Sapete in che modo la caffeina aiuta la vostra mente?

· 3 agosto 2015

La caffeina è uno stimolante che aiuta a migliorare i processi mentali; agisce bloccando i recettori di adenosina nei neurotrasmettitori, fatto che aumenta l’eccitabilità del cervello. La caffeina influisce anche su altri neurotrasmettitori, tra cui la norepinefrina, la dopamina e l’acetilcolina, i quali producono effetti sia sullo stato d’animo sia sui processi mentali.

Diversi studi rivelano che la caffeina aiuta a migliorare il rendimento durante le fasi dell’attenzione, dei tempi di risposta e dei processi di informazione. Ciononostante, va detto che tutto questo dipende da molti fattori, tra cui il consumo giornaliero di tale sostanza.

Uno dei grandi interrogativi che gli scienziati si sono posti è se gli effetti appena descritti sui processi mentali siano utili al fine di migliorare la memoria e prevenire le malattie degenerative del cervello, come l’Alzheimer.

In effetti, esiste una teoria che associa il consumo di caffeina durante la mezza età con un rischio minore di soffrire di Alzheimer. Il fatto che la caffeina non solo aiuti a migliorare il rendimento cognitivo, ma contribuisca anche a prevenire malattie come l’Alzheimer è estremamente positivo; di certo è un’ottima notizia per gli amanti del caffè!

Studi sulla caffeina e il rendimento cognitivo

Secondo uno studio del 2014, realizzato presso l’Università John Hopkins (Baltimora, Maryland, USA), la caffeina aiuta effettivamente a migliorare la memoria. Lo studio coinvolse 160 partecipanti tra maschi e femmine, ai quali vennero mostrate alcune immagini; 5 minuti dopo, ad una parte di loro venne somministrata una pillola da 200 mg di caffeina e alla parte restante un placebo.

24 ore più tardi, i partecipanti che avevano ricevuto la pillola di caffeina mostrarono una memoria nettamente migliore al momento di ricordare le immagini rispetto a coloro che avevano ricevuto un placebo. Secondo i ricercatori, questo test dimostra che è stata la caffeina a migliorare la memoria dei partecipanti e tale miglioramento è avvenuto grazie a un aumento della concentrazione.

Un altro studio dimostrò che la memoria sul lavoro migliora sensibilmente con il consumo di caffeina, ma solo nel caso in cui i soggetti in questione siano persone estroverse. Un secondo studio analizzò questo caso e scoprì che i ricordi e la memoria dei soggetti estroversi che consumano caffeina migliora, così come vi è un incremento della velocità di reazione e della capacità di assimilare informazioni nuove.

Uno studio si occupò di considerare la combinazione tra caffeina e glucosio e rivelò che, quando questi elementi vengono assunti insieme, il tempo di reazione, la memoria verbale e la concentrazione dei soggetti sono nettamente migliori rispetto a coloro che assumono solo caffeina o solo glucosio.

Uno studio successivo dimostrò che la caffeina è anche in grado di migliorare la memoria spaziale: vennero messi a confronto consumatori abituali di caffeina con consumatori occasionali; entrambi i gruppi potenziarono la capacità di costruire mappe mentali, ma il beneficio risultava minore nei consumatori abituali di caffeina.

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Qual è la caffeina più salutare per il cervello?

Uno studio realizzato su donne dai 65 anni in su, affette da una malattia cardiovascolare (e, pertanto, esposte ad un alto rischio di deterioramento cognitivo, altrimenti detto “deterioramento cognitivo vascolare”), esaminò la loro ingestione di caffeina e realizzò valutazioni cognitive a intervalli regolari per cinque anni.

I risultati mostrarono che le donne con livelli maggiori di consumo di caffeina, soprattutto quella derivante dal caffè e non da altre bevande come tè o coca-cola, ottenevano risultati migliori nelle prove cognitive.

Un altro studio da segnalare prese in analisi l’effetto della caffeina delle bibite energetiche (che contengono alti livelli della sostanza in questione) sul funzionamento cognitivo di giovani d’età compresa tra i 15 e i 18 anni. Si riscontrò che tali bevande aumentano effettivamente l’attenzione momentanea, ma non provocano alcuna alterazione nella funzione cognitiva.

Studi sulla connessione tra caffeina e prevenzione dell’Alzheimer

Una ricerca del 2009, svolta su cavie, scoprì che la caffeina non solo previene l’Alzheimer, ma impedisce anche che si verifichi un deterioramento della memoria.

Un altro studio del 2011 dimostrò che quantità moderate di caffè forniscono una protezione sia contro l’Alzheimer, sia contro le malattie cardiovascolari.

Infine, una notevole ricerca venne pubblicata nel 2013 sul Journal of Alzheimer’s Disease: in essa si sosteneva che nelle cavie affette da demenza si era verificato un recupero dal deterioramento della memoria e dai cambiamenti cerebrali (dovuti alla demenza) quando venne aggiunta della caffeina nell’acqua che bevevano.

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La connessione tra caffeina e mancata progressione dell’Alzheimer nelle persone con deterioramento cognitivo lieve

Il consumo di caffeina è anche collegato alla stabilità cognitiva. Le persone con un deterioramento cognitivo lieve sono esposte ad un alto rischio di sviluppare l’Alzheimer; tuttavia, uno studio del 2011, pubblicato sempre sul Journal of Alzheimer’s Disease, rivelò che nessuno tra i partecipanti con un alto livello di caffeina nel sangue aveva sviluppato l’Alzheimer, nonostante fossero affetti da deterioramento cognitivo lieve.

Per concludere

Quelli che vi abbiamo presentato oggi sono solo alcuni tra i molti studi effettuati sulla caffeina e i suoi effetti sulla memoria ed altri processi cognitivi. Di certo, i risultati variano tra una ricerca e l’altra, ma vi è un consenso generale sull’idea che la caffeina stimoli il funzionamento cognitivo. Molte ricerche segnalano che un fattore importante è l’origine della caffeina assunta, per esempio il caffè.

Tuttavia, la caffeina produce anche altri effetti: oltre ai molti benefici elencati, può arrecare anche danni, se ingerita in quantità eccessive. Per determinate persone, inoltre, il consumo di caffeina (anche in quantità limitate) comporta gravi rischi per la salute.