Tiziano: biografia del grande pittore veneziano

14 Luglio 2019
Tiziano è stato un pittore del tardo Rinascimento, acclamato in tutta Europa. I suoi dipinti monumentali e l'attenzione ai dettagli gli fecero guadagnare fama e fortuna. All'epoca della sua morte, la sua bottega era una delle più importanti al mondo.

Secondo i critici e gli storici d’arte, tra cui Arnold Hauser ed Ernst Gombrich, l’influenza dell’opera di Tiziano sull’arte è stata indubbiamente enorme. Fu riconosciuto, infatti, come un grande pittore fin dalla giovinezza.

Nei suoi ritratti, Tiziano approfondì il carattere umano, riuscendo a imprimerlo sulla tela. Le sue composizioni religiose abbracciano tutta la gamma delle emozioni, dal fascino delle sue giovani madonne alla tragica profondità della morte e della sepoltura.

Nei dipinti mitologici, catturò la gioia e l’abbandono del mondo pagano antico. Con i nudi di Venere (Venere e Adone) e il Danae (Danae con Nursemaide) stabilì uno standard di bellezza fisica ed erotismo mai più superato.

Tiziano fu celebre per la maestria nell’uso del colore; la sua opera ebbe una profonda influenza su innumerevoli generazioni future di artisti. Grandi maestri, come Rubens e Nicolas Poussin, gli resero omaggio imitandolo.

“Ma fra tutti risplende come sole fra piccole stelle Tiziano, non solo fra gli italiani, ma fra tutti i pittori del mondo.”

-Giovanni Lorenzo su Tiziano, 1950-

Deposizione di Cristo

Tiziano, infanzia e trasferimento a Venezia

La data esatta della nascita è sconosciuta, Tiziano Vecellio o Vecelli nacque tra il 1488 e il 1490, a Pieve di Cadore, un paese vicino a Belluno, in Veneto.

Trascorse i primi anni della sua vita in questa località. I genitori Gregorio e Lucia Vecellio ebbero cinque figli e Tiziano era il maggiore dei fratelli.

Suo padre fu un illustre consigliere e soldato. Prestò servizio come sovrintendente al castello di Pieve di Cadore, oltre a gestire le miniere locali per conto dei proprietari.

Molti dei parenti, incluso il nonno di Tiziano, erano notai. Per questa ragione, non sorprende che la famiglia del pittore fosse ben introdotta nella zona.

All’età di 10 anni, insieme al fratello Francesco, venne mandato a vivere dallo zio a Venezia. La vita in città avrebbe decretato la nascita di Tiziano come artista. Entrambi i fratelli entrarono come apprendisti nella bottega di un famoso mosaicista, Sebastiano Zuccato.

Pochi anni dopo, Tiziano entrò nella bottega del rispettato pittore veneziano Giovanni Bellini. In questo luogo, vide luce la prima generazione di pittori della scuola veneziana: Giovanni di Palma Serinalta, Lorenzo Lotto, Sebastiano Luciani, e Giorgio da Castelfranco detto Giorgione.

Prime opere del maestro

Si dice che l’affresco di Ercole, che si trova nel palazzo Morosini, fu una delle sue prime opere. Altre opere furono la Vergine col Bambino (detta Madonna zingarella), che si trova a Vienna insieme al Ritratto di Isabella d’Este; e la Presentazione di Maria al Tempio, nella Galleria dell’Accademia a Venezia.

Nel 1508, gli affreschi del Fondaco dei Tedeschi dipinti in collaborazione con un altro discepolo di Bellini, il Giorgione di Castelfranco, segnarono l’inizio della sua carriera. La ben riuscita collaborazione spiega anche perché è difficile distinguere lo stile dei due artisti nei primi anni del XVI secolo.

Di questi affreschi sopravvivono solo degli scarsi frammenti. Per questo incarico, la scena principale assegnata a Tiziano era l’Allegoria della giustizia.

I due giovani maestri sono anche riconosciuti come i leader della nuova scuola di “arte moderna”. Questo tipo di arte veniva associato a una pittura realizzata in maniera più flessibile, cioè liberato dalla simmetria e dai resti di convenzioni ieratiche che si trovavano ancora nelle opere di Giovanni Bellini.

Dopo la morte prematura di Giorgione nel 1510, Tiziano continuò a dipingere seguendo la sua tradizione per qualche tempo. Tuttavia, il suo stile sviluppò ben presto una forte identità, fatta di pennellate audaci ed espressive.

La prima commissione indipendente di Tiziano furono gli affreschi dei tre miracoli di Sant’Antonio da Padova, nel 1511. Secondo diversi critici d’arte, la migliore composizione è il Miracolo del neonato.

Formazione e fama di Tiziano

L’ormai vecchio Giovanni Bellini morì nel 1516, lasciando Tiziano senza rivali nella scuola veneziana. Per sessant’anni fu il maestro indiscusso della pittura veneziana. Tiziano succedette al suo maestro Giovanni Bellini e, per questo, iniziò a ricevere una pensione dal Senato.

“Evitai deliberatamente gli stili di Raffaello e Michelangelo perché ero ambizioso con una distinzione superiore a quella di un imitatore intelligente.”

-Tiziano-

In questo periodo (1516-1530), che corrisponde alla massima maturità artistica, lo stile dell’artista cambiò e si perfezionò. Passò dallo stile “giorgionesco” a temi più ampi e complessi e, per la prima volta, si cimentò nello stile monumentale.

