Distrutti dal lavoro: campanelli d'allarme


Revisionato e approvato da lo psicologo Sergio De Dios González
Purtroppo, non è sempre facile seguire gli insegnamenti di Confucio, che una volta ha detto “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Di fatto, neanche notare certi segnali che rivelano che siamo distrutti dal lavoro è sufficiente a farci mettere in discussione il nostro atteggiamento da un punto di vista professionale.
Il lavoro è un fattore molto influente nella nostra vita. Apporta grandi dosi di realizzazione e felicità, e persino di benessere, se siamo a nostro agio; ma può anche procurare tutto il contrario se siamo perennemente stressati. A seguire, identifichiamo alcuni campanelli di allarme che possono presentarsi quando il lavoro si configura più come un sacrificio che come un’attività piacevole.
Come sapere se siete distrutti dal lavoro
Una grande quantità di studi scientifici afferma che la felicità lavorativa non è positiva solo per il dipendente. Essere tranquilli al lavoro consente un rendimento maggiore, oltre a buoni risultati per l’impresa o l’organizzazione.
Tuttavia, non è sempre facile adattarsi a un posto di lavoro. Vi sono molti fattori da prendere in considerazione. Per esempio, è importante che il nostro operato venga valorizzato, il che apporta grandi dosi di motivazione e un impegno maggiore.

Essere distrutti dal lavoro è una situazione spiacevole. Occorre ricordare che trascorriamo molte ore al giorno svolgendo la nostra professione. Se non ci troviamo bene, sarà meglio cambiare o, almeno, capire cosa succede per poter migliorare alcuni aspetti. Per sapere se sta capitando anche a voi, è importante tenere in considerazione i seguenti campanelli d’allarme.
Vi sentite vuoti quando lavorate
Non sempre è facile trovare l’impiego perfetto a seconda del nostro talento e delle nostre capacità. Le circostanze ci portano ad accettare alcuni lavori per pura necessità o semplicemente perché sono ben remunerati.
Lo sviluppo personale e professionale sono intimamente legati tra loro. Per questo motivo, a volte è importante analizzare il proprio stato emotivo. Solo così saprete con esattezza come vi sentite in relazione al vostro lavoro.
Se ogni mattina vi alzate con un broncio triste e addolorato, senza voglia di andare a lavorare e lì vi sentite simili a un robot che ogni giorno svolge i suoi compiti in modo automatizzato, dovreste farvi delle domande, indagare ed esplorare voi stessi. Se invece è una via di mezzo, forse potreste fare qualcosa per migliorare. Pensateci.
Non vi trovate bene al lavoro
A volte dobbiamo sopportare dei capi che non ci piacciono affatto. Altre, colleghi rigidi e antipatici. Qualunque sia il vostro caso, se il contesto lavorativo vi trasmette una sensazione di malessere e disagio, forse vi state lasciando distruggere o siete già distrutti dal lavoro.
La leadership di un superiore influisce sulla felicità e sulla crescita del lavoratore. Se il vostro capo non cerca il benessere dei suoi dipendenti, è normale che compaiano diverbi, problemi e che vi sia poca empatia fra i lavoratori. E questo, alla lunga, compromette il livello di benessere generale e individuale.
Riflettete sul motivo per cui si verifica tale circostanza e su cosa potete fare, nel limite del possibile, per migliorare. È ovvio che la maggior parte delle volte non potrete cambiare quello che accade attorno a voi, ma potrete cambiare il vostro modo di gestire tale situazione.

Lo stress ha la meglio su di voi
Lo stress, portato all’estremo, è un problema comune dei nostri tempi. Nonostante nella giusta misura sia un meccanismo di difesa che può essere positivo, quando si aggrava in durata e quantità può causare diverse malattie.
La salute è fondamentale per trovarsi, come minimo, a proprio agio nel proprio posto di lavoro. Se sentite che tutti i giorni vi stressate, che non raggiungete i vostri obiettivi e che pensate solo alla vostra occupazione, forse non state gestendo bene la situazione.
Praticate esercizi di rilassamento, imparate a organizzarvi e, soprattutto, a staccare dal lavoro quando siete in casa… è fondamentale! Se siete incapaci di farlo per conto vostro, rivolgetevi a un professionista.
Purtroppo, non è sempre facile seguire gli insegnamenti di Confucio, che una volta ha detto “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”. Di fatto, neanche notare certi segnali che rivelano che siamo distrutti dal lavoro è sufficiente a farci mettere in discussione il nostro atteggiamento da un punto di vista professionale.
Il lavoro è un fattore molto influente nella nostra vita. Apporta grandi dosi di realizzazione e felicità, e persino di benessere, se siamo a nostro agio; ma può anche procurare tutto il contrario se siamo perennemente stressati. A seguire, identifichiamo alcuni campanelli di allarme che possono presentarsi quando il lavoro si configura più come un sacrificio che come un’attività piacevole.
Come sapere se siete distrutti dal lavoro
Una grande quantità di studi scientifici afferma che la felicità lavorativa non è positiva solo per il dipendente. Essere tranquilli al lavoro consente un rendimento maggiore, oltre a buoni risultati per l’impresa o l’organizzazione.
Tuttavia, non è sempre facile adattarsi a un posto di lavoro. Vi sono molti fattori da prendere in considerazione. Per esempio, è importante che il nostro operato venga valorizzato, il che apporta grandi dosi di motivazione e un impegno maggiore.

