I vostri figli non sono vostri, sono i figli e le figlie della vita

· 20 novembre 2015

Molti genitori pensano che i loro figli gli appartengano, che sono di loro proprietà e sono ultra protettivi nei loro confronti, a tal punto che impediscono lo sviluppo che li porterà a diventare loro stessi.

Evitare di essere ultra protettivi può aiutare i figli a cavarsela nella vita, in modo che sappiano come risolvere i propri problemi e che debbano prendere decisioni per commettere errori dai quali imparare.

I genitori, di solito, hanno un istinto che li spinge a impedire ai propri figli di prendere una strada che considerano pericolosa. Si sforzano di spianar loro la strada, cercando di far commettere loro il minor numero di errori possibile.


 

Gli errori fanno parte della loro vita e dell’esperienza che li forgerà e li farà diventare esseri indipendenti e autosufficienti. Fermare tutto ciò significa fermare il corso della loro vita.


madre e figlia sulla spiaggia

Messaggio di Khalil Gibran

Il poeta libanese Khalil Gibran, nel suo libro Il profeta, scrive il seguente passaggio in cui una donna chiede al profeta di parlarle dei suoi figli:

I vostri figli non sono i vostri figli.
Sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.
Nascono per mezzo di voi, ma non da voi.
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.

Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee,
perché loro hanno le loro proprie idee.

Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita la casa dell’avvenire,
che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni.

Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendete
di renderli come voi.
Perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri.
Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli,
sono lanciati in avanti.

L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito, e
covi tiene tesi con tutti il suo vigore affinché le sue frecce
possano andare veloci e lontane.

Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere,
poiché egli ama in egual misura le frecce che volano
e l’arco che rimane saldo.”

Siamo figli della vita

A volte, i genitori pretendono che i figli abbiano tutto ciò che loro non hanno avuto e che non commettano gli stessi errori che hanno commesso loro.

Questi gesti sono un simbolo di protezione, perché i genitori pensano che sia la cosa migliore per quegli esseri indifesi che sono i loro figli. Tuttavia, si dimenticano che loro hanno il diritto di prendere le redini della propria vita.

Hanno il diritto di prendere decisioni che li metteranno di fronte a situazioni complicate, grazie alle quali vedere le conseguenze delle proprie azioni. Il sostegno dei genitori è importante, sempre che non sia troppo protettivo, né limiti le azioni dei figli.

Non siamo proprietà di nessuno e nessuno può vivere le nostre esperienze per noi. Siamo figli della vita stessa e a lei ci affidiamo, con i suoi benefici e le sue difficoltà, per capire qual è la nostra identità.

bambino che legge sulla spiaggia

Come genitori, dobbiamo facilitare la libertà dei nostri figli

Senza esserne coscienti, i genitori trasmettono ai propri figli molti dei loro comportamenti, delle loro paure e dei loro pensieri. Il modo di amare, di relazionarsi con il mondo e di comunicarsi… Aspetti troppo importanti che vanno presi in considerazione.

È di vitale importanza stare attenti ai messaggi che vengono trasmessi ai figli, poiché molte di queste informazioni restano intrappolate nel loro subconscio. In questo modo, possono determinare il loro comportamento, le loro azioni e il modo in cui si pongono di fronte alla vita.

I genitori sono un mero strumento per far sì che i figli crescano e si sviluppino come individui indipendenti, liberi, sani e felici, sostenendoli durante tutto il processo, senza pretendere che realizzino i sogni dei genitori o che compiano le loro aspettative.

In questo modo, sarà possibile amare i figli incondizionatamente per dar loro la possibilità di esplorare la propria essenza e intraprendere la propria strada, senza pressioni né esigenze che limitino la loro libertà e la manifestazione delle loro necessità.

Osserviamo così il flusso della vita, nel quale ogni essere, poiché si sente amato, è in grado di offrire il meglio di sé stesso, rispettando il proprio processo vitale, senza aver paura di sperimentare e consegnandosi all’amore.