Vivere la propria sessualità non significa essere persone “facili”

24 agosto 2015 in Emozioni 42 Condivisi

Il tuo corpo è il tempio della natura e dello spirito divino. Mantienilo in salute; rispettalo; studialo; concedigli i suoi diritti.

Henry F. Amiel

Al giorno d’oggi si parla ancora di maschilismo e di pregiudizi facili, senza speranza di superarli. Questo ci porta a catalogare le persone che ci circondano senza prima ascoltare e rispettare il loro punto di vista. Ed è proprio questo l’atteggiamento nei riguardi della sessualità e, in particolar modo, nei confronti delle donne. E quella che vi raccontiamo è la storia di una ragazza che è sempre stata oggetto di critiche e pregiudizi.

“Non ho mai dato troppa importanza alla mia vita sessuale, soprattutto per quanto riguarda le prime volte e il loro valore. È iniziata senza esperienze negative, ma con gradevoli sorprese. Imparare nuove sensazioni, scoprire tutto quello che si può condividere con un altro essere umano e semplicemente godersi il momento. In pieno relax.

Non mi sono mai fermata molto a pensare se fosse il momento giusto o meno. Mi piace pensare che è lì che risiede la magia della mia prima volta e il fatto che è stata positiva. È successa e basta. La vedevo come una cosa semplice, ma sentivo che intorno a me non la percepivano allo stesso modo, ma con pregiudizi e tabù.

Le mie prime esperienze sessuali sono state libere. Non sentivo di fare qualcosa di sbagliato. Forse il sesso, l’unione tra due persone, aveva qualcosa di negativo?

Sono cresciuta e questo aspetto della mia vita non aveva troppa importanza per me. Forse è perché non ho mai avuto una relazione stabile. Questo mi permetteva di godermi al massimo l’esperienza senza troppi pensieri e carichi emotivi. Mi piaceva come consideravo tutto quello che aveva a che fare con il sesso, mi sentivo a mio agio. Libera.

Incontravo partner ogni volta diversi, sempre autentici, in maniera semplice, senza complicazioni. Ovviamente, se vi state chiedendo se ho fatto attenzione in termini di protezione, la risposta è affermativa. C’è da dire che tutte queste persone erano piene di amore, di affetto e quasi senza difetti. Nel mio ambiente, le persone che mi amavano, mi guardavano come una persona dal carattere libero, o meglio, libertino.

Pensavano che per me il sesso fosse un atto meccanico, senza sentimenti. Mi invitavano ad essere più responsabile delle mie azioni e, allo stesso tempo, mi riempivano di pregiudizi riguardo le mie relazioni sessuali.

Cosa pensavo io di me stessa?

Riguardo a questo, sarò sincera: facevo ciò che mi diceva il cuore. Se mi sentivo a mio agio e libera, perché no? Senza troppi pensieri e sempre in modo responsabile facevo ciò che volevo del mio corpo e della mia persona, ovviamente.

Mi godevo il momento, la mia persona e il mio partner. Non pensavo ad altro.

La vita mi ha fatto un regalo prezioso, sentire l’unione con un’altra persona che voleva starmi accanto in quel momento e condividere insieme l’amore. Di qualsiasi amore si parlasse.
Condividere

Un amore intimo, riponevo la mia fiducia nell’essere umano che condivideva con me quel momento, quell’istante. Mi facevo questa domanda: “perché tradire la fiducia di qualcuno che ti ha visto totalmente esposto, nudo?”. Poi, ho capito che non tutte le persone la pensano allo stesso modo.

Sessualità2

E dopo tanti anni, dopo essermi accettata e aver imparato a distinguermi dal mio ambiente, ho capito che vivere il mondo e la mia vita con una mentalità aperta, soprattutto in termini di sessualità, mi rendeva una persona “facile” agli occhi degli altri. I miei amici e le persone di cui mi fidavo dicevano che sapere questo mi rendeva più desiderabile.

Ho vissuto appieno questa nuova categoria ed esperienza in cui mi sono ritrovata coinvolta senza volerlo, ma dopo poco tempo ho sofferto nuovamente a causa dei pregiudizi delle persone che non mi capivano. Quelle che non si fermavano a valutarmi con libertà e una certa empatia umana.

Come mi sono comportata?

Da parte mia, cercavo di capire le persone che non avevano il coraggio di ammettere che desideravano vivere appieno la relazione sessuale. Nel corso della mia esperienza, non è mai mancato il rispetto, non ci sono mai state situazioni strane, pericolose o di abuso. Mai. Semplicemente, io e il partner in questione eravamo d’accordo nel viverci il momento e l’unione, il piacere.

Ero e sono una persona ben educata e con una grande esperienza di vita. Una brava persona, con il cuore pieno di amore incondizionato e con tanta voglia di godersi la vita. Una persona umana e rispettosa.

Il problema? Che tutti i miei “doni” sembrassero nascosti dietro il “sembrare” una persona facile.
Condividere

Sono arrivata alla conclusione che la gente pensa e parla troppo. E, peggio ancora, parla senza sapere o senza conoscere la verità. Ho smesso di cambiare, stanca dei commenti e dei pregiudizi, fino a quando ho incontrato l’uomo della mia vita. Gli ho raccontato ogni cosa, sono stata sincera fino in fondo. E senza essere come me, ma semplicemente un altro essere umano, quell’uomo mi ha capita.

Mi ha fatto capire che il fatto di comportarmi o di essere in un certo modo non mi rendeva una persona facile. Tutto l’opposto. Capiva che avevo il controllo della mia vita sessuale e che mi conoscevo bene. Sapeva quali fossero i miei limiti ed è per questo che capiva come potessi comportarmi in maniera libera ed equilibrata.

Allora mi sono data il permesso di continuare a vivere appieno la mia sessualità e di esplorare il mio corpo assieme ad una persona che mi amava. Ho fatto ciò che mi suggeriva il cuore, ho zittito tutti i pregiudizi e imparato a rispettare me stessa. Ho capito che nessuno ha il diritto di catalogare o di mettere in discussione gli altri.

Ognuno è responsabile del modo e dello scopo per cui vive la sua vita. Ognuno è padrone delle proprie emozioni e del proprio corpo. Non sprecate il vostro tempo ballando al ritmo di coloro che sono pieni di dubbi e paure. Sono quelle persone che non faranno altro che dirvi “te l’avevo detto” o “non puoi farlo”. Qual è il messaggio finale di queste persone? Che non meritiamo di essere noi stessi.

Una donna gode della certezza di accarezzare un corpo di cui conosce i segreti e le cui preferenze le vengono suggerite dal suo stesso corpo.

Colette

Guarda anche