Sono cambiato, ora do a ciascuno la priorità che merita

4 aprile 2016 in Psicologia 2564 Condivisi

Quasi sempre, e per fortuna, le esperienze che viviamo ci cambiano: ci aiutano a ridefinire le nostre priorità e le nostre opinioni, così come a “renderci consapevoli”, a non lasciarci calpestare, ad evitare che si approfittino delle nostre idee o che ci facciano sentire minuscoli. In definitiva, ci offrono la possibilità di assegnare a ciascuno l’importanza che merita.

Dare a ciascuno la priorità e la posizione che merita nella nostra vita significa costruire, rendere solide le fondamenta della nostra autostima, rinforzare l’opinione che abbiamo di noi stessi e riuscire a distinguere cosa sia per noi positivo e cosa negativo.

Per fare questo, dobbiamo accettare che non tutti devono avere voce in capitolo nella nostra vita. La fiducia e la precedenza sono due privilegi che “si guadagnano” e “si costruiscono”, è quindi lecito riservarsi il privilegio di accettare che qualcuno abbia un peso maggiore nel nostro quotidiano.

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Maturare è sinonimo di crescere e di dare priorità

Con il passare del tempo diventiamo esperti nel renderci conto di cosa ci interessa davvero. Parliamo di legami sani e non, di persone che ci arricchiscono e di persone che ci feriscono, di abitudini, di aspettative, ecc.

Ci ossessioniamo per piacere a tutti e affinché tutti ci piacciano; il che finisce per generare in noi la sensazione di essere circondati più da quantità che da qualità. Solitamente questo cambia col tempo e, che sia per gli anni o per i danni, cominciamo a dare la precedenza a coloro che consideriamo importanti nella nostra vita.

Non si tratta di perdonare errori o di non farlo, neanche di cercare di evitare le delusioni o di avere braccia che ci proteggano dal rifiuto, dall’abbandono o dalle sbandate che prendiamo nel nostro viaggio.
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La questione non è avere amicizie o partner eterni. Non è questione di voler diventare la perfezione fatta persona. Si tratta piuttosto di riorganizzare le nostre priorità divenendo consapevoli dei nostri affetti e arricchendo il nostro bagaglio relazionale.

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Non vivete di apparenze, cambiano sempre

La necessità di fingersi diversi si rende evidente con le relazioni che intratteniamo tramite i social network; anche per non allontanarci da ciò che non ci piace o che dà priorità ad un benessere che non è il nostro.

In tal senso, per lasciar andare e ALLONTANARE le persone che non ci fanno bene, dobbiamo prima di tutto smettere di accogliere l’idea secondo cui il dolore emotivo sia qualcosa di insito nei nostri rapporti.
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Scegliamo noi le persone che hanno valore nella nostra vita, così come la precedenza che gli diamo. Le tappe attraverso cui passiamo determinano in modo pericoloso le maschere che indossiamo e quelle che indossano gli altri. Per smascherare l’egoismo e le false compagnie, dobbiamo prima di tutto sciacquarci gli occhi e renderci conto di quale suicidio si tratti pretendere di essere come gli altri si aspettano o ambiscono a farci diventare.

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L’importanza di conoscersi e di dare valore alle proprie ansie

Ognuno è fatto a modo suo e il ventaglio di qualità che ci caratterizzano deve appartenerci: non deve rispondere alle imposizioni, alle priorità e agli interessi che gli altri manifestano nei nostri riguardi. È difficile sottoporsi da soli ad un tal esame, ma non deve spaventarci.

Per giungere a questo grado di libertà, dobbiamo esaminare il nostro passato e il nostro presente emotivi, giudicare che tipo di priorità ci permettono di accumulare e a cosa o chi si riferiscono. È importante al fine di eliminare lo sporco che alberga nella nostra vita.

Di solito non vi diamo importanza e lasciamo accumularsi il dolore di “quelle concessioni” che abbiamo fatto a costo della nostra identità. Su ciò non riflettiamo, il che senza dubbio ci fa provare la necessità di scappare da noi stessi.

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Tuttavia, è una cosa assurda: è come se una persona allergica mettesse sotto il tappeto tutta la polvere che c’è in casa, pensando che così non intaccherà la sua salute e non avrà problemi con qualcosa di tanto vitale quanto la respirazione. Da questo punto di vista, non c’è alcun dubbio che le questioni e le persone che risultano per noi negative finiscono per impadronirsi del nostro presente.

Così si sottrae spazio alle cose positive, e fa male. Fa molto male. Quando avrete imparato a sufficienza il dolore del concedere priorità inadeguate, guardate dentro di voi, riprendetevi e salite di un altro gradino. Un gradino dal quale gridare: “Basta! Non darò agli altri il valore che non meritano”.

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