Essere distrutti dal lavoro è una situazione spiacevole. Occorre ricordare che trascorriamo molte ore al giorno svolgendo la nostra professione. Se non ci troviamo bene, sarà meglio cambiare o, almeno, capire cosa succede per poter migliorare alcuni aspetti. Per sapere se sta capitando anche a voi, è importante tenere in considerazione i seguenti campanelli d’allarme.
Vi sentite vuoti quando lavorate
Non sempre è facile trovare l’impiego perfetto a seconda del nostro talento e delle nostre capacità. Le circostanze ci portano ad accettare alcuni lavori per pura necessità o semplicemente perché sono ben remunerati.
Lo sviluppo personale e professionale sono intimamente legati tra loro. Per questo motivo, a volte è importante analizzare il proprio stato emotivo. Solo così saprete con esattezza come vi sentite in relazione al vostro lavoro.
Se ogni mattina vi alzate con un broncio triste e addolorato, senza voglia di andare a lavorare e lì vi sentite simili a un robot che ogni giorno svolge i suoi compiti in modo automatizzato, dovreste farvi delle domande, indagare ed esplorare voi stessi. Se invece è una via di mezzo, forse potreste fare qualcosa per migliorare. Pensateci.
Non vi trovate bene al lavoro
A volte dobbiamo sopportare dei capi che non ci piacciono affatto. Altre, colleghi rigidi e antipatici. Qualunque sia il vostro caso, se il contesto lavorativo vi trasmette una sensazione di malessere e disagio, forse vi state lasciando distruggere o siete già distrutti dal lavoro.
La leadership di un superiore influisce sulla felicità e sulla crescita del lavoratore. Se il vostro capo non cerca il benessere dei suoi dipendenti, è normale che compaiano diverbi, problemi e che vi sia poca empatia fra i lavoratori. E questo, alla lunga, compromette il livello di benessere generale e individuale.
Riflettete sul motivo per cui si verifica tale circostanza e su cosa potete fare, nel limite del possibile, per migliorare. È ovvio che la maggior parte delle volte non potrete cambiare quello che accade attorno a voi, ma potrete cambiare il vostro modo di gestire tale situazione.

Lo stress ha la meglio su di voi
Lo stress, portato all’estremo, è un problema comune dei nostri tempi. Nonostante nella giusta misura sia un meccanismo di difesa che può essere positivo, quando si aggrava in durata e quantità può causare diverse malattie.
La salute è fondamentale per trovarsi, come minimo, a proprio agio nel proprio posto di lavoro. Se sentite che tutti i giorni vi stressate, che non raggiungete i vostri obiettivi e che pensate solo alla vostra occupazione, forse non state gestendo bene la situazione.
Praticate esercizi di rilassamento, imparate a organizzarvi e, soprattutto, a staccare dal lavoro quando siete in casa… è fondamentale! Se siete incapaci di farlo per conto vostro, rivolgetevi a un professionista.
“Uno dei sintomi di stress ed esaurimento nervoso che si avvicina è la convinzione che il proprio lavoro sia terribilmente importante.”
Vi sentite valorizzati?
È molto importante sentirsi valorizzati a livello lavorativo. Il dipendente che sa di fare un bel lavoro e che viene gratificato per questo, mostra un elevato grado di soddisfazione personale e, ovviamente, un rendimento migliore.
Se non è il vostro caso, significa che siete stati distrutti dal lavoro. Per quanti buoni risultati otteniate, i vostri superiori non li valorizzano e li considerano come parte del vostro dovere. Aspettare che un giorno riconoscano quello che fate può essere un errore che vi porta a lavorare sempre di più, fino al punto in cui la situazione diventa insostenibile.
Non dimenticate che la prima persona che deve valorizzarvi siete voi stessi. Non esiste valutazione migliore. Dunque, un riconoscimento professionale è la chiave per stare bene nell’azienda in cui lavorate. Se le cose non stanno così, potete sempre parlare del modo in cui vi sentite; se vedete che non è fattibile, forse dovreste chiedervi cosa fare o come procedere.

Non state sfruttando tutto il vostro potenziale
Molti lavoratori credono di poter dare molto di più, ma non gli è concesso o non sentono la motivazione necessaria per farlo. Si tratta di una situazione molto comune nell’attuale mercato del lavoro.
Tutto questo può portare un bravo professionista ad annoiarsi del suo lavoro e desiderare di lasciarlo. O, forse, a fare il minimo indispensabile, sprecando tutto il suo potenziale e non avanzando mai.
Se vi rivedete in questo, forse dovreste pensare a cosa fare o, meglio, a cosa volete dalla vostra vita.
“Mi considerano pazzo perché non voglio vendere i miei giorni in cambio di oro. E io li giudico pazzi perché pensano che i miei giorni abbiano un prezzo.”
Questo testo è fornito solo a scopo informativo e non sostituisce la consultazione con un professionista. In caso di dubbi, consulta il tuo specialista.

Revisionato e approvato da lo psicologo Sergio De Dios González







