Un cortometraggio sul potere dell’intelligenza emotiva e l’amicizia

· 21 marzo 2016

Il cortometraggio “Monsterbox” darà piacere ai vostri sensi e ammalierà i vostri cuori. Scene dai colori ipnotici, musiche deliziose e svariati personaggi come tributo all’immaginazione, alle emozioni e all’amicizia. Per questo motivo, se avete un bambino, vi invitiamo a guardarlo insieme.

Forse conoscete già altri cortometraggi in omaggio all’intelligenza emotiva, ma stiate certi che “Monsterbox” è molto più di questo: è un tributo all’amicizia, a quelle connessioni che si creano attraverso la magia, la pazienza, la sorpresa… il tutto legato all’intelligenza emotiva.

L’amicizia non sarebbe possibile senza un’adeguata Intelligenza Emotiva. È la fiamma che alimenta le emozioni capaci di interpretare gesti, quelle che danno vita ad emozioni nobili, che riescono a fomentare un sincero interesse verso colui che, seppur in apparenza diverso da noi, possiede in realtà un cuore identico al nostro.

In molti tendono a vantarsi di conoscere il significato della parola amicizia. Tuttavia, non è scontato che riescano a mantenere a lungo una relazione autentica, positiva. I legami si rompono, appassiscono e svaniscono senza che se ne sappia il motivo preciso.

In realtà, il mondo è pieno di persone che basano la propria esistenza su se stesse e il proprio punto di vista, in modo piuttosto egoista, convinte che tutto debba combaciare con il loro “puzzle personale”.

Monsterbox ci invita a riflettere a fondo su questo tema. Vedrete apparire moltissime creature che non sembrano “combaciare” le une con le altre, eppure lo fanno. Neppure i protagonisti della storia, una bambina e un anziano, sembrano avere molto in comune, e invece…

La “scatola dei mostri”

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E voi…quanti amici avete? Di che colore sono? Hanno le corna, gli zoccoli, volano? Sono più o meno grandi di voi? Se si rivolgono queste domande ad un bambino, probabilmente scoppierà a ridere. Tuttavia, guidato dalla sua innocenza, ammetterebbe subito di non aver alcun problema a stringere amicizia con simili creature.

Tendiamo a focalizzare i nostri sforzi sulla ricerca di persone dalle caratteristiche affini alle nostre. Eppure, a volte, le somiglianze non arricchiscono; due persone sono sono unite non dall’età, il colore della pelle o i propri gusti, bensì dai loro valori.

La capacità di saper ascoltare, prendersi cura, rispettare, condividere… Sono tanti, tantissimi i valori che possono unire due persone in nome dell’amicizia, quella più pura e capace di arricchire. Sono virtù che non dovremmo mai smettere di trasmettere ai nostri figli, sempre sulla base dell’intelligenza emotiva.

Monsterbox ci fornisce un esempio di tutto ciò: della comprensione e della tenerezza in un mondo in cui non contano le forme fisiche, dove si possono avere gusti distinti. È un esempio di come talvolta vengono a crearsi connessioni intense che vanno oltre l’apparenza, aldilà di quegli hobby che così spesso ci definiscono.

L’amicizia si basa sugli sguardi interni capaci di comprendere

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Talvolta gli occhi non bastano a farci accorgere delle cose. Anzi, sono molte le persone che, pur portando gli occhiali, non riescono a percepire il malessere altrui o il potere dannoso di determinate parole.

  • È l’intelligenza emotiva a permetterci di sviluppare uno sguardo capace di farci comprendere e intrepretare il mondo, quello sguardo che raggiunge il mondo esterno partendo dal nostro cervello emotivo.
  • È una percezione che scaturisce dalle emozioni, ed è possibile svilupparla fin dall’infanzia, in quel periodo in cui la curiosità guida il bambino verso la scoperta dell’empatia, del rispetto, di quello sguardo sereno che osserva e comprende.
  • Lo sguardo interno all’amicizia è paziente, consapevole che ciò che è diverso non implica una minaccia e può tranquillamente entrare a far parte dei propri affetti e del proprio amore.

Promuovere contesti emotivamente intelligenti

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Se c’è un elemento in Masterbox capace di attirare la nostra attenzione, si tratta dei suoi colorati effetti visivi, oltre a quei magnifici personaggi corali così differenti gli uni dagli altri non solo in fatto di età, ma anche per forme e dimensioni. Questo cortometraggio riesce, in qualche modo, a promuovere alcuni aspetti fondamentali:

  • Viviamo immersi in un contesto emotivamente intelligente.
  • Qualsiasi situazione implica un’occasione di apprendimento e informazione. Ogni gesto è un invito a comprendere e soddisfare le necessità di taluni e i gusti di altri. Ne esistono di più grandi e più piccoli; c’è chi cerca una cosa e ne trova un’altra persino migliore.
  • Siamo di fronte a un chiaro esempio di interazione tra generazioni e razze, in cui chiunque può imparare dagli altri. C’è chi fa la sua comparsa in maniera improvvisa, quasi spaventandoci, ma che all’istante ci meraviglia con la sua inaspettata tenerezza.

Monsterbox è, come abbiamo detto, una vera e propria esperienza visiva da non perdere e da riscoprire con i più piccoli. Gli autori di questo delizioso cortometraggio audiovisuale sono Ludovic Gavillet, Derya Kocaurlu, Lucas Hudson e Colin Jean-Saunier, che lo hanno realizzato come prova finale di laurea. Siamo sicuri che vi piacerà moltissimo.