Come gestire le persone “tossiche” sul lavoro

· 1 ottobre 2015

Quando parliamo di persone tossiche, sappiamo di potercene allontanare, anche se con una certa difficoltà. Tuttavia, in determinate circostanze dobbiamo per forza avere a che fare con persone di questo tipo, lavorarci assieme tutti i giorni, senza poterle evitare. Situazioni del genere si verificano, ad esempio, negli ambienti lavorativi.

Oltre a dover vedere quella persona tutti i giorni, dobbiamo collaborare, raggiungere un obiettivo concreto assieme (o in gruppo) in modo da ottenere successo. Ovviamente si tratta di una situazione scomoda, ma possiamo comunque destreggiarci al meglio.

Colleghi di lavoro “tossici”

È possibile distinguere sette tipi di personalità tossiche sul lavoro, che già vi trovate ad affrontare oppure che potrete conoscere in futuro in ambito lavorativo o in qualsiasi altro campo.

Il protagonista

È una persona che cerca sempre il modo di essere al centro dell’attenzione. Si impadronisce delle conversazioni imponendo il suo punto di vista. È sempre molto competitivo e fa tutto ciò che deve per raggiungere i suoi obiettivi.

L’informale

L’informale non rispetta mai i tempi di consegna. È sempre in ritardo con il lavoro, arriva tardi alle riunioni e al lavoro, etc. L’irresponsabilità di queste persone influisce anche sugli altri che fanno parte dello stesso gruppo lavorativo.

Il pettegolo

Il luogo di lavoro è l’ambiente ideale per questo genere di persone. Lo possiamo vedere soprattutto durante la pausa caffè, quando commentano o spettegolano sugli altri colleghi. A volte, si comportano come “spie” e informano i loro superiori di dettagli irrilevanti sui colleghi di lavoro in modo da metterli in cattiva luce.

Lo svogliato

Uno dei peggiori colleghi di lavoro è quello che fa il suo lavoro in maniera del tutto inefficiente. Non gli importa del suo lavoro o dei colleghi. Ricorre alla “legge del minimo sforzo”, una cosa che si ripercuote negativamente sul resto del gruppo.

L’arrabbiato

L’arrabbiato sembra sempre molto occupato. È per questo che non vi saluterà mai né vi farà mai un sorriso. Non ama lavorare in gruppo, preferisce il lavoro individuale.

Il contestatore

È una persona che non è mai d’accordo con le opinioni o le decisioni degli altri colleghi. Ha sempre un punto di vista opposto. È molto difficile lavorarci assieme perché si fa fatica a raggiungere un compromesso.

Il competitivo

La competitività di queste persone non ha limiti. Non si lasciano mai scappare una buona opportunità. Sono sempre in prima linea per appropriarsi del merito degli altri agli occhi dei loro superiori.

Come proteggersi da un collega di lavoro “tossico”?

Come abbiamo visto, è difficile evitare un collega di lavoro tossico se dobbiamo per forza lavorarci assieme tutti i giorni. Di conseguenza viene da chiedersi, come gestirlo senza ripercussioni?

Innanzitutto, non dovete fare il suo gioco. La vostra opzione migliore è evitare di farvi trascinare da chi è continuamente arrabbiato o vuole essere protagonista della situazione. Dovete accettarlo. Siate consapevoli del fatto che non potete far nulla per farlo cambiare e che non avete alcuna possibilità di evitarlo. Di conseguenza, non vi resta che accettarlo anche se è così e fare in modo che non vi influenzi negativamente.

Se vi dà fastidio e non potete evitarlo, riflettete. Pensate perché vi sta dando così tanto fastidio, se potete permetterlo e cosa deve cambiare. Modificate il vostro punto di vista, cercata di prenderla sul ridere e come monito per evitare di comportarvi allo stesso modo. Questo vi sarà di grande aiuto.

Se avete a che fare con colleghi di lavoro “tossici”, non cercate mai la loro approvazione. Se lo fate, date loro potere e sottovalutate voi stessi. Loro non elogerebbero mai il vostro lavoro. Quindi, tirate fuori l’orgoglio, fate il vostro lavoro meglio che potete e, cosa più importante, rispettate i vostri colleghi anche se sono “tossici”.

Quali sono gli aspetti positivi di lavorare con persone “tossiche”?

Non tutti i colleghi di lavoro “tossici” influenzano gli altri in maniera negativa. Anche se è difficile crederci, molti di loro possono aumentare la produttività degli altri.

Avere un collega pettegolo, ad esempio, può avere i suoi benefici. I pettegolezzi consentono di staccare, prendersi una pausa e rafforzare il gruppo di lavoro. Oltre ad aumentare la produttività, aiutano a rilassare l’ambiente di lavoro, aumentano il feeling tra colleghi e promuovono un miglior rendimento da parte di tutto il gruppo.

Tutti parliamo degli altri, chi più, chi meno. Il problema è quando questo meccanismo viene usato in modo negativo o quando crediamo a tutto quello che ci dicono.

Anche la persona che contesta tutto e tutti può rafforzare il gruppo. Perché? Perché permette di vedere l’altra faccia della medaglia, di valutare un’opinione diversa e capire se si sta andando verso la giusta direzione o meno per quanto riguarda il lavoro da portare a termine.

Che tutti siano d’accordo è una cosa buona, ma può anche significare che qualcosa non va. Il problema sorge quando chi contesta ogni cosa lo fa con il semplice scopo di dare fastidio.