Fuggite dai dispensatori di consigli

16 maggio 2017 in Psicologia 1400 Condivisi

I consigli sono opinioni soggettive trasmesse da un interlocutore all’altro con l’intenzione di orientare il suo comportamento in un determinato modo. Quel che è certo è che ci sono persone senza preparazione né coscienza che dispensano consigli sulla vita altrui. Di solito c’è almeno un esemplare di questa specie in ogni famiglia o gruppo di amici.

Dare consigli ci colloca in una posizione di autorità, di sapienza e di prestigio. Tendenzialmente non li disdegniamo, perché riceverli significa – indipendente da quanto ci azzecchino –che c’è qualcuno che si preoccupa per noi. Ci danno, invece, fastidio quando sospettiamo che dietro ad essi si celi una strategia di manipolazione per gestire il nostro comportamento.

I dispensatori di consigli sono un’altra categoria di persona tossica che, mostrando di avere buone intenzioni, ci suggerisce quello che dobbiamo e non dobbiamo fare della nostra vita, sempre basandosi sulla loro esperienza.

Facendo riferimento solo alle loro vicende, di solito le conclusioni a cui giungono non sono applicabili al nostro caso. Se vi trovate davanti ad una persona che si intromette nella vostra vita senza che voi le abbiate chiesto un’opinione, che snocciola argomentazioni con saccenza senza sapere di cosa sta parlando e che, oltretutto, vi impone le sue idee, vuol dire che avete a che fare con un dispensatore di consigli ed è meglio che vi allontaniate.

“Nel tentativo di aiutare, possiamo fare del male a qualcuno obbligandolo a ricevere qualcosa che non ci ha chiesto. Inoltre, quando insistiamo a dare consigli a qualcuno che non ce li ha chiesti, in realtà li stiamo dando a noi stessi”.

(Alejandro Jodorowsky)

Per dare un buon consiglio, è bene che in primis questo sia richiesto, altrimenti correremo il rischio di ficcare il naso dove non dovremmo. Secondariamente, è fondamentale essere esperti della materia in questione; così potremmo fornire un consiglio basato sulla scienza o sulla verità. Infine, l’unico modo per dare un consiglio corretto è provando empatia verso il destinatario e cercando di vedere il problema dal suo punto di vista e non dal nostro, che è diverso.

Anatomia di un dispensatore di consigli

Come abbiamo spiegato, il dispensatore di consigli possiede diverse caratteristiche che ci permettono di riconoscerlo facilmente. Di solito sono persone con più anni di noi che, a causa della loro età, credono di avere più esperienza (quando in realtà non è sempre così) e pensano di essere più sagge di noi.

A volte i familiari più prossimi, e persino gli stessi genitori, si trasformano in dispensatori di consigli, anche quando abbiamo già raggiunto la maggiore età. Purtroppo, spesso quest’aiuto può ripercuotersi negativamente su di noi, sebbene non sia loro intenzione.

Ecco le caratteristiche comuni di questo profilo psicologico:

Tendono a dare consigli banali

“Il tempo sistema le cose” o “credi in te e ci riuscirai” sono i tipici consigli che leggiamo sulle riviste per adolescenti e che poi intendiamo propinare a qualcun altro per cercare di aiutarlo. È evidente che questi suggerimenti preconfezionati non funzionano mai, dato che li conosce anche la persona a cui prestiamo consiglio. E li applica pure, ma non è ciò di cui ha bisogno in quell’istante.

“Più che aiutare, certe volte facciamo sentire l’altro in colpa per non riuscire a «credere in se stesso» o a «vedere l’aspetto positivo delle cose»”.
Condividere

Hanno paure che non sanno affrontare e che proiettano sulla nostra circostanza

I dispensatori di consigli di solito sono persone con questioni in sospeso nelle loro vite, che hanno paura di affrontare certe situazioni o non hanno superato adeguatamente determinati timori. Ciò le spinge a dare consigli agli altri nel tentativo di riparare le falle della loro vita. Nessuno può aiutare qualcun altro se è il primo ad avere la mente piena di fantasmi.

Inoltre, spesso i consigli, lungi dall’essere motivanti, sono di carattere ansiogeno: “non farlo”, “è pericoloso”, “e se non va a finire bene?”; ciò accade perché queste persone si lasciano guidare dalla paura che provano.

Sono egocentrici

Un buon dispensatore di consigli dà sempre suggerimenti basandosi sull’io di qua e io di là. Invece di ascoltare la persona che ha davanti (cosa che invece aiuterebbe molto), appena questi finisce di parlare, inizia subito le frasi in questo modo: “Beh io…”, “Anche a me è successo e…”. Tutti l’abbiamo fatto in misura minore o maggiore e l’abbiamo visto fare da qualcuno con noi.

Questo non ci fa sentire compresi né ascoltati. Finiamo per essere noi a dover ascoltare quest’individuo. Non dobbiamo dimenticare che la sua esperienza non ha molto a che vedere con la nostra, per quanto le vicende possano assomigliarsi.

Ognuno ha il proprio bagaglio di vita e, sulla base di esso, deve risolvere il suo problema. Un professionista in materia di certo saprebbe guidarvi.

Danno consigli a cui nemmeno loro credono

La cosa più probabile è che le indicazioni fornite da un dispensatore di consigli non vengano messe in pratica neppure da lui, proprio perché non ci crede. Può darsi che esse contengano una grande difficoltà: magari sono la cosa giusta da fare, ma il momento non è quello adatto perché le forze non sono sufficienti.

Ad ogni modo, i consigli devono essere realisti, in favore di un progresso e adatti alla persona. I consigli generali come “se vuoi smettere di fumare, puoi farlo da un giorno all’altro e puoi aiutarti con delle gomme da masticare per l’ansia” non sono realisti; in questo caso ci sono molte altre tecniche che si potrebbero impiegare. Un suggerimento del genere potrebbe persino danneggiare l’individuo, mettendolo sotto pressione o riempiendolo d’ansia e ottenendo, così, l’effetto opposto.

Pensano che abbiamo bisogno di loro perché non siamo altrettanto capaci

I dispensatori di consigli si considerano dei “salvatori” e pensano che gli altri non siano informati quanto loro, che siano inferiori e, pertanto, che abbiano estremo bisogno di loro. Questo atteggiamento non è altro che un palliativo per tenerli occupati e non farli pensare alle loro faccende, è una distrazione per non farsi carico della loro vita. In realtà, nessuno ha bisogno dei loro consigli. Sono loro ad aver bisogno di una nostra cooperazione, in modo che possano realizzare i loro desideri od obiettivi.

Prima di dare un consiglio a qualcuno che non ce l’ha chiesto o sul quale non abbiamo una conoscenza scientifica, dobbiamo sempre ricordarci le seguenti parole:

Chi prova ad aiutare una farfalla ad uscire dal suo bozzolo, la uccide; chi prova ad aiutare un germoglio ad uscire dal suo seme, lo distrugge. A certe cose non si può dare aiuto. Devono accadere da sole e passare da dentro a fuori.
Condividere
Guarda anche