispondere alla domanda. Dà origine a una risposta ansiosa che, a sua volta, compromette o diminuisce la capacità affrontare la situazione. Provoca risposte che vanno dalla paralisi all’attuazione di altre strategie attive, ma altrettanto inefficaci.

Meno l’individuo si sente in grado di rispondere alla domanda, più diminuisce la sua capacità di problem solving. Ecco perché si parla di processo autosufficiente che provoca inefficienza.

Donna esausta e teoria dello stress di Lazarus.

Strategie di coping

Secondo la teoria dello stress di Lazarus, le possibili strategie di coping in una situazione stressante sono le seguenti :

  • Confronto. È un tentativo di rimediare alla situazione attraverso un’azione diretta, aggressiva o potenzialmente rischiosa.
  • Pianificazione. Consiste nel ragionare per sviluppare un piano d’azione e portarlo avanti in modo tale che avvenga qualche cambiamento.
  • Distanziamento. La persona cerca di allontanarsi dal problema o dalla richiesta, ignorandolo, negandolo o evitando che lo colpisca.
  • Autocontrollo. Più che autocontrollo è repressione, perché si cerca di inibire sentimenti ed emozioni, trattenerle per sé, autoregolarsi.
  • Cercare supporto. Significa rivolgersi a qualcun altro per aiutare a risolvere la situazione o scegliere la strada da seguire.
  • Accettazione di responsabilità. Implica identificarsi come la causa del problema.
  • Fuga-evitamento. Include atteggiamenti di evasione o illusori, sperando che un elemento esterno risolva il problema.
  • Rivalutazione positiva. Consiste nell’individuare gli elementi positivi che possono derivare dalla situazione.

L’uso di ciascuna delle strategie di coping dipende in gran parte dalla natura dello stimolo che genera lo stress, nonché dalle circostanze in cui si verifica. Alcuni preferiscono risposte più costruttive, mentre altri no.

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  • Ruiz, E. B., Maldonado, S. I. M., Valero, C. Z. V., Rodríguez, A. S., & Escobar, G. G. (2014). Emociones, estrés y afrontamiento en adolescentes desde el modelo de Lazarus y Folkman. Revista Intercontinental de Psicología y Educación, 16(1), 37-57.