Ulric Neisser, padre della psicologia cognitiva

Ulric Neisser è una delle figure più importanti della psicologia contemporanea. È noto per i suoi approfonditi studi sulla memoria e sui processi cognitivi. Le sue idee sono considerata tuttora valide.
Ulric Neisser, padre della psicologia cognitiva

Ultimo aggiornamento: 28 luglio, 2021

Ulric Neisser è considerato il padre della psicologia cognitiva. Quest’ultima è una corrente che studia i processi mentali coinvolti nella cognizione. Egli compare al 32° posto della Review of General Psychology del 2002 (un sondaggio che si svolge periodicamente) tra gli psicologi più menzionati del XX secolo.

Ulric Neisser ha dedicato gran parte della sua vita allo studio della memoria, pur senza trascurare altri processi mentali. I suoi contributi in questo campo sono importantissimi. Di fatto, molte delle sue teorie sono tuttora valide in ambito psicologico.

A partire dalla iniziale adesione ai principi della Gestalt, lo psicologo e ricercatore tedesco ha sviluppato nel tempo un percorso del tutto personale. Nel 1967 pubblica Psicologia cognitivista, opera che ha sancito il suo pensiero e lo ha condotto alla fama.

Curiosamente, sebbene sia considerato il fondatore della psicologia cognitiva, di fatto l’ha aspramente criticata in un lavoro del 1976, Conoscenza e realtà.

“Prestare attenzione non consiste solamente nell’analizzare attentamente; ma è piuttosto un atto costruttivo… Ciò che costruiamo possiede solo le dimensioni che gli abbiamo attribuito”.

-Ulric Neisser-

Ulric Neisser, le origini

Neisser nacque a Kiel (Germania) l’8 dicembre del 1828. Suo padre, Hans Neisser, era un brillante e operoso economista, il quale, prevedendo la scalata al potere di Hitler, nel 1933 emigrò prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti.

La madre, Charlotte Neisser, era una sociologa molto attiva all’interno del movimento femminile tedesco. Di educazione cattolica, si convertì all’ebraismo per sposare il marito. Ebbe due figli: Ulric e la figlia più grande di quattro anni, Marianne. Tutti insieme vissero stabilmente negli Stati Uniti.

La famiglia si integrò perfettamente nella società che li accolse, nonostante qualche pregiudizio legato all’origine tedesca. Il padre si appassionò al baseball e, secondo alcuni, ciò pare abbia influenzato gli interessi del figlio. Ulric viene descritto come un bambino paffutello, di buon umore e dall’intelligenza pratica.

Gli anni della formazione

Ulric Neisser si formò come psicologo all’Università di Harvard. Nel 1950 si laureò con il massimo dei voti. Dal padre, eredita la passione per il baseball nonostante non abbia mai dimostrato una grande attitudine per questo sport. In diversi casi affermò che fu proprio questa passione ad avvicinarlo alla Gestalt, che all’epoca era una corrente psicologica tra le meno note.

Nel 1952 ottenne il master allo Swarthmore College, uno dei templi della Gestalt. Nel 1956 ottenne invece il dottorato ad Harvard, con una tesi su un argomento piuttosto insolito: la psicofisica. Lavorò per un anno come professore nella stessa università e successivamente in altre istituzioni accademiche per poi stabilirsi a Cornell.

In quegli anni, alcune delle più importanti figure della psicologia, come George A. Miller, Hans Wallach e Abraham Maslow ebbero grande influenza su di lui. Ebbe anche un incontro decisivo con un giovane informatico di nome Oliver Selfridge, il quale lo introdusse al tema dell’intelligenza artificiale. In seguito, lavorò all’Università della Pennsylvania, dove scrisse il suo capolavoro.

Puzzle della mente umana.

I contributi di Ulric Neisser

I maggiori contributi di Neisser riguardano il campo della memoria. Egli teorizzò e sperimentò un concetto tuttora valido: la memoria umana è una ricostruzione dei fatti e non la fotografia istantanea di ciò che accade. In tal senso, la memoria umana è un processo creativo, al contrario di ciò che avviene nelle macchine. Di fatto, utilizza i ricordi rielaborandoli, anziché riprodurli con estrema fedeltà.

A Neisser si deve anche il concetto di memoria episodica, legata ai ricordi autobiografici. Essa, insieme alla memoria semantica, costituisce la memoria dichiarativa; anche nota come memoria esplicita, la quale consente di evocare eventi specifici, al contrario della memoria procedurale, nella quale vengono ricordati i modi di fare.

Nell’elaborazione delle sue teorie, Neisser si è sempre avvalso di casi o studi sperimentali. Il concetto di memoria episodica è stato elaborato a partire dall’analisi delle sue conversazioni sul Watergate con John Dean, l’assistente di Richard Nixon.

Celebri sono i suoi studi sui ricordi delle persone in relazione al terremoto avvenuto in California nel 1986 e al disastro dello Space Shuttle Challenge.

Malato di Parkinson, muore il 17 febbraio del 2012, a New York. In definitiva, Ulric Neisser ha dato forma e corpo alla psicologia cognitiva, una delle correnti fondamentali della psicologia contemporanea.

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Attualmente la psicologia cognitiva rappresenta una delle correnti terapeutiche più influenti ed efficaci per il trattamento dei disturbi mentali.



  • Martínez-Freire, P. F. (2003). Concepciones cognitivas del ser humano. Contrastes. Revista Internacional de Filosofía.