Come usare la psicologia inversa?

· 10 settembre 2015

Di sicuro vi è capitato di ricorrere qualche volta alla psicologia inversa, anche se non ve ne siete resi conto o non siete consapevoli del suo potere. Fondamentalmente, si tratta di adottare una posizione in modo che l’altra persona adotti quella opposta.

Gli esperti in questo campo sono gli adolescenti. Nel pieno processo di ricerca della loro identità, se c’è una cosa che detestano, è che qualcuno dica loro cosa fare o cerchi di condizionarli. Per evitare questa sensazione, quindi, spesso optano per non fare quello che viene detto loro anche se in fondo sanno che sarebbe la cosa migliore da fare.

Tuttavia, questo non capita solo con gli adolescenti. Anche se con minor frequenza ed intensità, questa inclinazione (di comportarsi in modo contrario) si riscontra anche nell’età adulta.

Scarpe

Come si attiva la psicologia inversa?

Immaginiamo che vostro figlio, un bambino di 5 anni, non voglia mangiare le verdure. Voi fate di tutto per obbligarlo a mangiare quello che c’è nel piatto, ma non c’è verso che lo faccia: non mangia le carote o le zucchine. Se continuate ad insistere, la situazione non migliorerà. Voi rinuncerete e lui se ne andrà felice a giocare.

Perché è meglio non approfittare della psicologia inversa?

La cosa non è così semplice come dire al bambino di non mangiare. Lui se ne andrà di corsa e voi resterete impalati con le vostre verdure. Bisogna prima fare un lavoro di base, dovete presentargli la verdura in modo che sia invitante, non deve sembrare un piatto noioso e insapore, ma tutto l’opposto.

A questo punto, potete attivare la psicologia inversa per aumentare ancora di più il potere attrattivo del piatto. La cosa certa è che qualcosa ci incuriosisce ancora di più se risulta proibita. Questo è tipico dell’infanzia, infatti spesso i genitori proibiscono ai loro figli di fare cose che in certi momenti hanno vissuto come esperienze divertenti.

Saltare dentro una pozzanghera è molto divertente, ancora di più se viene proibito…

Bambino

Quando diventiamo grandi, all’associazione acquisita durante l’infanzia aggiungiamo, come vi abbiamo anticipato, la necessità di indipendenza.

Altri motivi per usare la psicologia inversa riguardano la sicurezza in determinate situazioni. Se ci sentiamo insicuri e qualcuno ci spinge a correre un rischio, probabilmente opteremo per il comportamento più normale o meno divergente dalla massa.

Al contrario, se siamo accompagnati da un sentimento di sicurezza, scegliamo l’opzione più rischiosa e lo facciamo con ancora più determinazione se qualcuno ci incita a scegliere l’alternativa più sicura.

Comportarsi in modo contrario in questi casi non influenzerà l’ago della bilancia, ma la farà inclinare definitivamente o che lo faccia con più forza verso un piatto o l’altro.

La psicologia inversa in età adulta

Forse l’esempio del bambino che non vuole mangiare le verdure è troppo semplice e lo capiamo perché “è un bambino ed è facile manipolarlo”. Ad ogni modo, dovete sapere che la psicologia inverse viene ampiamente utilizzata nelle aziende.

Ad esempio: una compagnia offre corsi di formazione facoltativi per i suoi dipendenti. Dato che si tengono fuori dall’orario di lavoro, nessuno si iscrive. La direzione, quindi, informa che a partire dal mese prossimo si ridurrà l’orario di lezione e quella risorsa verrà persa.

Con questa tecnica strategica, l’azienda non vuole davvero eliminare i corsi, ma vuole che il dipendente si renda conto che ha a disposizione qualcosa di valore e che se non la utilizzerà, si dedicherà a qualcos’altro che non ha nulla a che vedere con lui. E a nessuno piace perdere qualcosa dal valore oggettivo.

Se l’azienda riesce a fare capire questo al lavoratore, quest’ultimo inizierà a frequentare i corsi, anche solo perché non vengano eliminati.

Come usare la psicologia inversa?

A questo punto, non si tratta di passare la vita a “negare le cose” perché gli altri le facciano come vogliamo. Esistono alcune “condizioni”, chiamiamole in questo modo, per evitare che la manipolazione diventi un’abitudine.

1. Con chi la usate e perché? Rispondete a questa domanda prima di ricorrere alla psicologia inversa. Se la usate perché vostro figlio si vesta per andare a scuola o smetta di guardare la televisione, allora va bene, ma se la usate per convincere i vostri clienti a comprare un nuovo prodotto, forse avete bisogno di rifletterci su.

2. Quali sono gli effetti della psicologia inversa che potete ottenere? Se negate a vostro figlio di fare i compiti e alla fine li fa, ben venga. Tuttavia, non vi andrà sempre bene e può capitare che vostro figlio vi risponda nel modo più felice possibile: “Perfetto, allora posso giocare ai videogiochi!”.

3. Quanto libera vuole sentirsi l’altra persona? Maggiore è la necessità di auto-affermazione (necessità di sapere che sta prendendo le decisioni in base alla sua volontà), maggiore è la probabilità che segua un percorso diverso da quello che le indichiamo. Ad esempio, una persona a cui non piace per nulla ricevere ordini sarà un’ottima candidata su cui la psicologia inversa funzionerà.