Fantasia, porno e femminismo

5 ottobre 2016 in Psicologia 0 Condivisi

La fantasia è un elemento insostituibile nella nostra vita. Fin da bambini fantastichiamo sulla nostra vita futura, sul partner o sul lavoro, quindi alla fine la fantasia fa parte di noi e riflette i nostri desideri. La sessualità è un altro ambito in cui si manifestano le nostre fantasie, mentre il mondo del porno è il luogo in cui molte di queste fantasie prendono vita.

Le donne in generale, ma soprattutto le femministe, hanno problemi con il porno. Il principale ha a che vedere con i diritti sessuali, con la possibilità di un piacere autonomo che inquadri le donne come soggetto della loro stessa sessualità, anche se è complicato in una cultura patriarcale.

Ed è complicato perché la mascolinità si costruisce sulla sessualità. Vale a dire, è “più” uomo chi ha più rapporti sessuali e con un gran numero di donne diverse. Invece, non è “più” donna quella che ha molti rapporti sessuali con diversi uomini, ma quella che è in grado di stimolare il desiderio maschile.

L’uomo è sempre visto come soggetto e la donna come oggetto, perché attiva l’eccitazione dell’uomo. Il porno è il maggiore esempio di questo punto di vista. Le donne, però, femministe o meno, guardano il porno e si eccitano. Com’è possibile? Se non vogliono essere trattate come oggetti, perché guardano video in cui sono mercificate?

Il porno è fantasia

Il porno è fantasia sessuale, non realtà. La fantasia è fatta di desiderio e, quindi, non la si può giudicare. Non possiamo farlo perché tutti abbiamo fantasticato che il nostro capo avesse un incidente per poterci finalmente liberare di lui o che il nostro professore si ammalasse per evitare di sostenere un esame. Ma questo non significa che nella realtà desiderassimo augurare loro del male.

La fantasia, quindi, non deve essere né morale, né amorale, né etica, né femminista. La fantasia è fatta di desiderio, quel desiderio che usiamo per eccitarci sessualmente e che non deve avere alcun tipo di influenza etica.

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Una persona, dunque, può fantasticare di essere violentata, di visualizzare materiale porno in cui si veda un atto del genere, senza però desiderare che accada davvero. Si può anche fantasticare di violentare qualcuno, donna o uomo che sia, senza per questo farlo nella vita quotidiana. Semplicemente ci si eccita con un’idea particolare, qualcosa di intangibile, irrealizzabile, ma piacevole in un mondo diverso, quello della fantasia.

Non c’è bisogno di colpevolizzare nessuno né di sentirsi in colpa, perché si tratta solo di un modo per eccitarsi, non della realtà sessuale. Per lo stesso motivo, il porno non deve avere limiti, così come non li ha la mente, ma solo il consenso e la legalità. Non ci sono desideri giusti o sbagliati, solo desideri che non hanno ragione di corrispondere a realtà.

La realizzazione della fantasia in coppia

Nella vita di coppia si può fare un passo oltre e cominciare a rendere reali queste fantasie sessuali. Ma è una realtà “finta”, vale a dire, alla fine non si smette di interpretare le situazioni sessuali. Si finge un atto violento o la dominazione perché nella realtà è un gioco, una violenza consensuale con limiti ben precisi che la coppia interpreta in base ai propri desideri. La coppia si eccita e si rispetta in base a limiti stabiliti.

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Nella terapia sessuale tutto ciò che i membri della coppia voglio realizzare in mutuo accordo, ovvero quando c’è consenso, è considerato un bene per la vita sessuale della coppia stessa. Nessuno dei due prova un senso di colpa e se rispettano i limiti del rispetto reciproco, allora sarà una sessualità sana.

Il fatto di vivere in una società patriarcale, in cui l’uomo è una figura di potere di per sé, influenza e si riflette nei desideri. Questo rende normale vivere ruoli di potere nelle proprie fantasie e che nella maggior parte dei casi questo potere sia esercitato dall’uomo verso la donna. Normalizzare le situazioni e spiegarle in base al contesto culturale in cui viviamo consente di vivere le fantasie, il desiderio e la sessualità in modo meno stigmatizzante e più naturale.

L’educazione nel porno

I bambini e gli adolescenti sono sempre più esposti al porno online, ovvero la pornografia gratuita che si trova facilmente su internet. Questa è l’educazione sessuale che ricevono. Ed è ridicolo che non si parli di educazione sessuale e di pornografia con i figli quando si sa che questo mondo è facilmente accessibile. Il rischio è che il porno sia la loro unica educazione sessuale.

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Questo tipo di pornografia è senza dubbio maschilista, riflette solo le fantasie maschili e non fa vedere la realtà delle donne come soggetto. E questo lo vedono sia i bambini sia le bambine. Il problema si risolve con contrappesi educativi, con una spiegazione critica di ciò che si vede in tv, che non è realtà, ma una fantasia sessuale e che le fantasie non sono realtà.

Il porno è cinema: così come quando uno vede Superman volare e sa benissimo che si tratta di finzione, lo stesso vale per la pornografia. Se spieghiamo ai nostri figli che i protagonisti di Le cronache di Narnia possono attraversare l’armadio, ma loro no, allora conviene anche spiegare loro che la vita sessuale non è come quella che vedono nei film porno.

Bisogna spiegare loro che voler realizzare una fantasia non significa obbligare l’altra persona ad un atto sessuale che non vuole perché altrimenti non ci si eccita. Bisogna spiegare loro che quando si dice “no”, è “no”, anche se nei film spesso si vede il contrario. E che nei film porno chi non vuole dire “sì”, lo fa perché sta interpretando una parte, si tratta di attori che seguono un copione.

Alla fine, non si tratta solo di educare i figli ad una sessualità sicura, ma anche responsabile. Una sessualità in cui capiscano che le fantasie sono normali, qualunque esse siano, ma sempre in base ad un requisito: sono realizzabili solo se l’altra persona o persone coinvolte nella relazione sono d’accordo.

E voi cosa ne pensate?

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