The Wire e il mondo della criminalità

· 21 ottobre 2018

The Wire è una serie televisiva prodotta dalla HBO e trasmessa dal 2002 al 2008 per un totale di 5 stagioni. È ambientata a Baltimora, una città indipendente dello Stato del Maryland. Il creatore è David Simon, per anni giornalista di cronaca nera del quotidiano The Sun.

Ogni stagione si concentra su un aspetto diverso di Baltimora, dalla droga alla delinquenza, ma anche la situazione sociale di molti personaggi, l’attualità politica, le lotte interne alle organizzazioni di narcotrafficanti. The Wire offre una visione globale di tutti i ruoli coinvolti in questa realtà, dal piccolo consumatore alle più alte sfere politiche.

Il mondo di The Wire

L’eco degli spari al mattino, urla che lacerano l’aria, teste che fanno capolino dalle tende delle finestre e poi il nulla. Solo silenzio. Ognuno torna alla sua routine e ai suoi doveri. Chi abita in questo quartiere della periferia di Baltimora è abituato alla violenza quotidiana delle strade. La droga è onnipresente. I giovani iniziano fin da piccoli a lavorare per gli spacciatori perché è la loro unica possibilità.

“Fa parte del gioco”.

Frase di apertura, The Wire

Scena della serie tv The Wire

La polizia

La polizia lavora ogni giorno contro le bande organizzate, ma è uno sforzo inutile, non ha la possibilità di evolvere e di migliorare perché si scontra con un sistema gerarchico statico, un sistema basato sulla “catena di comando” e la cui unica preoccupazione è raggiungere le statistiche limite imposte dall’alto. In termini logistici, questo limita molto le operazioni della polizia, le quali risultano inefficaci e hanno sempre a che fare con lo stesso problema: il fattore sorpresa.

“Nessuno vince. Una banda perde solo più lentamente.”

Roland “Prez” Pryzbylewski, The Wire

La criminalità è alla base delle dinamiche tra polizia e delinquente: la prima non può agire se il secondo non ha i mezzi per delinquere; il delinquente troverà sempre nuovi modi per eludere le forze dell’ordine anche quando queste gli si serrano contro.

Si vuole dimostrare che è praticamente impossibile imporsi sulla criminalità. Sono i delinquenti a crearla e la polizia agisce in base alla sua evoluzione.

La politica e il contrabbando

La realtà di Baltimora riflette anche rivalità politiche. La lotta per il potere giustifica qualsiasi mezzo: corruzione, tangenti, appropriazione indebita di fondi pubblici, ecc. Sono tutti strumenti che alimentano l’inerzia di un circolo vizioso che segna il destino delle diverse situazioni rappresentate.

Le limitazioni imposte dall’alto sono una barriera per porre fine alla delinquenza organizzata e al traffico di droga, il che suggerisce che spesso le alte sfere politiche sono in realtà complici della criminalità, perché ne traggono direttamente o indirettamente beneficio. Tuttavia, la serie mette in evidenza un altro fenomeno: i politici che si nutrono del denaro delle bande criminali al tempo stesso impediscono loro di entrare a far parte dello stesso circolo, definendo chiaramente le rispettive posizioni.

“Il re rimane sempre il re.”

D’Angelo Barksdale, The Wire

The Wire racconta anche degli spacciatori di droga, dei contrabbandieri che la trasportano da un posto all’altro. Il porto di Baltimora è il principale punto di traffico. Le richieste che i sindacati muovono ai politici non vengono ascoltate, perciò spesso devono ricorrere ai furti o attività illegali per ottenere un incentivo che motivi il potere politico ad ascoltare ciò che hanno da dire.

“Affari, sempre affari…”

Il Greco, The Wire

Politico della serie tv The Wire

La scuola

L’istruzione è un’altra grande istituzione che fomenta la delinquenza legata alla droga. La standardizzazione dei corsi e delle lezioni, per cui l’assenteismo a scuola è normalità, fa capire che i giovani sono trattati come numeri che devono completare legalmente i compiti richiesti in modo che la scuola possa continuare a funzionare. In questo senso, l’unica preoccupazione è che gli alunni siano presenti il primo giorno di scuola e figurino nel registro delle presenze.

Si percepisce anche il bisogno di mantenere i corsi stabili ed equilibrati, perciò i ragazzi vengono promossi pur non avendo acquisito le competenze richieste, in quanto una bocciatura comporterebbe una destrutturazione e un investimento in termini di fondi e tempo che il sistema non è disposto ad affrontare.

I mezzi di comunicazione

La stampa viene presentata come mezzo subdolo e scorretto. I giornali devono costantemente alimentarsi di informazioni per restare a galla. Gonfiano le notizie, così da risvegliare l’interesse per la società e assicurarsi le vendite. La delinquenza e l’orientamento politico sono manipolati da mezzi di comunicazione il cui unico interesse è quello di continuare a ricoprire un ruolo di rilevanza.

“Una bugia non fa parte della storia. È semplicemente una bugia.”

Terry Hanning, The Wire

Poliziotti

The Wire racconta l’influenza del sistema e la sua incapacità di evolvere. È creato in modo da rimanere sempre uguale. Alla fine, tutto si traduce in un circolo di violenza e di potere per cui i più piccoli, date le circostanze sociali, devono adattarsi fin da subito a un mondo ostile.

Un ecosistema che affrontano con poche risorse e che li spinge direttamente in una realtà di violenza e distruzione. Sono stati gli adulti, prima di loro, a diventare ciò che sono e in futuro lasceranno ai più giovani il loro posto. È lo stesso sistema che li ha creati a farli soccombere alla violenza delle loro attività.

“Solo un gangster, suppongo.”

Avon Barksdale, The Wire