Amore liquido: la fragilità dei legami affettivi

· 21 settembre 2015

Amore liquido. Forse avete già sentito parlare di questo interessante concetto espresso da Zygmunt Bauman, sociologo. Questa immagine poetica, ma allo stesso tempo sconfortante, racchiude una realtà che sembra essere piuttosto comune al giorno d’oggi: la fragilità dei vincoli affettivi.

Un’idea associata all’essenza che sembra caratterizzare la nostra società, in cui spesso si valorizza la fugacità, il consumismo che soddisfa una necessità momentanea e che poi sparisce. Tuttavia, dobbiamo puntualizzare una cosa interessante.

Non stiamo parlando solo dei rapporti interpersonali, ma anche della relazione che ognuno stabilisce con se stesso, quella che lo stesso Bauman chiama “liquidità dell’amor proprio”.

Siete consapevoli, ad esempio, che per amare qualcuno ed avere una relazione matura, dovete prima amare voi stessi? Proprio così, questo è un problema comune nella nostra società, questa mancanza di autostima e di auto-valutazione ci porta a perdere gli altri e anche noi stessi. Tutto questo per non aver “solidificato l’amor proprio”.

Oggi parliamo di questo interessantissimo concetto, l’amore liquido.

L’amore liquido e l’individualità

A volte, stabilire un legame forte con una persona non è facile per tutti. Dietro all’impegno, si nasconde un senso di responsabilità e di trascendenza personale che forse non tutti sono disposti ad assumersi. È anche possibile che esista il fattore paura, oltre all’immaturità personale, che impedisce di concepire una relazione solida, stabile e con delle prospettive future.

Lo stesso Bauman ci spiega che molte relazioni al giorno d’oggi sono “connessioni” più che “relazioni”. Non stiamo facendo riferimento solamente al ruolo delle nuove tecnologie e dei social network, che ci permettono di comunicare con più persone quando vogliamo.

Questo concetto va un po’ oltre. L’individualismo punta solo a soddisfare le necessità puntuali con un inizio e una fine, di qui l’idea di “amore liquido”, emozioni che non si possono trattenere e che scappano fugacemente dalle mani fino a scomparire del tutto.

Questo, senza ombra di dubbio, sembra sconfortante. Viviamo in un mondo dove il reale a volte si coniuga con il virtuale, una modernità liquida in cui molte cose sembrano sfuggirci dalle mani.

Iniziamo relazioni instabili perché la nostra società sembra incoraggiare relazioni umane più flessibili. E no, non stiamo parlando unicamente dei rapporti di coppia, pensate anche all’educazione dei più piccoli.

Diamo loro numerosi giochi, tecnologie, avviamo un meccanismo basato sul ricatto per cui ogni volta che superano una prova, ricevono un regalo. Li lasciamo cadere quasi senza volere in una società di consumo con scarsi valori, creando individui che a loro volta diventano tiranni, che non riconoscono i limiti e che, in qualche modo, finiscono per diventare “liquidi”. Le loro amicizie nascono sui social network e per chiudere un rapporto quando non interessa più, è sufficiente schiacciare il tasto “blocca o segnala come spam”.

Tutto questo è scioccante, senza dubbio.

L’importanza dell’amor proprio per combattere l’«amore liquido»

Noi non siamo beni di consumo e non abbiamo una obsolescenza programmata come gli elettrodomestici. In quanto persone, pensiamo, sentiamo e amiamo. Ma dobbiamo sempre cominciare da noi stessi, considerandoci persone che meritano di essere amate.

Un amore liquido ci lascia sempre con il cuore vuoto e questo non piace a nessuno, il consumista rimane sempre affamato e profondamente insoddisfatto. Questo a cosa ci serve? A cosa ci serve vivere con tanta incertezza?

1. A volte, dietro un amore liquido, si nasconde l’insicurezza personale. Il fatto di considerarci incapaci di mantenere un legame abbastanza forte da durare nel tempo, da costruire un futuro con un’altra persona.

2. L’insicurezza riflette un’autostima che non si è sviluppata adeguatamente. Per questo cerchiamo solo una soddisfazione puntuale per poi fuggire. Qualsiasi forma di impegno potrebbe evidenziare la mancanza di competenza, l’immaturità. Ma, perché non provarci?

In questa vita niente è sicuro e tutti procediamo a tentoni nella nebbia. Se iniziamo ad avere un po’ più di fiducia in noi stessi, a poco a poco avanzeremo con maggiore sicurezza, fino a raggiungere la stabilità; il tutto grazie all’autentico impegno che abbiamo preso con noi stessi e con le persone che ci circondano.

3. Bauman dice che, per essere felici, bisogna tenere presenti due valori fondamentali: libertà e sicurezza. La sicurezza senza libertà è schiavitù, ma la libertà senza sicurezza è una caos totale. Tutti abbiamo bisogno di entrambe le dimensioni per trovare l’equilibrio nella nostra vita.

Siete d’accordo?