Nel 1518, produsse per l’altare maggiore della chiesa dei Frari il suo famoso capolavoro l’Assunta, tuttora in loco. Quest’opera straordinaria, realizzata in grandi dimensioni, caso raro per l’Italia, suscitò grande stupore.

Il nome di Tiziano risplendeva sempre di più, e la fama non tardò ad arrivare; nel 1521, l’artista era al culmine della popolarità. E sebbene fosse noto da tempo, da quel momento in poi gli acquirenti furono sempre più interessati al suo lavoro.

A questo periodo appartiene una delle sue opere più straordinarie, Il Martirio di san Pietro (1530), che purtroppo andò distrutta nel 1867. Di questa immagine rimangono solo copie e incisioni. Quest’opera mostra una violenza estrema unita al paesaggio, composto principalmente da un grande albero che campeggia nella scena e sembra accentuare il dramma in un modo che preannuncia il barocco.

L’artista continuò contemporaneamente la sua serie di piccole Madonne, che ambientò in splendidi paesaggi che servivano come immagini di genere e pastorali poetici. Questo fu anche il periodo delle grandi scene mitologiche. Tra queste possiamo evidenziare i famosi Baccanali che si trovano a Madrid, nel Museo del Prado. Sono queste, forse, le produzioni più pregevoli della cultura pagana nel Rinascimento.

Amore sacro e amore profano di Tiziano

La vita agiata di Tiziano

L’incontro di Tiziano con l’imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V, a Bologna nel 1530 sarebbe divenuto l’evento determinante nella sua vita. In questa occasione, il pittore realizzò un ritratto a grandezza naturale dell’Imperatore (andato perduto), un primo esempio di quello che era ancora un genere estremamente innovativo all’epoca.

Ben presto, divenne il pittore principale della corte imperiale; In questo modo, ottenne innumerevoli privilegi, onori e persino titoli. Da quel momento, fu il pittore più richiesto nelle corti d’Europa.

Riuscì a conquistare l’ammirazione e la stima dei potenti non solo per la bellezza della sua pittura, ma anche per l’impostazione e raffinatezza concettuale con cui costruiva i suoi dipinti.

Prova della sua fama è l’alto numero di ritratti firmati da Tiziano conservati nelle collezioni di personaggi potenti. Nessun altro pittore del tempo dipinse tanti ritratti come Tiziano, sebbene si creda che fossero gli allievi del maestro a dipingere questi quadri.

“Non sono i colori vivaci, è un buon disegno che rende belle le figure.”

-Tiziano-

Tiziano ricevette una pensione da D’Avalos, marchese del Vasto, e un’alta rendita da Carlo V, dalla tesoreria di Milano. Un’altra fonte di profitto fu un contratto ottenuto nel 1542 per fornire il grano a Pieve di Cadore. La sua città natale, che visitava quasi ogni anno, e dove era considerato generoso e influente.

Possedeva la sua villa preferita sulla vicina collina di Manza, da cui poteva effettuare le sue osservazioni sulla forma e l’effetto del paesaggio. Il cosiddetto mulino di Tiziano, sempre riconoscibile nei suoi studi, si trova a Collontola, vicino a Belluno.

Vita personale

Nel 1525 sposò una donna di nome Cecilia, figlia di un barbiere. L’unione legittimò il suo primo figlio, Pomponio, e altri due, tra cui il favorito di Tiziano, Orazio, che divenne il suo assistente.

Intorno al 1526, divenne amico e, ben presto estremamente intimo, di Pietro Aretino. Pietro era una figura influente e audace, stranamente molto in vista nelle cronache del tempo. Tiziano inviò un suo ritratto a Gonzaga, Duca di Mantova.

Dopo la morte di Cecilia nel 1530, Tiziano si risposò e divenne padre di una figlia, Lavinia, ma anche la sua seconda moglie morì. Si trasferì insieme ai figli e sua sorella Orsa lo raggiunse per prendersi carico della casa.

Tiziano aveva circa 90 anni quando la peste scoppiata a Venezia lo portò alla morte il 27 agosto 1576. Era un uomo estremamente longevo per il suo tempo e fu l’unica vittima della peste a Venezia che ricevette una sepoltura ecclesiastica. Fu sepolto nella chiesa dei Frari (Santa Maria Gloriosa dei Frari).

La sua tomba era vicina al suo famoso dipinto la Madonna di Ca’ Pesaro. Non esisteva alcun monumento che la indicasse fino a quando, molto tempo dopo, i governanti austriaci di Venezia commissionarono al Canova il grande monumento ancora visibile.

I suoi dipinti religiosi furono veri e propri paradigmi del dipinto devozionale, dalla capacità come nessun altro di “muovere gli affetti” dei fedeli. Allo stesso tempo, la sua produzione mitologica lo rese il pittore erotico per eccellenza, dotato di grande capacità di smuovere certi animi.

  • Checa, F., & Serraller, F. C. (1994). Tiziano y la monarquía hispánica: usos y funciones de la pintura veneciana en España (siglos XVI y XVII). Madrid: Nerea.
  • Portús Pérez, J. (1992). Entre el divino artista y el retratista alcahuete: el pintor en la escena barroca española.
  • Mancini, M., & Cremades, F. C. (2009). Ut pictura poesis: Tiziano y su recepción en España. Madrid: Universidad Complutense de Madrid.