The Rocky Horror Picture Show: rivoluzione e libertà sessuale

· 8 aprile 2018

The Rocky Horror Picture Show, ispirato al musical di Richard O’Brien e adattato per il cinema nel 1975 da Jim Sharman, è considerato un film di culto. La sua colonna sonora è un classico e il film aprì le porte del successo agli attori Susan Sarandon e Tim Curry.

The Rocky Horror Picture Show è un film insolito già nel suo genere, con ingredienti che spaziano dal comico alla fantascienza, la parodia dei B-Movie e i vecchi film horror. La sua atmosfera è improntata al mistero e al terrore, ma con una certa aria trash, surreale e comica che rende questa pellicola molto interessante.

Quando uscì nelle sale, non ricevette una grande accoglienza dal pubblico, ma con gli anni si consolidò come il mito che si è mantenuto fino a oggi. È un film da non prendere troppo sul serio, che ci trascina in un mondo carnevalesco e bizzarro. Può piacere o no, ma non lascia indifferenti. 

Via libera alla follia

Due labbra rosso fuoco cantano la sigla che dà inizio al film: un’introduzione a dir poco ipnotica, che ricorda le vecchie pellicole horror di serie B, ci cattura e ci attira verso quanto sta per accadere.

Vi è un narratore, il “criminologo”, lo stesso che ci avverte che stiamo per assistere a uno strano viaggio, totalmente fuori dagli schemi. Ci presenta una giovane coppia di fidanzati, Brad e Janet, tipico modello di ciò che veniva allora considerato “ben visto” e socialmente accettato. Tutto questo portato all’eccesso, perché ci troviamo di fronte a una storia dai toni tutt’altro che moderati.

I due fidanzati si sono promessi di non avere rapporti sessuali fino al giorno delle nozze; Al matrimonio di un amicomBrad chiede a Janet di sposarlo. I due personaggi sono volutamente ridicoli e la loro dichiarazione d’amore è così banale da avere un effetto  più comico che romantico. La coppia decide di andare a trovare un loro vecchio professore, il dottor Everett Scott, per dargli la felice notizia.

Durante il viaggio si imbattono in un forte temporale; impossibilitati a proseguire, persi e con una gomma bucata, vedono una luce e intravedono, con sollievo, la possibilità di chiedere aiuto. Niente di più lontano dalla realtà: il destino li conduce a uno strano e sinistro castello, abitato da personaggi singolari. 

Qui facciamo la conoscenza di Magenta e Riff Raff, due domestici del castello, di Columbia e il padrone di casa, il dott. Frank -N- Furter, scienziato travestito.

Frank -N- Furter, chiaro riferimento al dott. Frankenstein, invita i nuovi arrivati a una grande festa; sono capitati, infatti, in un giorno molto speciale perché sta per essere presentata al mondo la sua nuova creazione, Rocky, un giovane biondo e scultoreo.

Brad e Janet cercheranno disperatamente di capire la situazione, coinvolti in una festa surreale, circondati da extraterrestri provenienti dal pianeta Transexual della galassia Transylvania. Insomma, tutt’altro che normale.

The Rocky Horror Picture Show e la libertà sessuale

Il sesso è stato, per molto tempo, un argomento tabù e in alcuni contesti continua a esserlo ancora oggi. Il tema della repressione e della libertà sessuale occupa il ruolo principale di questo film, così come l’accettazione di omosessualità, bisessualità, transessualità.

Con un tono sempre ironico, Jim Sharman ci mostra un mondo alla rovescia, dove la normalità non è l’eterosessualità e in cui Brad e Janet, coppia modello per la nostra società, sono invece i diversi. È una lente che trasforma ciò che si considera “normale” in strano e normalizza il diverso.

È un gioco di contrasti, uno scontro brutale tra i due mondi, tra due estremi opposti. Dobbiamo tenere presente che il film è de 1975 e che per quegli anni era totalmente innovativo; fuori da ogni canone di allora, particolare ancora oggi. È un film che ha fatto da apripista all’esplorazione di nuove realtà e alla creazione di altri musical sul tema, come Priscilla, la regina del deserto.

La libertà sessuale è recente, arriva alla fine del XX secolo e resta ancora molto da fare, perché permangono i pregiudizi, i tabù e le discriminazioni contro omosessuali, bisessuali o transessuali. Ma è sempre stato così?

È curioso che, al giorno d’oggi, ci si scandalizzi ancora di fronte a Cinquanta sfumature di grigio; stupisce che faccia discutere e che venga visto come una novità del genere, quando già nel medioevo circolava la storia piccante di Rustico e Alibech nel Decameron di Boccaccio. 

O, ancora più agghiacciante, del XVIII secolo è il Marchese de Sade e le sue 120 giornate di Sodoma, in cui vengono descritti la tortura, il sesso, la coprofagia e tutto ciò che la mente umana può immaginare. Tutto questo viene esplorato a fondo da Michel Foucault nella sua opera in quattro volumi Storia della sessualità.

Se la sessualità è repressa, cioè destinata alla proibizione, all’inesistenza e al mutismo, il solo fatto di parlarne, e di parlare della sua repressione, ha un tono di trasgressione deliberata ”

-Michel Foucault, Storia della sessualità-

Dall’invisibilità al culto

Si potrebbe dire che in quel decennio il tema della sessualità si trovava in un momento di stasi e The Rocky Horror Picture Show fece ricorso alla parodia e alla musica per riaprire il dibattito. Il film fu quasi un flop e non fu proiettato in tutte le sale cinematografiche, ma con il tempo divenne un appuntamento immancabile.

Alcuni cinema non si limitavano a proiettare la pellicola, il pubblico aveva una parte attiva e recitava alcune scene. Infine, divenne una tradizione animata da attori in sala e dal pubblico in maschera.

Questa tradizione si è mantenuta fino ai giorni nostri; è possibile trovare il musical ancora in programmazione in alcuni cinema. Si organizzano serate in cui il pubblico continua a presentarsi travestito, tira il riso durante la scena del matrimonio o si copre la testa con un giornale quando Brad e Janet si trovano sotto il temporale. Sono attivi fan club: il culto è tramandanto di generazione in generazione.

Tim Curry- The Rocky Horror Picture Show

L’aspetto più sorprendente è che tutto questo non è frutto di un’operazione mediatica, ma del passaparola di chi ha cominciato a ballare il Time Warp durante la proiezione o a presentarsi truccato e travestito in sala.

Il successo di The Rocky Horror Picture Show è stato tale che nel 2016 è stato girato un adattamento per la tv (The Rocky Horror Picture Show: Let’s Do the Time Warp Again). Le principali novità sono state la partecipazione di Laverne Cox, attrice transessuale nel ruolo di Frank-N-Furter, e di Tim Curry, il Frank-N-Furter del 1975, nel ruolo del narratore. Anche la serie televisiva Glee ha reso omaggio al film in uno dei suoi episodi e potremmo ricordare molti altri esempi e citazioni a questo film di successo.

The Rocky Horror Picture Show è un musical che non ha fatto il suo tempo. Resta sempre di attualità perché sostiene una rivoluzione e una libertà sessuale di cui si sente ancora l’esigenza. È uno di quei film in cui si riesce a scoprire qualcosa di nuovo ogni volta. Ha creato un nuovo modo di andare al cinema e di fruirne. È senz’altro un film da vedere, almeno una volta nella vita.

“E strisciando sulla superficie del pianeta, degli insetti chiamati razza umana. Persi nel tempo. Persi nello spazio. E nel significato.”

–  Il criminologo, The Rocky Horror Picture Show-