William Turner, il pittore ossessionato dal mare

01 novembre, 2020
William Turner è stato un pittore inglese che ha cambiato la scena artistica nel suo paese. Scopriamo perché è considerato uno dei più importanti artisti europei.

Joseph Mallord William Turner, conosciuto anche come JMW Turner, è stato uno dei precursori dell’impressionismo francese. I suoi dipinti, oggi molto apprezzati, rappresentano paesaggi e scene naturali e si distinguono per i colori vivaci e le atmosfere suggestive.

L’infanzia e i primi passi come artista

A 10 anni andò a vivere fuori Londra, nel Middlesex, dove iniziò a frequentare la scuola secondaria. Tuttavia, la abbandonò presto per diventare, a soli 14 anni, studente della Royal Academy of Fine Arts.

Durante i primi anni da artista, il giovane Turner si dedicò agli acquerelli. Alcune delle sue opere furono vendute ai clienti di suo padre, che faceva il barbiere.

Fin da adolescente, Turner amava viaggiare e visitare nuove terre piuttosto che rimanere nella sua città natale. Da questo momento inizia a manifestarsi il suo amore per i paesaggi e le ambientazioni naturali. Ma la sua tecnica era ancora acerba, molto simile a quella degli altri pittori inglesi dell’epoca.

Poco prima di compiere 20 anni, nel 1794, William Turner scopre le opere di pittori scozzesi come John Robert Cozens. Questa scoperta lo aiuta ad ampliare la sua visione della pittura paesaggistica e a produrre opere più fantasiose. Presto dimostra di essere un artista eccezionale, tanto che a soli 21 anni espone alla Royal Academy, onore riservato a pochi.

Nonostante la sua arte raffinata, Turner non è mai stato un uomo dai modi eleganti e dai gusti borghesi. Ha sempre mantenuto i tratti tipici degli abitanti dei quartieri londinesi più poveri e non amava indossare gli abiti che all’epoca erano considerati consoni per un uomo del suo ceto sociale.

Oltre a ciò, mostrò in molte occasioni di essere un uomo dai modi bruschi e scortesi. Sebbene i critici acclamassero la sua opera, gli artisti suoi contemporanei lo deridevano per la sua balbuzie.

Opera di William Turner.


La maturità: tra cieli velati e contorni sfocati

Già nei primi lavori di William Turner, ovvero intorno al 1805, è possibile osservare il modo originale del pittore di rappresentare i paesaggi. In particolare, l’enfasi sulla luminosità, l’atmosfera e quel modo drammatico e molto romantico di rappresentare le scene.

I confini tra cielo e terra nei suoi paesaggi si fanno sempre più sfocati e la topografia viene sacrificata per lasciare il posto al colore. Gli effetti di luce sono i protagonisti indiscussi delle sue opere.

Nel 1815 il grande vulcano Tambora eruttò in Indonesia e la sua cenere vulcanica colpì l’intero emisfero settentrionale del pianeta. Per almeno tre anni il cielo apparse sempre nuvoloso e i tramonti più luminosi. Secondo una ricerca condotta dall’Accademia di Atene, è possibile che i colori nei cieli delle opere di Turner siano dovuti all’alta percentuale di cenere vulcanica presente all’epoca nell’atmosfera.

Pur dipingendo un gran numero di quadri, William Turner fu anche un avido lettore di libri, soprattutto delle opere di Lord Byron e di William Shakespeare. Tra il 1815 e il 1820, viaggiò per l’Europa visitando le grandi capitali dell’arte. La permanenza in Italia segnò decisamente il suo stile e la sua tecnica pittorica. Dopo aver visitato Roma, il colore nelle opere di Turner divenne più puro e brillante.

Turner ha sempre dimostrato di preferire il movimento e l’azione alla vita sedentaria. Per questo motivo, viaggiò per tutta la vita, in particolare in Inghilterra e Scozia, per trovare splendidi paesaggi. Dopo la morte del padre nel 1829, Turner preferì rimanere vicino alle coste inglesi, con i loro colori nebbiosi, il vento e i giardini.

Quadro del mare di Turner.

La vecchiaia e la morte di William Turner

Durante i suoi ultimi anni, Turner divenne più ricco, più famoso e più scontroso che mai. Sempre più ritirato e concentrato sulla pittura come forma di espressione, non coltiva molte amicizie.

Nel 1846 viveva con una vedova in una piccola casa su un fiume a Chelsea, ma non smise di viaggiare. Dopo molti anni di permanenza nel paese, Turner tornò a esplorare l’Europa. Negli ultimi 15 anni della sua vita, realizzò circa 19.000 tra disegni e dipinti.

William Turner morì a Chelsea nel 1851 e donò tutte le sue opere alla National Gallery inglese. Le sue opere sono sopravvissute negli anni grazie agli sforzi della Tate Gallery di Londra.

L’evoluzione dei colori e della luce nei dipinti di Turner ha portato alcuni ricercatori ad avanzare l’ipotesi che il pittore soffrisse di demenza. Gli esperti indicano che l’astrazione dei suoi dipinti può essere interpretata attraverso la psicologia. Ma i colori e la luce soffusa possono semplicemente indicare un disturbo della vista.

JMW Turner è stato un pioniere nello studio della luce, del colore e dell’atmosfera. Le sue opere sono state fonte di ispirazione per molti impressionisti francesi. A differenza di questi ultimi, tuttavia, Turner ha sempre creduto che fosse dovere dell’arte mettere su tela soggetti di interesse narrativo. I suoi paesaggi, dunque, sono narrazioni mitologiche, storiche e letterarie.

JMW Turner, biografía en la Enciclopedia Britannica – https://www.britannica.com/biography/J-M-W-Turner
J. Hamilton, Turner: A Life (1997)
Anthony Bailey (1997). Standing in the Sun: A Life of J.M.W. Turner.
Biografía de JMV Turner en el museo TATE, Londres – http://www.tate.org.uk/art/artists/joseph-mallord-william-turner-558