Dieci indizi del fatto che non siete felici

17 agosto 2015 in Psicologia 562 Condivisi

C’è qualcosa che non va, e forse non sapete nemmeno voi che cosa. In alcuni momenti della vita, può capitare di perdere la spinta vitale, il senso del perché siamo qui, la nostra direzione, l’identità, la connessione genuina o lo scopo della vita. E ciò può essere dovuto a diverse ragioni, da un lavoro che non ci piace fino ai modelli imposti dalla società.

L’anima, i sentimenti più nobili o la nostra coscienza potrebbero star attraversando un brutto momento, e per colpa della frenesia quotidiana, potreste non averlo notato. Non è sempre facile ritrovare la connessione con se stessi, rispettare quell’essenza che ci rende diversi dagli altri, perdere la caratteristica che fino a poco prima ci definiva.

La maggior parte di noi non si rende conto che il nostro “io” interiore ha staccato la spina e che siamo diventati uguali a tutti gli altri, modellati da un sistema, senza identità né personalità. Questo può far sì che la vita perda il suo senso e, soprattutto, che ci senta intorpiditi, senza possibilità di muoversi verso ciò che si vuole (o si voleva).

Per sfortuna, o per fortuna, tutti siamo figli della nostra cultura e dei nostri giorni e, quindi, siamo esposti a questa “deumanizzazione”. Forse recupereremo la nostra identità in fretta, o forse ci vorrà del tempo. Si tratta di una specie di epidemia o di pandemia che ci rende ciechi, ci chiude le porte che conducevano alla felicità, e non ci lascia godere a fondo della vita quotidiana. Quando tornerete in voi stessi, vedrete ciò che prima vi era familiare in modo diverso e, soprattutto, aumenterete il vostro piacere e la vostra gioia grazie a ciò che avete.

Quali sono gli indizi che ci segnalano che abbiamo perso noi stessi?

Non è necessario sperimentarli tutti insieme, percepirne alcuni con frequenza è sufficiente. Questi segni sono quelli che vi indicano che c’è una mancanza di connessione con voi stessi, con il bello della vita e con la natura. Dovrete quindi cambiare alcune abitudini, pensieri e sentimenti per tornare alle origini, camminare scalzi senza curarvi di ciò che dicono la TV o i giornali, essere sempre voi stessi.

1. Sentite che gli altri sono molto meglio di voi: può essere al lavoro, in famiglia, all’università. Non credete di essere bravi quanto loro in diversi ambiti, e che vi superino sempre.

2. Sentite il desiderio di essere attivi: volete agire, fare qualcosa di diverso, servire a qualcosa, ma non avete la benché minima idea di come potreste essere utili alla vostra città o al vostro paese, né perché questo è così importante.

3. Lottate per raggiungere la perfezione: che, ovviamente, è impossibile da ottenere, perché è sempre più lontana. Potete puntare, per esempio, a ottenere un fisico da modella, ottenere il posto di lavoro che ha vostro fratello, ottenere lo stesso stipendio del vostro amico, una casa come quelle delle riviste, ecc.

4. Le vostre paure vi impediscono di vivere al massimo: forse avete timore di aprire la vostra attività, di far conoscere una vostra iniziativa, di fondare un’azienda, di fare il salto di qualità o di parlare con il capo per chiedere un aumento, di chiedere di uscire alla ragazza che vi piace, e così via. Avete più paura di quello che potreste perdere che di ciò che vincerete.

5. Siete sempre preoccupati: di non essere abbastanza intelligenti o abbastanza bravi, di non apparire abbastanza magri o giovani, della situazione economica, della possibilità di perdere il lavoro, di che cosa succederà se decidete di partire, ecc.

6. Vi sentite vittime delle circostanze, e sentite che tutto sfugge al vostro controllo. Questa posizione, che potrebbe sembrarvi “comoda”, non vi permette di andare avanti e di costruirvi il vostro stesso destino.

7. Pensate che la vostra vita quotidiana non abbia senso: la routine vi dà fastidio, vi annoia fare sempre le stesse cose, odiate la strada che vi porta ogni giorno al lavoro, le domeniche a casa dei suoceri, i sabati al centro commerciale, ecc. Iniziate a cambiare qualcosa in quell’agenda piena di impegni che vi siete autoimposti e dedicate il vostro tempo a qualcosa di diverso.

8. Siete pessimisti: o, meglio, non sperate più in nulla. Perché dovrei sforzarmi se la situazione economica è un disastro? A che cosa serve studiare se tanto nemmeno i laureati trovano lavoro? Queste possono essere alcune delle frasi che vi ripetete.

9. Cercate di incastrarvi e di appartenere al sistema: può essere un gruppo di colleghi di lavoro o dell’università che non sono davvero affini ai vostri gusti, ma con cui vi sforzate di uscire. Inizierete ad ascoltare musica che non vi piace, vestirvi con un abbigliamento che non è nel vostro stile (o addirittura che è troppo caro per voi), frequentare posti che non vi piacciono, ecc. E, come risultato, finirete per essere una persona diversa.

10. Soffrite di diversi sintomi fisici: può trattarsi di fatica, dolori muscolari o alle articolazioni, insonnia, perdita dell’appetito, acne eccessiva, sonnolenza, mal di testa, mancanza di energia o pressione bassa, sintomi gastrointestinali, ecc. Il corpo in qualche modo cerca di segnalarvi che cosa sta succedendo. Fate attenzione ai suoi segnali d’allarme!

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